Dottrine ed eresie dall’inizio della Chiesa a oggi

LA LAMPADA SOTTO IL MOGGIO

Terzo periodo · La notte medievale (500 – 1500 d.C.) · Le dottrine aggiunte, l’Islam e la Scolastica, i dualisti e i dissidenti evangelici, l’Inquisizione
Dottrina · Terzo periodo · 500 – 1500 d.C.
4 libri5 tavole sinottiche6 profili23 immagini4 carte geografiche12 testimonianze bibliche
La rocca di Canossa in un dipinto dell'Ottocento
La rocca di Canossa, sull’Appennino reggiano, in un dipinto di Friedrich Preller il Giovane. Qui, nel gennaio del 1077, l’imperatore Enrico IV attese tre giorni nella neve, scalzo e in veste di penitente, che il papa Gregorio VII gli togliesse la scomunica. L’immagine del periodo: il potere spirituale che pretende di giudicare i re, e che presto giudicherà, con la spada dei re, le coscienze.Dipinto di F. Preller il Giovane, XIX secolo · pubblico dominio
590Gregorio Magno: purgatorio, messe per i morti, reliquie
787Nicea II: approvato il culto delle immagini
1054Scisma fra Roma e Costantinopoli
1075Dictatus papae: il papa può deporre gli imperatori
1184Verona: Valdo scomunicato, nasce l’Inquisizione episcopale
1215Laterano IV: transustanziazione e confessione obbligatoria
1252Ad extirpanda: la tortura autorizzata contro gli eretici
1415Costanza: Jan Hus al rogo, Wycliffe condannato
Il Deposito (500 – 1500 d.C.)
I

Il deposito custodito e il deposito alterato Ciò che il medioevo conservò della fede apostolica e ciò che vi aggiunse, secolo per secolo

La Bibbia di Gutenberg, copia Lenox, New York
Fig. 1La Bibbia di Gutenberg (Magonza, 1455), copia Lenox della New York Public Library: il primo libro stampato in Occidente è la Vulgata latina. Per mille anni la Bibbia fu copiata a mano nei monasteri, e questo la salvò; ma restò in una lingua che il popolo non parlava, e questo la nascose. La stampa, alla fine del periodo, aprirà la porta alla Riforma.Fotografia · CC BY-SA 2.0

Cominciamo da ciò che fu custodito, perché è molto. Il medioevo non toccò le dottrine della Trinità e della persona di Cristo: i simboli di Nicea e di Calcedonia furono recitati, insegnati, cantati; il Te Deum, il Quicumque detto «simbolo atanasiano», gli inni di Ambrogio e di Bernardo di Chiaravalle sono confessioni trinitarie che le chiese evangeliche usano ancora. La Bibbia fu copiata: nei monasteri di Benedetto, di Cassiodoro, di Colombano, di Beda, migliaia di monaci passarono la vita a trascrivere la Vulgata, e senza di loro non avremmo il testo. I grandi teologi del periodo conservarono dottrine che la Riforma riprenderà intatte: Anselmo di Canterbury (1033-1109), nel Cur Deus homo, spiegò la croce come soddisfazione vicaria, Dio stesso che paga in Cristo il debito che l’uomo non può pagare; Bernardo di Chiaravalle (1090-1153) predicò la grazia con parole che Lutero citerà: «Ciò che mi manca, lo prendo dal cuore del Signore»; Tommaso d’Aquino (1225-1274) difese la giustificazione come opera della grazia e negò, contro il suo tempo, che Maria fosse concepita senza peccato. Perfino la liturgia conservò, sotto il latino, l’intero Vangelo: chi lo ascoltava senza capirlo lo ascoltava comunque.

Le dottrine aggiunte, secolo per secolo

Ma accanto al deposito custodito crebbe un secondo deposito, che la Scrittura non conosce. Non fu introdotto in un giorno né da un uomo: fu il frutto di una logica che ha un nome, sviluppo, e un principio, la Tradizione come fonte di rivelazione accanto alla Bibbia. Ogni aggiunta nacque da una pratica popolare, fu tollerata, poi giustificata dai teologi, infine definita da un papa o da un concilio e imposta sotto pena di scomunica. La tavola che segue le elenca nell’ordine in cui furono definite, con il documento e con la risposta che la Scrittura già dava.

