LA RELIGIONE DEL CUORE
Quinto periodo · I grandi Risvegli (1700 – 1900 d.C.) · Le dottrine del Risveglio, l’Illuminismo e la critica biblica, i nuovi movimenti religiosi, i dogmi di Roma, i perseguitati dell’Ottocento
Il secolo della testa e il secolo del cuore Due secoli in cui la fede fu negata dai filosofi, dissolta dai critici e ritrovata dal popolo
Il 24 maggio 1738, alle nove meno un quarto di sera, in una riunione di Aldersgate Street a Londra, mentre qualcuno leggeva la prefazione di Lutero alla lettera ai Romani, un pastore anglicano di trentacinque anni, deluso, tornato fallito dalla missione in Georgia, sentì «il cuore stranamente riscaldato»: «Sentii che confidavo in Cristo, in Cristo solo, per la salvezza; e mi fu data l’assicurazione che egli aveva tolto i miei peccati, proprio i miei». Dieci anni dopo, nel 1748, a Edimburgo, un filosofo scozzese di trentasette anni, David Hume, pubblicava un saggio in cui dimostrava che nessuna testimonianza umana può provare un miracolo, perché è sempre più probabile che il testimone si sbagli. Il quinto periodo sta fra queste due date: il secolo in cui la testa dell’Europa decise che la rivelazione era superflua, e il secolo in cui il cuore dell’Europa e dell’America la ritrovò.
Dal punto di vista della dottrina il periodo ha un carattere nuovo. I Risvegli non inventarono dottrine: Wesley, Whitefield, Edwards, Finney, Spurgeon, Moody confessavano la fede di Nicea e della Riforma. Ciò che aggiunsero fu l’esperienza: la nuova nascita come evento cosciente, la certezza della salvezza come testimonianza dello Spirito, la santificazione come seconda opera della grazia, la potenza per il servizio. La «religione del cuore», che i Pietisti avevano chiesto a una chiesa luterana irrigidita, divenne la religione di milioni di persone. E fu questa esperienza, non la teologia accademica, a resistere all’attacco più grave che la fede avesse mai subito: non più un errore su Cristo, ma la negazione che Dio parli, che la Bibbia sia vera, che Gesù sia esistito come i Vangeli lo descrivono. Deismo, razionalismo, critica storica, liberalismo, evoluzionismo: il quinto periodo è quello in cui l’errore dottrinale cambiò natura, e da deviazione dentro la Chiesa divenne dissoluzione della Chiesa dall’interno.
Accanto, due fenomeni che la scheda tratta con la stessa cura: la nascita, nell’America del Risveglio, di nuovi movimenti religiosi che ne ripresero il linguaggio allontanandosi dalla sua sostanza, Mormoni, Avventisti, Testimoni di Geova, Christian Science, che ancora oggi bussano alle nostre porte e di cui il lettore deve saper riconoscere gli insegnamenti; e la risposta della chiesa di Roma al secolo, con tre dogmi nuovi in sedici anni, l’Immacolata Concezione (1854), il Sillabo contro la libertà di coscienza (1864), l’infallibilità del papa (1870), e, in Italia, la persecuzione di chi leggeva la Bibbia fino alle soglie del Novecento.
Non vi meravigliate se vi ho detto: «Bisogna che nasciate di nuovo».
Giovanni 3:7 · il testo che Whitefield predicò più di trecento volte
Le dottrine del Risveglio Nuova nascita, certezza, santificazione, grazia per tutti, missione: come il Risveglio tradusse la Riforma in esperienza
Il Risveglio cominciò in Germania, con un libro di sessanta pagine. Nel 1675 Filippo Giacomo Spener, pastore luterano a Francoforte, pubblicò i Pia Desideria: sei proposte per guarire una chiesa che aveva la dottrina pura e la vita morta. Studio della Bibbia in piccoli gruppi domestici (i collegia pietatis); esercizio del sacerdozio universale, perché i laici non siano solo ascoltatori; la fede come pratica, non come sapere; carità nelle controversie; formazione dei pastori nella pietà e non solo nella dottrina; predicazione che edifichi invece di sfoggiare. Il suo discepolo Francke, a Halle, ne fece un’istituzione: orfanotrofio, scuole, università, stamperia che in un secolo diffuse due milioni di Bibbie a basso prezzo, e la prima missione protestante. A Halle studiò il conte Zinzendorf, che nel 1722 accolse nelle sue terre i profughi dell’Unitas Fratrum e fondò Herrnhut: la preghiera ininterrotta per cent’anni, le missioni fra gli schiavi delle Antille e gli eschimesi della Groenlandia, e la serenità in mare che convertì Wesley. Il Pietismo diede al Risveglio il suo vocabolario: nuova nascita, conversione, ora della decisione, rapporto personale con Gesù.
Le cinque dottrine del Risveglio
Ciò che i Risvegli inglesi e americani predicarono si può riassumere in cinque dottrine, tutte bibliche, tutte presenti nella Riforma, ma mai prima proclamate con questa insistenza e questa chiarezza di esperienza. La nuova nascita (Giovanni 3): non un battesimo ricevuto da neonati né un’adesione a una confessione, ma una rigenerazione operata dallo Spirito in un momento, di cui si ha coscienza; «bisogna che nasciate di nuovo» fu il testo di Whitefield, e a chi gli chiedeva perché lo predicasse sempre rispose: «perché bisogna che nasciate di nuovo». La certezza della salvezza: «lo Spirito stesso attesta insieme con il nostro spirito che siamo figli di Dio» (Romani 8:16), contro Trento che aveva anatematizzato chi si dicesse certo; Wesley la ricevette ad Aldersgate e la predicò per cinquant’anni. La santificazione come opera distinta e successiva: Wesley, nel Chiaro resoconto della perfezione cristiana (1766), insegnò che il credente può ricevere, per fede e in un istante, un cuore purificato dal peccato e reso perfetto nell’amore; il Movimento di Santità la chiamerà «seconda benedizione», Keswick «vita vittoriosa», e il Pentecostalismo ne farà il terreno del battesimo nello Spirito. La grazia per tutti: Wesley ruppe con Whitefield nel 1740 sulla predestinazione, e il suo sermone La grazia libera («libera per tutti e libera in tutti») fece dell’arminianesimo la teologia del Risveglio popolare; i calvinisti evangelici, Whitefield, Edwards, Spurgeon, predicarono la stessa offerta universale con un’altra spiegazione, e i due rami lavorarono insieme. La missione: William Carey, calzolaio battista, nel 1792 scrisse l’Indagine sull’obbligo dei cristiani di usare mezzi per la conversione dei pagani, contro i teologi che gli dicevano «quando Dio vorrà convertire i pagani lo farà senza di te», e l’anno dopo partì per l’India; in un secolo nacquero le società missionarie, le società bibliche (Londra 1804), e il Vangelo arrivò in ogni continente.