Dottrina aggiuntaQuando e da chiChe cosa affermaChe cosa dice la Scrittura
IL PURGATORIO593 · 1274 · 1439Gregorio Magno, Dialoghi IV; concili di Lione II e FirenzeDopo la morte le anime dei giusti non ancora purificate espiano in un fuoco temporaneo; le preghiere, le messe e le elemosine dei vivi abbreviano la pena. Gregorio lo «prova» con visioni e racconti di apparizioni.«Oggi tu sarai con me in paradiso» (Luca 23:43); «è stabilito che gli uomini muoiano una volta sola, dopo di che viene il giudizio» (Ebrei 9:27); «il sangue di Gesù ci purifica da ogni peccato» (1 Giovanni 1:7). Il testo di 2 Maccabei 12 è fuori dal canone ebraico.
LE IMMAGINI E LE RELIQUIE787 · Nicea IISettimo concilio, imperatrice Irene; contro gli iconoclastiLe icone di Cristo, di Maria e dei santi vanno «venerate» (proskýnesis) ma non «adorate» (latreía); l’onore passa al prototipo. Le reliquie dei martiri operano miracoli e vanno poste sotto ogni altare.«Non ti fare scultura alcuna… non ti prostrare davanti a loro» (Esodo 20:4-5); «Dio è Spirito, e quelli che l’adorano bisogna che l’adorino in spirito e verità» (Giovanni 4:24). I teologi di Carlo Magno (Libri Carolini, 790) respinsero Nicea II; la chiesa franca cedette solo nel IX secolo.
LA PRESENZA REALE E LA TRANSUSTANZIAZIONE831 · 1059 · 1215Pascasio Radberto, Il corpo e il sangue del Signore; sinodo di Roma contro Berengario; Laterano IV, canone 1Nella messa il pane e il vino sono convertiti nella sostanza del corpo e del sangue di Cristo, restando solo le apparenze; la messa è un sacrificio che il sacerdote offre per i vivi e per i morti; l’ostia va adorata.«Fate questo in memoria di me» (Luca 22:19); «è lo Spirito che vivifica; la carne non è di alcuna utilità» (Giovanni 6:63); Cristo «si è offerto una volta per sempre» (Ebrei 10:10-14). Il monaco Ratramno (844) e Berengario di Tours (1050) difesero la presenza spirituale e furono costretti a ritrattare.
IL PRIMATO E IL POTERE DEL PAPA1075 · 1302Gregorio VII, Dictatus papae; Bonifacio VIII, Unam SanctamIl papa è il solo che possa chiamarsi universale; può deporre gli imperatori; non può essere giudicato da nessuno; la chiesa romana «non ha mai errato né mai errerà»; «è necessario alla salvezza di ogni creatura umana essere sottomessa al pontefice romano».«Non vi fate chiamare maestri, perché uno solo è il vostro maestro, e voi siete tutti fratelli» (Matteo 23:8-10); Pietro a Cornelio: «Alzati, anch’io sono uomo» (Atti 10:26); «un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo» (1 Timoteo 2:5).
LA CONFESSIONE AURICOLARE E IL SACERDOZIO1215 · Laterano IV, canone 21Innocenzo IIIOgni fedele deve confessare almeno una volta l’anno tutti i suoi peccati al proprio sacerdote, che li assolve con potere giudiziale; chi non lo fa è privato della sepoltura.«Confessate i vostri peccati gli uni agli altri» (Giacomo 5:16); «se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci» (1 Giovanni 1:9); «voi siete un sacerdozio regale» (1 Pietro 2:9).
I SETTE SACRAMENTI1150 · 1274 · 1439Pietro Lombardo, Sentenze IV; Lione II; Firenze, Exsultate DeoBattesimo, cresima, eucaristia, penitenza, estrema unzione, ordine, matrimonio: sette riti che conferiscono la grazia ex opere operato, per il fatto stesso di essere compiuti, se amministrati da un sacerdote validamente ordinato.Il Signore istituì due ordinanze: il battesimo (Matteo 28:19) e la Cena (1 Corinzi 11:23-26). La grazia è ricevuta per fede: «siete stati salvati per grazia, mediante la fede» (Efesini 2:8).
LE INDULGENZE E IL TESORO DEI MERITI1095 · 1343Urbano II a Clermont; Clemente VI, UnigenitusLa Chiesa possiede un «tesoro» di meriti di Cristo, di Maria e dei santi, che il papa può applicare ai fedeli per rimettere la pena temporale dei peccati, in questa vita e in purgatorio; prima per i crociati, poi per pellegrinaggi e offerte di denaro.«Il dono di Dio non si acquista con denaro» (Atti 8:20); «siamo giustificati gratuitamente per la sua grazia» (Romani 3:24); «io non vi darò la mia gloria» (Isaia 42:8). Sarà la scintilla del 1517.
IL CELIBATO OBBLIGATORIO1123 · 1139Concili Lateranensi I e III matrimoni dei chierici maggiori sono dichiarati non solo illeciti ma nulli; le mogli dei preti ridotte in servitù.«Il vescovo sia marito di una sola moglie» (1 Timoteo 3:2); «lo Spirito dice espressamente che… alcuni daranno retta a dottrine di demòni… che vieteranno il matrimonio» (1 Timoteo 4:1-3); Pietro aveva una suocera (Marco 1:30).
LA BIBBIA PROIBITA AL POPOLO1199 · 1229 · 1234Innocenzo III (lettera a Metz); sinodo di Tolosa, canone 14; sinodo di TarragonaAi laici è vietato possedere i libri dell’Antico e del Nuovo Testamento, specialmente in volgare; chi li ha deve consegnarli entro otto giorni per essere bruciati; «la Scrittura è così profonda che i semplici non devono accostarvisi».«Beato chi legge e beati quelli che ascoltano le parole di questa profezia» (Apocalisse 1:3); i Bereani «esaminavano ogni giorno le Scritture» (Atti 17:11); «le Sacre Scritture possono renderti savio a salvezza» (2 Timoteo 3:15).
LA VENERAZIONE DI MARIAVII – XV secoloFeste dell’Assunzione e della Natività (VII sec.); Ave Maria (XI); rosario (XIII-XV); dispute sull’Immacolata (Scoto contro Tommaso)Maria assunta in cielo, mediatrice di tutte le grazie, regina del cielo, da invocare; concepita senza peccato (definito solo nel 1854).«Beata piuttosto chi ascolta la parola di Dio e la mette in pratica» (Luca 11:28); Maria stessa: «il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore» (Luca 1:47); «non c’è sotto il cielo altro nome» (Atti 4:12).
Gregorio Magno (c. 540 – 604)