| Dottrina | Chi la predicò e come | Testi e documenti | Dove stiamo noi |
|---|---|---|---|
| LA NUOVA NASCITARigenerazione cosciente | Spener e Francke (la «lotta della penitenza»); Whitefield; Wesley; Edwards (Racconto fedele, 1737); Finney (la chiamata all’altare) | Giovanni 3:3-8; 2 Corinzi 5:17; 1 Pietro 1:23; Edwards, Gli affetti religiosi (1746): i segni della vera conversione | Con il Risveglio: la salvezza è un evento personale di cui si rende testimonianza; il battesimo la segue, non la produce. |
| LA CERTEZZA DELLA SALVEZZALa testimonianza dello Spirito | Wesley, sermoni La testimonianza dello Spirito I e II; Moravi; i Metodisti («so che il mio Redentore vive») | Romani 8:15-16; 1 Giovanni 5:13; 2 Timoteo 1:12. Contro Trento, sessione VI, canone 12-16 | Con Wesley: il credente può e deve sapere di essere salvato; la certezza è dono dello Spirito e frutto dell’ubbidienza, non presunzione. |
| LA SANTIFICAZIONELa seconda opera della grazia | Wesley (Perfezione cristiana, 1766); Fletcher; Phoebe Palmer (La via della santità, 1843); Movimento di Santità (1867); Keswick (1875: non sradicamento ma vittoria) | 1 Tessalonicesi 4:3; 5:23; Ebrei 12:14; Matteo 5:48; Romani 6; Galati 5:16-25 | Con Keswick più che con Wesley: santificazione progressiva per la potenza dello Spirito, con momenti di consacrazione; la perfezione senza peccato è meta, non possesso (Filippesi 3:12). |
| LA GRAZIA PER TUTTIArminianesimo evangelico | Wesley, La grazia libera (1740); Fletcher, Checks to Antinomianism; i Metodisti; i Battisti generali; il Movimento di Santità | Giovanni 3:16; 1 Timoteo 2:4-6; 2 Pietro 3:9; Ebrei 2:9; Apocalisse 22:17 | Con Wesley: espiazione universale, grazia preveniente, libertà di rispondere, possibilità di cadere. Rispettiamo i fratelli calvinisti del Risveglio, che predicarono la stessa offerta. |
| LA MISSIONEIl Grande Mandato | Zinzendorf; Carey (1792); Judson; Livingstone; Hudson Taylor (China Inland Mission, 1865); le società bibliche | Matteo 28:18-20; Atti 1:8; Romani 10:14-15; Carey, Enquiry (1792) | Con Carey: «Aspettatevi grandi cose da Dio, tentate grandi cose per Dio». Le Assemblee di Dio sono figlie di missioni. |
| LA POTENZA PER IL SERVIZIOIl rivestimento dello Spirito | Finney (1821: «ondate di amore liquido»); Moody (1871); Torrey (Il battesimo nello Spirito Santo, 1895); Keswick; A. B. Simpson (il «Vangelo quadruplice», 1890) | Luca 24:49; Atti 1:8; 2:4; 4:31; Efesini 5:18 | È il ponte verso il sesto periodo: il Risveglio chiese la potenza, il Pentecostalismo ne riconobbe il segno (Atti 2:4). |
| L’INERRANZA DELLA SCRITTURAContro la critica | Princeton (Hodge, Warfield, 1881); Spurgeon (controversia del «Declino», 1887); Kuyper | 2 Timoteo 3:16; 2 Pietro 1:21; Matteo 5:18; Giovanni 10:35 | Con Spurgeon e Warfield: la Bibbia, ispirata, è senza errore in ciò che afferma; la critica che la giudica è giudicata da essa. |
I volti del Risveglio
Spener · Pia Desideria
Zinzendorf · Herrnhut
John Wesley · il Metodismo
Charles Wesley · gli inni
Whitefield · la nuova nascita
Edwards · il discernimento
Carey · le missioni
Finney · il Secondo Risveglio
Phoebe Palmer · la santità
Hannah W. Smith · Keswick
Hudson Taylor · la Cina
Spurgeon · l’inerranza
Quindicesimo figlio del rettore di Epworth, salvato a sei anni dall’incendio della canonica («un tizzone strappato dal fuoco», dirà di sé), studente a Oxford, dove con il fratello Charles e Whitefield fondò il «Club santo», metodico nella preghiera, nel digiuno, nella visita ai carcerati: da qui il soprannome «metodisti». Missionario fallito in Georgia (1735-37), incontrò i Moravi sulla nave e, al ritorno, ad Aldersgate, la certezza della fede. Da allora per cinquantatré anni predicò ogni giorno, all’aperto quando le chiese gli furono chiuse, percorrendo a cavallo quattrocentomila chilometri e tenendo quarantamila sermoni; organizzò i convertiti in «società», «classi» di dodici con un capoclasse e «bande», con predicatori laici itineranti e la Conferenza annuale; scrisse cinquanta volumi, un commento al Nuovo Testamento, un dizionario, un manuale di medicina per i poveri, e tradusse i Pia Desideria. La sua teologia, fissata nei quarantaquattro Sermoni standard, è l’arminianesimo evangelico: tutti sono perduti, Cristo è morto per tutti, la grazia preveniente raggiunge tutti, chi crede è giustificato e lo sa, chi è giustificato è chiamato alla perfezione nell’amore, chi non persevera può perdersi. Combatté il calvinismo con Whitefield restandogli amico («lo vedrò in cielo? No: sarà così vicino al trono che io non lo vedrò»), l’antinomismo con Fletcher, la schiavitù con l’ultima lettera della sua vita, a Wilberforce. Non volle mai lasciare la chiesa anglicana, ma nel 1784 ordinò pastori per l’America: il Metodismo diventò una chiesa, e nel 1800 contava centomila membri in Inghilterra e altrettanti in America. Le sue ultime parole: «Il meglio di tutto è che Dio è con noi».
Pastore di Northampton, nel Massachusetts, filosofo e naturalista, il più grande pensatore che l’America abbia prodotto. Nel 1734-35 la sua parrocchia conobbe un risveglio improvviso che egli descrisse nel Racconto fedele dell’opera sorprendente di Dio, letto in tutta l’Europa; nel 1740-42, con Whitefield, il Grande Risveglio coinvolse tutte le colonie. Il suo sermone Peccatori nelle mani di un Dio adirato (1741), letto con voce piatta e senza gesti, fece gridare l’uditorio. Ma l’opera che lo rende indispensabile a ogni risveglio successivo è Gli affetti religiosi (1746), scritto quando il Risveglio si guastava in fanatismo e i suoi nemici lo usavano per screditarlo. Edwards distingue i segni che non provano nulla, né a favore né contro (le emozioni intense, le lacrime, le grida, le visioni, la lode fervente, perfino la sicurezza di essere salvati) dai segni che provano la vera grazia: un amore per Dio fondato sulla sua bellezza e non sul proprio vantaggio, la convinzione della verità del Vangelo, l’umiltà, un cambiamento di natura, la mitezza di Cristo, la fame di santità, e soprattutto «la pratica cristiana», il frutto nella vita. È la regola con cui ogni risveglio, compreso quello pentecostale, deve giudicare se stesso. Licenziato dalla sua chiesa nel 1750 per aver chiesto una vera conversione ai comunicanti, fu missionario fra gli indiani e morì presidente del College di Princeton, di vaiolo, un mese dopo l’insediamento.
Lo Spirito stesso attesta insieme con il nostro spirito che siamo figli di Dio.
Romani 8:16 · il versetto di Aldersgate
Deismo, Illuminismo, critica biblica, Darwin La negazione moderna della rivelazione, i suoi maestri, e la risposta evangelica
La Riforma aveva messo la Bibbia nelle mani del popolo; il secolo seguente la mise sotto il microscopio della ragione, e la ragione decise che non ne aveva bisogno. Il deismo inglese, da Herbert di Cherbury a John Toland (Cristianesimo senza misteri, 1696) a Matthew Tindal (Il cristianesimo antico quanto la creazione, 1730), insegnò che esiste un Dio creatore, conoscibile con la ragione, che ha fissato le leggi del mondo e non interviene; che la religione vera è la morale naturale; che la rivelazione, i miracoli e i misteri sono superflui o fraudolenti. Tradotto in Francia divenne l’Illuminismo: Voltaire contro «l’infame», Diderot e l’Enciclopedia, Rousseau con la religione del sentimento e del «Vicario savoiardo»; in America Thomas Paine, con L’età della ragione (1794), che chiamò la Bibbia «una storia di malvagità» e che i predicatori del Risveglio americano trovarono nelle mani di ogni contadino. In Scozia David Hume, nel saggio Dei miracoli (1748), pose l’argomento che la critica ripeterà per due secoli: un miracolo è una violazione delle leggi di natura, l’esperienza uniforme è contro di esso, dunque nessuna testimonianza può provarlo, perché è sempre più probabile che il testimone menta o si inganni. In Germania Kant, nella Religione entro i limiti della sola ragione (1793), ridusse il cristianesimo a etica e Cristo a simbolo dell’umanità moralmente perfetta. Nel 1793, a Parigi, la Rivoluzione chiuse le chiese, trasformò Notre-Dame in Tempio della Ragione e vi intronizzò una ballerina; Robespierre inventò il culto dell’Essere Supremo; e per la prima volta dai tempi di Diocleziano uno Stato europeo perseguitò ufficialmente il cristianesimo in quanto tale.
Il liberalismo teologico: la fede senza la Bibbia
La risposta più pericolosa all’Illuminismo venne da dentro la teologia protestante, e fu una resa travestita da difesa. Friedrich Schleiermacher, pastore berlinese cresciuto fra i Moravi, nei Discorsi sulla religione ai suoi disprezzatori colti (1799) e nella Dottrina della fede (1821) sostenne che la religione non è dottrina né morale ma «sentimento di assoluta dipendenza»; che i dogmi sono espressioni di questo sentimento, non verità rivelate; che Cristo è l’uomo in cui la coscienza di Dio fu perfetta, non Dio fatto uomo; che il peccato originale, i miracoli, la risurrezione sono accessori. Era nato il liberalismo teologico, il «padre della teologia moderna». A Tubinga Ferdinand Christian Baur applicò Hegel al Nuovo Testamento: il cristianesimo è la sintesi fra il partito di Pietro e quello di Paolo, e i libri che non mostrano il conflitto sono tardi e falsi; il suo allievo David Friedrich Strauss, nella Vita di Gesù (1835), spiegò i Vangeli come miti, creazioni inconsce della comunità, senza frode e senza storia. Julius Wellhausen (1878) scompose il Pentateuco in quattro fonti (J, E, D, P) e ne fece una costruzione sacerdotale posteriore ai profeti: Mosè non scrisse nulla. Ernest Renan, con la Vita di Gesù (1863), «un uomo incomparabile», vendette centomila copie in Francia. Albrecht Ritschl e Adolf von Harnack (L’essenza del cristianesimo, 1900) ridussero il Vangelo a tre cose: la paternità di Dio, il valore infinito dell’anima, il comandamento dell’amore; tutto il resto, incarnazione, espiazione, risurrezione, era «guscio» ellenistico. Nel 1900 le facoltà teologiche della Germania, della Svizzera, della Scozia e, sempre più, dell’America insegnavano questo. Era, a tutti gli effetti, un altro cristianesimo: nel sesto periodo Machen lo dirà con le parole giuste, «non un cristianesimo diverso, ma una religione diversa».
Darwin, Marx, Nietzsche
Tre libri chiusero il secolo. L’origine delle specie di Charles Darwin (1859) non parlava di Dio, ma spiegava la varietà della vita con la selezione naturale, senza disegno; e L’origine dell’uomo (1871) applicò la regola all’uomo. La reazione evangelica fu divisa: alcuni, come il botanico Asa Gray e il teologo di Princeton Warfield, accettarono un’evoluzione guidata; altri, Hodge (Che cos’è il darwinismo?, 1874: «è ateismo»), Spurgeon, e poi i fondamentalisti, la rifiutarono come negazione di Genesi 1-3 e della caduta. Karl Marx (1844) definì la religione «l’oppio del popolo», sospiro della creatura oppressa, destinato a scomparire con l’oppressione; i regimi che ne seguirono le idee nel sesto periodo perseguiteranno la Chiesa più di ogni imperatore. Friedrich Nietzsche (La gaia scienza, 1882) annunciò che «Dio è morto, e noi l’abbiamo ucciso», e che il cristianesimo era la morale degli schiavi; morì pazzo nel 1900, l’anno in cui il secolo del Risveglio si chiudeva e quello dello Spirito stava per aprirsi.
Hume · contro i miracoli
Kant · la religione come morale
Schleiermacher · il liberalismo
Baur · Tubinga
Strauss · Vita di Gesù, 1835
Darwin · 1859
Nietzsche · «Dio è morto»
| Corrente | Che cosa sosteneva | Maestri e opere | La risposta evangelica |
|---|---|---|---|
| DEISMO1690 – 1800 | Un Dio creatore che non interviene; religione naturale e morale; rivelazione, miracoli e misteri superflui o falsi. | Toland, Tindal, Voltaire, Paine (L’età della ragione, 1794); Jefferson e la sua «Bibbia» senza miracoli | Joseph Butler, L’analogia della religione (1736); William Paley, Evidenze (1794); e soprattutto il Risveglio: Wesley predicò nelle stesse piazze in cui circolava Paine. |
| SCETTICISMO E CRITICISMO1748 – 1793 | I miracoli non sono provabili (Hume); Dio e l’immortalità postulati della ragione pratica, non conoscenze (Kant); Cristo simbolo morale. | Hume, Dei miracoli; Kant, Critica della ragion pura (1781), La religione (1793) | Thomas Reid e la scuola scozzese del senso comune; Princeton; C. S. Lewis (sesto periodo): l’argomento di Hume presuppone ciò che vuole provare. |
| LA RIVOLUZIONE FRANCESE1789 – 1801 | Scristianizzazione; culto della Ragione (1793) e dell’Essere Supremo (1794); il calendario senza domenica. | Hébert, Robespierre; la Costituzione civile del clero | Persecuzione dei fedeli di Roma e dei protestanti insieme; Burke, Riflessioni; il Risveglio del «Réveil» ginevrino (1817) e francese. |
| LIBERALISMO TEOLOGICO1799 – 1900 | Religione come sentimento; dogmi come espressioni simboliche; Cristo uomo perfetto; Vangelo ridotto a paternità di Dio e amore fraterno. | Schleiermacher; Ritschl; Harnack, L’essenza del cristianesimo (1900); Bushnell in America | Kierkegaard (Esercizio del cristianesimo, 1850); Hengstenberg; Kuyper; Spurgeon; nel sesto periodo Machen e Barth. |
| CRITICA STORICA DELLA BIBBIA1835 – 1900 | I Vangeli sono miti o costruzioni tarde; il Pentateuco è di epoca post-esilica; la Bibbia è un documento umano come gli altri. | Strauss (1835); Baur e Tubinga; Wellhausen (1878); Renan (1863); Kuenen | Lightfoot, Westcott, Hort a Cambridge (la datazione antica dei Vangeli); Hodge, Warfield (L’ispirazione, 1881); Robert Dick Wilson; l’archeologia (Ramsay sugli Atti). |
| EVOLUZIONISMO1859 – 1900 | Le specie derivano per selezione naturale senza disegno; l’uomo discende dagli animali; la religione è un prodotto dell’evoluzione (Spencer, Tylor, Frazer). | Darwin; Huxley; Haeckel (I misteri dell’universo, 1899) | Hodge, Che cos’è il darwinismo? (1874); Spurgeon; i «Fundamentals» (1910); la critica della filosofia materialista che Darwin non aveva scritto. |
| MATERIALISMO E NICHILISMO1844 – 1900 | La religione è oppio del popolo e sparirà con la rivoluzione (Marx); Dio è morto, la morale cristiana è morale di schiavi (Nietzsche). | Marx ed Engels; Feuerbach (L’essenza del cristianesimo, 1841); Nietzsche | Kuyper e la politica cristiana; Booth e l’Esercito della Salvezza fra i poveri che Marx voleva liberare; Dostoevskij. |
A cinquantatré anni, dopo trent’anni di predicazione al Metropolitan Tabernacle di Londra, davanti a seimila persone ogni domenica, Spurgeon vide il liberalismo entrare nelle chiese battiste inglesi: pastori che negavano l’ispirazione piena della Bibbia, l’espiazione sostitutiva, la pena eterna, e restavano al pulpito. Nell’agosto 1887 pubblicò sulla sua rivista The Sword and the Trowel gli articoli sul «Declino» (Down-Grade): «Si prega pochissimo, si crede pochissimo, e l’inferno è stato spento… Una nuova religione è stata inventata, che non è più il cristianesimo di quanto il gesso sia formaggio». Chiese all’Unione battista di adottare una dichiarazione di fede; l’Unione rifiutò, e nell’ottobre 1887 Spurgeon ne uscì; nel gennaio 1888 l’assemblea lo censurò con duemila voti contro sette. Scrisse: «Mi sono stati tolti gli amici, la salute, e in parte la reputazione; ma la fede no». Morì quattro anni dopo. Aveva previsto esattamente il sesto periodo: la divisione fra chi crede che la Bibbia sia la Parola di Dio e chi crede che la contenga, e la nascita, dalla seconda posizione, di un cristianesimo senza croce. La sua regola per riconoscere il Declino vale ancora: «Il primo passo è sempre lo stesso: dubitare che la Scrittura sia infallibile».
Perché verrà il tempo che non sopporteranno più la sana dottrina, ma, per prurito di udire, si cercheranno maestri in gran numero secondo le proprie voglie, e distoglieranno le orecchie dalla verità e si volgeranno alle favole.
2 Timoteo 4:3-4
Unitariani, Mormoni, Avventisti, Testimoni, Christian Science I movimenti nati nel secolo del Risveglio e i punti in cui la Scrittura ne contraddice gli insegnamenti: un avvertimento per chi legge
Il quinto periodo, soprattutto in America, fu un laboratorio religioso senza precedenti. La libertà di culto, la Bibbia in ogni casa, la frontiera senza chiese stabilite, l’eccitazione dei risvegli e la fame di certezze produssero, accanto ai Risvegli veri, una serie di nuovi movimenti religiosi i cui insegnamenti la Chiesa antica avrebbe riconosciuto subito: sono, con nomi nuovi, le dottrine ariane, gnostiche e montaniste del secondo periodo. Hanno in comune tre tratti. Un fondatore-profeta che riceve una rivelazione diretta (visioni, angeli, tavole d’oro, «ispirazione» per interpretare), e la cui parola ha autorità uguale o superiore alla Bibbia. Un nuovo testo o una nuova traduzione che corregge la Scrittura (il Libro di Mormon, gli scritti di Ellen White, Scienza e salute, poi la Traduzione del Nuovo Mondo). E una negazione cristologica: Cristo non è il Dio eterno fatto carne, o la sua opera non basta. Sono insegnamenti che ancora oggi vengono proposti di porta in porta alle famiglie italiane, e per questo la tavola che segue mette, accanto a ciascuno, ciò che la Scrittura dice: non per condannare le persone, ma perché chi legge sappia riconoscere un altro vangelo (Galati 1:8).
1. Gli Unitariani e Swedenborg
Il socinianesimo del quarto periodo rinacque nell’Inghilterra deista come unitarianesimo: Joseph Priestley, il chimico che scoprì l’ossigeno, nella Storia delle corruzioni del cristianesimo (1782) presentò la divinità di Cristo come la prima corruzione; emigrato in America, trovò terreno nelle chiese congregazionaliste del Massachusetts, dove nel 1819 William Ellery Channing, nel sermone di Baltimora, fondò la denominazione: Dio uno, Cristo uomo esemplare, nessun peccato originale, nessuna espiazione, la ragione giudice della Scrittura. Harvard divenne unitariana nel 1805; Emerson, nel Discorso alla Divinity School (1838), andò oltre e sciolse Dio nella natura. Dall’altro lato della ragione, il mistico svedese Emanuel Swedenborg (1688-1772), scienziato, dal 1745 ebbe visioni del cielo e dell’inferno, parlò con gli angeli e i morti, e insegnò che la Trinità sono tre aspetti di Gesù, che la Bibbia ha un senso spirituale segreto rivelato a lui, e che il giudizio finale era avvenuto nel mondo spirituale nel 1757; la sua «Nuova Chiesa» è il primo modello di un movimento fondato su una rivelazione privata.
2. I Mormoni
Nel 1830 Joseph Smith, ventiquattrenne di Palmyra, nello Stato di New York, pubblicò il Libro di Mormon: tradotto, disse, da tavole d’oro indicate dall’angelo Moroni, scritte in «egiziano riformato» e lette con pietre magiche, raccontava la storia di tribù d’Israele emigrate in America nel 600 a.C. e visitate da Cristo risorto. Nessuna tavola è conservata: il libro si apre con le dichiarazioni di tre e poi otto testimoni della cerchia di Smith. La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, fondata lo stesso anno, aggiunse ai Mormoni le rivelazioni successive di Smith (Dottrina e Alleanze, Perla di gran prezzo), e in esse una dottrina che la Scrittura contraddice punto per punto: Dio Padre è un uomo esaltato con un corpo di carne («come l’uomo è, Dio fu; come Dio è, l’uomo può diventare»); esistono molti dèi; Gesù e Lucifero sono fratelli spirituali; gli uomini preesistono come spiriti e possono diventare dèi di altri mondi; il battesimo per i morti, il matrimonio eterno nel tempio, la poligamia (praticata da Smith e da Brigham Young, abbandonata ufficialmente nel 1890). Smith fu ucciso da una folla a Carthage, nell’Illinois, nel 1844; Young condusse i Mormoni nello Utah. Oggi sono diciassette milioni, con missionari in ogni paese.
3. Gli Avventisti
William Miller, contadino battista di New York, calcolò da Daniele 8:14 («duemilatrecento sere e mattine») che Cristo sarebbe tornato fra il marzo 1843 e il marzo 1844; i suoi seguaci, decine di migliaia, fissarono la data al 22 ottobre 1844 e vendettero i beni: fu la «Grande delusione». Dalle rovine una giovane, Ellen Harmon White, ebbe la prima di duemila visioni: Cristo nel 1844 non era tornato sulla terra ma era entrato nel «santuario celeste» per il «giudizio investigativo» dei credenti; il sabato è il sigillo di Dio e la domenica il marchio della bestia; l’anima dorme fino alla risurrezione e i malvagi sono annientati; dieta vegetariana e salute. La Chiesa Avventista del Settimo Giorno (1863) considera gli scritti di Ellen White «lo Spirito di profezia», autorità per interpretare la Bibbia. Confessa la Trinità e la divinità di Cristo (non sempre nei suoi inizi), e per questo sta su un confine: non un’altra religione come i Mormoni, ma una chiesa che ha aggiunto alla Scrittura una profetessa e una data, e che ha fatto del sabato una condizione.
4. I Testimoni di Geova
Charles Taze Russell, commerciante di Pittsburgh, deluso dalle date avventiste, ne calcolò di sue: Cristo tornato invisibilmente nel 1874, il Regno nel 1914. Fondò nel 1879 la rivista Torre di Guardia di Sion e nel 1884 la Società Watch Tower; i suoi sei volumi degli Studi sulle Scritture furono presentati dalla sua stessa rivista (15 settembre 1910) come più utili, per comprendere il piano di Dio, della lettura della sola Bibbia. Dottrina: la Trinità è un’invenzione pagana; Gesù è l’arcangelo Michele, la prima creatura, un dio inferiore («un dio», Giovanni 1:1 nella loro traduzione); lo Spirito Santo è una forza impersonale; Cristo è risorto come spirito, non nel corpo; non esiste inferno; solo 144.000 vanno in cielo, gli altri vivranno sulla terra; il rifiuto delle trasfusioni di sangue. Il successore Rutherford (1917-1942) diede il nome «Testimoni di Geova» (1931), la disciplina militare e le nuove date (1925, 1975), nessuna delle quali si è avverata. È l’arianesimo di Nicea con un calendario: e la risposta è quella di Atanasio, Giovanni 1:1 («la Parola era Dio», senza articolo indeterminato in greco), Giovanni 20:28, Colossesi 2:9, Ebrei 1:8 («il tuo trono, o Dio»), Apocalisse 22:13 (Cristo «l’Alfa e l’Omega» come Dio in 1:8).
5. La Christian Science e lo spiritismo
Mary Baker Eddy, guarita nel 1866 da una caduta, scrisse Scienza e salute con la chiave delle Scritture (1875): la materia non esiste, è un errore della mente mortale; la malattia, il peccato e la morte sono illusioni; Dio è Mente, Principio, Vita; Gesù è un uomo che ha dimostrato la «Scienza del Cristo»; la croce non ha salvato nessuno, la guarigione avviene negando il male. Sono, in forma americana, le idee della gnosi antica, e conducono a cercare la guarigione nella negazione del male anziché nella preghiera e nelle cure che Dio ha dato. Accanto, lo spiritismo: nel 1848 le sorelle Fox, a Hydesville, cominciarono a «comunicare» con un morto attraverso colpi battuti; in dieci anni milioni di americani ed europei sedevano ai tavolini; Allan Kardec in Francia (1857) ne fece una dottrina con reincarnazione. La Scrittura lo chiama con il suo nome: «non si trovi in mezzo a te… chi consulta gli spiriti o gli indovini, né chi interroga i morti» (Deuteronomio 18:10-11).
| Movimento | Fondatore e data | Che cosa insegna | Che cosa dice la Scrittura |
|---|---|---|---|
| UNITARIANI1774 – oggi | Priestley (Londra 1774), Channing (Baltimora 1819) | Dio uno in una persona; Cristo uomo esemplare; nessuna espiazione; la ragione giudica la Bibbia. | Giovanni 1:1,14; 20:28; Colossesi 2:9; Tito 2:13; Romani 3:25; 1 Corinzi 1:18-25 (la croce «pazzia» per la ragione). |
| SWEDENBORGIANI1757 – oggi | Emanuel Swedenborg (Londra 1787, Nuova Chiesa) | Rivelazioni private; conversazioni con angeli e morti; senso spirituale segreto della Bibbia; il giudizio è già avvenuto (1757). | Galati 1:8; Apocalisse 22:18-19; Deuteronomio 18:11; 2 Tessalonicesi 2:2; Ebrei 1:1-2 (la rivelazione compiuta nel Figlio). |
| MORMONI1830 – oggi | Joseph Smith (Fayette, NY, 1830); Brigham Young | Nuovi libri sacri; Dio uomo esaltato; molti dèi; gli uomini diventano dèi; Gesù fratello di Lucifero; battesimo per i morti; templi; poligamia (fino al 1890). | Isaia 43:10 («prima di me nessun Dio fu formato, né dopo di me ve ne sarà»); 44:6-8; Numeri 23:19 («Dio non è un uomo»); Giovanni 4:24 («Dio è Spirito»); Galati 1:8; Giovanni 1:3 (Cristo creatore di tutto, dunque non fratello di una creatura); Ebrei 9:27. |
| AVVENTISTI DEL SETTIMO GIORNO1844 – oggi | William Miller (1843-44); Ellen G. White, James White, Joseph Bates (1863) | Giudizio investigativo dal 1844; sabato obbligatorio; sonno dell’anima; annientamento; gli scritti della White come «Spirito di profezia»; dieta. | Matteo 24:36 (nessuno sa il giorno); Colossesi 2:16-17 (sabati, ombra delle cose future); Romani 14:5; Ebrei 10:12-14 (l’opera sacerdotale di Cristo compiuta, «seduto»); Luca 23:43; Filippesi 1:23; 2 Corinzi 5:8 (con il Signore alla morte); Apocalisse 22:18. |
| TESTIMONI DI GEOVA1879 – oggi | Charles T. Russell (Pittsburgh 1879); Joseph Rutherford (1917) | No Trinità; Gesù = arcangelo Michele, creatura; Spirito = forza; risurrezione spirituale; no inferno; 144.000 in cielo; date (1874, 1914, 1925, 1975); no trasfusioni; la Società interpreta. | Giovanni 1:1-3; 5:23; 8:58 («prima che Abraamo fosse nato, io sono»); 20:28; Ebrei 1:6-8 (gli angeli adorano il Figlio; «il tuo trono, o Dio»); Colossesi 1:16-17; 2:9; Atti 5:3-4 (lo Spirito è Dio); Luca 24:39 (risorto in carne e ossa); Apocalisse 1:8 e 22:13; Deuteronomio 18:22 (il profeta la cui parola non si avvera). |
| CHRISTIAN SCIENCE1875 – oggi | Mary Baker Eddy (Boston 1879) | La materia e la malattia sono illusioni; Dio è Principio impersonale; Gesù uomo, il «Cristo» è un’idea; la croce non salva; rifiuto della medicina. | Genesi 1:31 (la creazione materiale «molto buona»); Giovanni 1:14; 1 Giovanni 4:2-3; Romani 5:12 (la morte è reale, entrata per il peccato); 1 Corinzi 15:3; Luca 10:34 (il samaritano cura con olio e vino); 1 Timoteo 5:23. |
| SPIRITISMO1848 – oggi | Sorelle Fox (Hydesville 1848); Allan Kardec (Parigi 1857) | Comunicazione con i morti tramite medium; reincarnazione (Kardec); progresso morale degli spiriti. | Deuteronomio 18:10-12; Levitico 19:31; Isaia 8:19; Luca 16:26-31 (l’abisso invalicabile); Ebrei 9:27 (una volta sola, poi il giudizio); 2 Corinzi 11:14 (Satana angelo di luce). |
| IRVINGITI1832 – 1900 | Edward Irving (Londra 1830); i «dodici apostoli» (1835) | Restaurazione degli apostoli; lingue e profezie; liturgia elaborata; attesa del ritorno prima della morte degli apostoli (l’ultimo morì nel 1901). | Efesini 2:20 (gli apostoli, fondamento posto una volta); 1 Corinzi 14:29 (le profezie giudicate); Matteo 24:36. Vedi Era V: un movimento che riscoprì i doni e li perse per averli organizzati sopra la Scrittura. |
I campanelli d’allarme: come la Scrittura ci insegna a riconoscere un altro vangelo
- Un’altra autorità accanto alla Bibbia: un libro, un profeta, un’organizzazione «canale di Dio». La Scrittura si chiude con un avvertimento (Apocalisse 22:18-19) e la rivelazione si compie nel Figlio (Ebrei 1:1-2).
- Un altro Gesù (2 Corinzi 11:4): creatura, arcangelo, fratello di Lucifero, uomo esemplare, idea. Il criterio di Giovanni è ancora il primo: «ogni spirito che non riconosce Gesù non è da Dio» (1 Giovanni 4:3).
- Un’altra salvezza: la grazia più qualcosa, il sabato, il tempio, la dieta, l’appartenenza all’organizzazione, le opere di porta in porta. «Siete scaduti dalla grazia» (Galati 5:4).
- Le date: 1843, 1844, 1874, 1914, 1925, 1975. «Quanto a quel giorno e a quell’ora nessuno li sa» (Matteo 24:36); «se quel profeta dice una cosa che non si avvera, quella cosa non è stata detta dal Signore» (Deuteronomio 18:22).
- Il controllo: la paura di leggere altro, l’espulsione di chi dubita, la separazione dalle famiglie. «Dove è lo Spirito del Signore, lì è libertà» (2 Corinzi 3:17). Anche una comunità evangelica può scivolare in questi tratti: il quinto periodo ce lo ricorda perché il sesto lo vedrà accadere dentro il pentecostalismo.
Se uno viene a predicarvi un altro Gesù, diverso da quello che abbiamo predicato noi, o se si tratta di ricevere uno spirito diverso da quello che avete ricevuto, o un vangelo diverso da quello che avete accettato, voi lo sopportate volentieri.
2 Corinzi 11:4
Roma nell’Ottocento e le persecuzioni Tre dogmi nuovi, il Sillabo contro la libertà, e chi pagò per la Bibbia dalla Francia alla Toscana
La chiesa di Roma attraversò il secolo dei Lumi e delle rivoluzioni rinchiudendosi. Prima la ferita: la Rivoluzione francese le tolse i beni e uccise i suoi preti, Napoleone imprigionò due papi, i moti del 1848 cacciarono Pio IX da Roma. Poi la risposta: una condanna del mondo moderno in blocco, e tre definizioni che chiusero per sempre ogni possibilità di ritorno alla Scrittura. Nel 1854 Pio IX, da solo, senza concilio, definì il dogma dell’Immacolata Concezione di Maria, concepita senza peccato originale: una dottrina che Bernardo di Chiaravalle aveva respinto nel XII secolo e Tommaso d’Aquino nel XIII, e che la Scrittura esclude («tutti hanno peccato», Romani 3:23; Maria stessa chiama Dio «mio Salvatore», Luca 1:47). Nel 1864, con l’enciclica Quanta cura e il Sillabo degli errori, condannò ottanta proposizioni, fra cui la libertà di religione, la libertà di stampa, la separazione fra Chiesa e Stato, e l’idea «che il pontefice romano possa e debba riconciliarsi con il progresso, il liberalismo e la civiltà moderna» (n. 80). Nel 1870 il Concilio Vaticano, con la costituzione Pastor aeternus, definì il primato di giurisdizione del papa su tutta la Chiesa e la sua infallibilità quando definisce ex cathedra una dottrina di fede o di morale: «di per sé, non per il consenso della Chiesa». Sessantuno vescovi lasciarono Roma per non votare; i cattolici tedeschi che rifiutarono il dogma formarono la Chiesa vetero-cattolica. Il Dictatus papae del 1075 era diventato dogma.
La Bibbia proibita, ancora
Il secolo delle Società bibliche fu per Roma il secolo delle condanne alla Bibbia. Pio VII nel 1816 scrisse ai vescovi di Polonia e d’Irlanda contro le Società bibliche, «peste» e «macchinazione» che mettono la Scrittura in volgare nelle mani di tutti; Leone XII (Ubi primum, 1824) ripeté la condanna; Gregorio XVI (Inter praecipuas, 1844) la chiamò «nefanda»; Pio IX nel Sillabo (n. 18) condannò le «società bibliche» accanto al socialismo e al comunismo, e nel 1849, tornato a Roma, fece bruciare le Bibbie trovate in città. Negli Stati italiani preunitari possedere una Bibbia in volgare non approvata era reato: a Firenze nel 1851 il conte Piero Guicciardini fu arrestato mentre leggeva la Bibbia con alcuni amici ed esiliato; nel 1852 i coniugi Francesco e Rosa Madiai, convertiti dall’Evangelo, furono condannati rispettivamente a cinquantasei e quarantacinque mesi di lavori forzati «per empietà», cioè per aver letto la Bibbia e aver fatto proselitismo; la loro causa divenne europea, il re di Prussia e l’Inghilterra intervennero, e il granduca li graziò nel 1853 a condizione dell’esilio. Il Piemonte, dopo le lettere patenti di Carlo Alberto (17 febbraio 1848) che emanciparono i Valdesi, fu l’unico Stato italiano in cui la Bibbia circolasse liberamente, e da Torino, con il tempio valdese del 1853, partirono i colportori verso tutta l’Italia dopo il 1860.
Le persecuzioni del periodo
| Anni | Autorità | Evento | Fonte |
|---|---|---|---|
| 1702 – 1710 | Luigi XIV | Guerra dei Camisardi nelle Cevenne: i protestanti del «Deserto» resistono alle dragonnade; villaggi bruciati, capi suppliziati sulla ruota. | Antoine Court, Histoire des troubles des Cévennes; Era V |
| 1715 – 1775 | Monarchia francese | Protestanti del Deserto: pastori impiccati (l’ultimo, François Rochette, 1762), uomini alle galere (fino al 1775), donne nella Torre di Costanza (Marie Durand, 38 anni, incise sulla pietra «Résister»); il caso Calas (1762) e Voltaire. | Registri delle galere di Marsiglia; Voltaire, Trattato sulla tolleranza |
| 1731 – 1732 | Arcivescovo di Salisburgo | Ventimila luterani espulsi dal principato di Salisburgo in pieno inverno; accolti dalla Prussia e in Georgia (America). | Editto di emigrazione, 31 ottobre 1731 |
| 1726 – 1858 | Chiesa di Stato di Svezia | Il Konventikelplakat proibisce le riunioni religiose private; pietisti, battisti e lettori multati, imprigionati o espulsi; abrogato nel 1858. | Testo del decreto; storia dei «lettori» svedesi |
| 1804 – 1814 | Governo danese-norvegese | Hans Nielsen Hauge, predicatore laico del risveglio norvegese, imprigionato dieci anni per violazione della legge sulle conventicole. | Atti del processo; Hauge, Autobiografia |
| 1817 – 1845 | Prussia (Federico Guglielmo III) | Unione forzata di luterani e riformati; i «vecchi luterani» che la rifiutano hanno pastori imprigionati e chiese chiuse; emigrazione in America e Australia (1838-41). | Editti di unione; storia del Sinodo del Missouri |
| 1749 – 1848 | Casa Savoia (fino alle lettere patenti) | I Valdesi confinati nelle valli, esclusi dalle professioni, dagli studi, dal possesso fuori dai confini; rapimenti di bambini per educarli nella chiesa di Roma; emancipazione il 17 febbraio 1848. | Editti sabaudi; Beckwith; Tourn, I Valdesi |
| 1816 – 1864 | Pio VII, Leone XII, Gregorio XVI, Pio IX | Condanne reiterate delle Società bibliche; Bibbie bruciate a Roma (1849); il Sillabo condanna la libertà di religione (1864). | Encicliche Ubi primum, Inter praecipuas, Quanta cura; Sillabo nn. 15-18, 77-80 |
| 1851 – 1853 | Granducato di Toscana | Guicciardini arrestato ed esiliato; i Madiai condannati ai lavori forzati; Cecilia Malavasi; i colportori imprigionati; la giovane chiesa evangelica di Firenze dispersa. | Atti del processo Madiai; Spini, Risorgimento e protestanti |
| 1860 – 1863 | Spagna di Isabella II | Manuel Matamoros e Alhama condannati a nove anni di galera per aver tenuto riunioni evangeliche; commutati in esilio dopo le proteste europee. | Matamoros, Lettere; Comitato di Londra |
| 1870 – 1900 | Russia zarista e Santo Sinodo | Stundisti, Battisti e Molocani deportati in Siberia e nel Caucaso; leggi del 1894 contro lo «stundismo»; Pashkov esiliato (1884). | Leggi del 1894; Prochanov, In the Cauldron of Russia |
| 1838 – 1890 | Folle e Stati americani | I Mormoni cacciati dal Missouri (ordine di «sterminio» del governatore Boggs, 1838) e dall’Illinois; Joseph Smith ucciso da una folla (1844). La libertà di coscienza vale per tutti, anche per chi insegna dottrine che non condividiamo. | Ordine esecutivo 44; registri della contea di Hancock |
Il Sillabo · 1864
Firenze · i Madiai, 1852
Torino · il tempio valdese, 1853
La Bibbia Diodati · proibita
Le Cevenne · il Deserto
Gavazzi · la Chiesa Libera
Lui cocchiere, poi guida e affittacamere per stranieri in via de’ Fossi; lei, Rosa Pulini, cameriera. Attraverso gli inglesi che ospitavano conobbero la Bibbia, e nel 1849 lasciarono la chiesa romana. Nella Firenze del granduca Leopoldo II, tornato con gli austriaci dopo il 1849, la lettura della Bibbia in volgare nelle case era «empietà» per il codice. Nell’agosto 1851 furono arrestati su denuncia; il processo, nel giugno 1852, li condannò, Francesco a cinquantasei mesi e Rosa a quarantacinque di «casa di forza», per «aver abbracciato la religione evangelica e aver tentato di indurre altri a seguirla». Il giudice chiese loro se avessero letto la Bibbia; risposero di sì, e che intendevano continuare. La sentenza fece il giro d’Europa: proteste in Inghilterra, Prussia, Olanda, America; il conte di Shaftesbury guidò una delegazione a Firenze; Federico Guglielmo IV di Prussia scrisse al granduca. Nel marzo 1853 furono graziati con l’obbligo dell’esilio, e morirono a Firenze, tornati dopo il 1859, poveri e liberi. Il loro caso dimostrò ai governi d’Europa che nel 1852, in uno Stato italiano, si poteva finire ai lavori forzati per leggere il Vangelo; e preparò l’articolo 24 dello Statuto, la libertà di culto del 1861, e l’ingresso delle Bibbie a Roma nel 1870.
Beati i perseguitati per motivo di giustizia, perché di loro è il regno dei cieli.
Matteo 5:10
L’Italia della Bibbia proibita e della Bibbia libera
Due carte in italiano, riprese dalla scheda dell’Era V, da ingrandire con un tocco: gli Stati preunitari in cui la Bibbia era reato, e il Regno in cui divenne libera.
I documenti del quinto periodo Le parole del Risveglio, dei suoi negatori, dei nuovi movimenti e di Roma
- Wesley, Diario, 24 maggio 1738. «La sera andai molto malvolentieri a una riunione in Aldersgate Street, dove uno leggeva la prefazione di Lutero alla lettera ai Romani. Verso le nove meno un quarto, mentre egli descriveva il cambiamento che Dio opera nel cuore mediante la fede in Cristo, sentii il mio cuore stranamente riscaldato. Sentii che confidavo in Cristo, in Cristo solo, per la salvezza; e mi fu data l’assicurazione che egli aveva tolto i miei peccati, proprio i miei, e mi aveva salvato dalla legge del peccato e della morte.»
- Wesley, La grazia libera (1740). «La grazia o l’amore di Dio, da cui procede la nostra salvezza, è libera in tutti e libera per tutti… Non dipende da nessuna potenza o merito dell’uomo, né in tutto né in parte… È libera per tutti coloro a cui è data.»
- Hume, Dei miracoli (1748). «Nessuna testimonianza è sufficiente a stabilire un miracolo, a meno che la testimonianza sia di tal genere che la sua falsità sarebbe più miracolosa del fatto che essa tenta di stabilire.»
- Carey, Indagine (1792). «Se l’ordine di Cristo di insegnare a tutte le nazioni era limitato agli apostoli, allora anche la promessa della presenza divina lo è; e allora noi non abbiamo nessuna garanzia… Aspettatevi grandi cose da Dio; tentate grandi cose per Dio.»
- Schleiermacher, Discorsi sulla religione (1799). «La religione non è né un pensare né un agire, ma intuizione e sentimento… I dogmi e le dottrine non sono il contenuto della religione, ma la sua espressione riflessa.»
- Pio IX, Ineffabilis Deus (8 dicembre 1854). «Dichiariamo, pronunciamo e definiamo che la dottrina secondo cui la beatissima Vergine Maria nel primo istante della sua concezione fu preservata immune da ogni macchia di peccato originale… è rivelata da Dio e perciò deve essere creduta fermamente e costantemente da tutti i fedeli.»
- Sillabo degli errori (1864), proposizioni condannate. «15. Ogni uomo è libero di abbracciare e professare quella religione che, guidato dal lume della ragione, avrà ritenuto vera. 18. Il protestantesimo non è che una forma diversa della stessa vera religione cristiana. 77. Nella nostra età non conviene più che la religione cattolica sia ritenuta l’unica religione dello Stato. 80. Il romano pontefice può e deve riconciliarsi e venire a patti con il progresso, il liberalismo e la civiltà moderna.» (Tutte queste proposizioni sono dichiarate errori.)
- Concilio Vaticano, Pastor aeternus (18 luglio 1870). «Il romano pontefice, quando parla ex cathedra… per l’assistenza divina a lui promessa nel beato Pietro, gode di quell’infallibilità… e perciò tali definizioni del romano pontefice sono irreformabili per se stesse, e non per il consenso della Chiesa. Se qualcuno avrà la presunzione di contraddire questa nostra definizione, sia anatema.»
- Sentenza del tribunale di Firenze contro i Madiai (giugno 1852). «Francesco Madiai e Rosa Pulini sua moglie… convinti del delitto di empietà per aver abbracciato la religione evangelica e tentato con il proselitismo di indurre altri ad abbandonare la religione cattolica… sono condannati rispettivamente a mesi cinquantasei e quarantacinque di casa di forza.»
- Russell, Il tempo è vicino (1889). «La battaglia del gran giorno di Dio Onnipotente (Apocalisse 16:14), che terminerà nel 1914 con il completo rovesciamento dell’attuale dominio terreno, è già cominciata.» Nel 1914 cominciò la prima guerra mondiale; il dominio terreno non fu rovesciato, e la data fu reinterpretata.
- Spurgeon, The Sword and the Trowel (agosto 1887). «Una nuova religione è stata inventata, che non è più il cristianesimo di quanto il gesso sia formaggio; e questa religione, essendo priva di forza morale, è spesso difesa con mezzi disonesti… Il tempo è venuto in cui i cristiani devono assumere una posizione.»
Le Scritture testimoniano Dodici versetti del Risveglio, contro il razionalismo e contro un altro Vangelo
Fonti e bibliografia
- Giovanni; Romani; 1 Tessalonicesi; Apocalisse; Matteo; Salmi; 2 Pietro; Genesi; 2 Corinzi; Isaia; Deuteronomio; Colossesi; Ebrei; 2 Timoteo (Nuova Riveduta).
- Spener, Pia Desideria (1675); John Wesley, Diario, Sermoni, Chiaro resoconto della perfezione cristiana (1766), La grazia libera (1740); Jonathan Edwards, Racconto fedele (1737), Gli affetti religiosi (1746); Whitefield, Diari; Fletcher, Checks to Antinomianism; Carey, An Enquiry (1792); Phoebe Palmer, The Way of Holiness (1843); Hannah W. Smith, Il segreto del cristiano (1875); Finney, Lezioni sui risvegli (1835); Torrey, Il battesimo nello Spirito Santo (1895); Spurgeon, The Down-Grade Controversy.
- Toland, Tindal, Paine, L’età della ragione; Hume, Ricerca sull’intelletto umano X (1748); Kant, La religione entro i limiti della sola ragione; Schleiermacher, Discorsi sulla religione (1799), La dottrina della fede (1821); Strauss, Vita di Gesù (1835); Baur, Paolo (1845); Wellhausen, Prolegomeni alla storia d’Israele (1878); Renan, Vita di Gesù (1863); Harnack, L’essenza del cristianesimo (1900); Darwin, L’origine delle specie (1859); Hodge, What is Darwinism? (1874); Warfield, L’ispirazione e l’autorità della Bibbia.
- Joseph Smith, Libro di Mormon (1830), Dottrina e Alleanze; Ellen G. White, Il gran conflitto (1888); Russell, Studi sulle Scritture (1886-1917); Eddy, Scienza e salute (1875); Channing, Unitarian Christianity (1819); Swedenborg, Cielo e inferno; Kardec, Il libro degli spiriti (1857).
- Pio IX, Ineffabilis Deus (1854), Quanta cura e Sillabo (1864); Concilio Vaticano I, Pastor aeternus (1870); Gregorio XVI, Inter praecipuas (1844); in Denzinger, Enchiridion Symbolorum.
- Giorgio Spini, Risorgimento e protestanti (1956), Italia liberale e protestanti (2002); Domenico Maselli, Tra risveglio e millennio (1974); Valdo Vinay, Evangelici italiani esuli a Londra; Giorgio Tourn, I Valdesi; Daisy Ronco, Per me vivere è Cristo. La vita e l’opera del conte Piero Guicciardini; i documenti sul caso Madiai (Shaftesbury, Diaries; The Madiai, Londra 1853).
- Vinson Synan, The Holiness-Pentecostal Tradition (1997); J. Edwin Orr, The Second Evangelical Awakening; Mark Noll, The Rise of Evangelicalism (2003); David Bebbington, Evangelicalism in Modern Britain (1989); Iain Murray, Wesley and Men Who Followed; George Marsden, Jonathan Edwards. A Life (2003); Arnold Dallimore, George Whitefield.
- Walter Martin, The Kingdom of the Cults (1965, agg. 2003); Josh McDowell e Don Stewart, Handbook of Today’s Religions; Ron Rhodes, Reasoning from the Scriptures with the Jehovah’s Witnesses e …with the Mormons; Assemblee di Dio in Italia, Articoli di fede e pubblicazioni dottrinali ADI-Media.
- Peter Gay, L’Illuminismo; Henri de Lubac, Il dramma dell’umanesimo ateo; Claude Welch, Protestant Thought in the Nineteenth Century; Alister McGrath, Il pensiero cristiano; Jaroslav Pelikan, La tradizione cristiana, vol. 5; Owen Chadwick, The Secularization of the European Mind (1975).
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