Prefetto di Roma a trent’anni, monaco a quaranta, vescovo di Roma dal 590 in una città devastata dalla peste e minacciata dai Longobardi, Gregorio è l’uomo che fece del papato un governo: organizzò i granai, trattò con i re, mandò Agostino di Canterbury a evangelizzare gli Angli, compose la Regola pastorale che per secoli formò i vescovi d’Occidente, e scrisse umilmente di sé «servo dei servi di Dio». Ma nei suoi Dialoghi, raccolta di vite e miracoli dei monaci italiani, diede forma popolare a tutto ciò che la Riforma dovrà contestare: le anime che tornano dal purgatorio a chiedere messe, le reliquie che guariscono, i sogni che rivelano la sorte dei defunti. Con lui la teologia dei Padri diventa religione del popolo, e la religione del popolo diventa dottrina. Calvino lo chiamerà «l’ultimo vescovo di Roma e il primo papa»: un giudizio severo e giusto, perché in Gregorio convivono il pastore che ancora si inchina alla Scrittura («la Scrittura cresce con chi la legge») e il fondatore del sistema che la coprirà.

Anselmo di Canterbury (1033 – 1109)

Nato ad Aosta, monaco e abate a Bec in Normandia, arcivescovo di Canterbury dal 1093, esiliato due volte dai re d’Inghilterra per la libertà della chiesa. Il suo motto, «credo per comprendere» (credo ut intelligam), è la nascita della Scolastica; il suo Proslogion contiene la celebre prova dell’esistenza di Dio. Ma il libro per cui lo ricordiamo è il Cur Deus homo («Perché Dio si è fatto uomo», 1098): il peccato è un’offesa infinita all’onore di Dio; l’uomo deve riparare e non può; solo chi è insieme Dio e uomo può pagare un debito infinito per gli uomini; perciò Dio si è fatto uomo ed è morto, non perché il Padre avesse bisogno di sangue, ma perché la giustizia e la misericordia fossero entrambe soddisfatte. È la dottrina della soddisfazione vicaria, che i Riformatori trasformeranno in «sostituzione penale» e che ogni chiesa evangelica predica: «Cristo ha pagato al posto mio». In un secolo in cui la croce veniva ridotta a esempio o a riscatto pagato al diavolo, Anselmo la restituì al centro. La lampada, sotto il moggio, ardeva anche a Canterbury.

Il meccanismo dell’aggiunta: come una pratica diventa dogma

  • Prima la devozione. I fedeli pregano sulle tombe dei martiri (II-IV secolo); poi chiedono ai martiri di pregare per loro; poi ne portano le ossa nelle chiese; poi attribuiscono alle ossa i miracoli. Nessun concilio ha deciso nulla: è avvenuto.
  • Poi la teologia. Un dottore distingue: «venerazione» non è «adorazione» (Giovanni Damasceno, c. 730); il merito di Cristo è «sovrabbondante» e la Chiesa lo amministra (Alessandro di Hales, c. 1240); la sostanza cambia, gli accidenti restano (Tommaso, c. 1270). La distinzione rende accettabile ciò che la Scrittura vieta.
  • Infine il decreto. Un concilio o un papa definisce la pratica come dottrina e l’obbedienza come condizione della salvezza: Nicea II (787), Laterano IV (1215), Unam Sanctam (1302). Da quel momento chi la respinge è eretico, e dal 1231 l’eretico è consegnato al braccio secolare.
  • Il principio che rende tutto possibile: la Tradizione come seconda fonte di rivelazione, con la stessa autorità della Scrittura. Finché la Scrittura giudica la tradizione, le aggiunte possono essere corrette; quando la tradizione interpreta la Scrittura, non più. Questo, e non un singolo dogma, è ciò che la Riforma chiamerà in giudizio con sola Scriptura.

Avendo tralasciato il comandamento di Dio, vi attenete alla tradizione degli uomini… Come sapete bene annullare il comandamento di Dio per osservare la tradizione vostra!

Marco 7:8-9
Le Correnti Incontrate (500 – 1500 d.C.)
II

Islam, Oriente, Scolastica, Umanesimo Le forze esterne che misero alla prova la cristianità medievale e ne prepararono la fine

Le maioliche della Cupola della Roccia a Gerusalemme
Fig. 2Le maioliche della Cupola della Roccia a Gerusalemme, costruita dal califfo Abd al-Malik nel 691 sulla spianata del Tempio. Le iscrizioni coraniche sul suo fregio dicono: «Dio non ha figlio… non dite “tre”». Il primo monumento dell’Islam è una risposta, scritta in pietra, alla dottrina della Trinità e dell’incarnazione.Fotografia · CC BY-SA 4.0

Mentre la cristianità d’Occidente costruiva il suo sistema, tre forze esterne la cinsero d’assedio e, alla fine, la scossero. La prima fu l’Islam. Nel 622 Maometto lasciò la Mecca per Medina; nel 632 era morto; nel 638 i suoi successori entravano a Gerusalemme, nel 642 ad Alessandria, nel 698 a Cartagine, nel 711 in Spagna, nel 732 erano a Poitiers. In un secolo, tre dei cinque patriarcati antichi, Gerusalemme, Antiochia, Alessandria, e la terra di Agostino e di Tertulliano passarono sotto il Corano. La dottrina islamica è, in termini cristiani, un’eresia cristologica: Gesù (Isa) è profeta, nato dalla vergine, operatore di miracoli, ma non Figlio di Dio e non morto in croce («non l’hanno ucciso né crocifisso, ma così parve loro», Corano 4:157); Dio è uno in senso assoluto, e «dire tre» è il peccato più grave. Giovanni Damasceno, cristiano funzionario del califfo a Damasco verso il 730, fu il primo a descriverlo, e lo classificò fra le eresie, «l’eresia degli Ismaeliti». La risposta della cristianità fu duplice e opposta: la spada delle Crociate (1095-1291), predicate da Urbano II con la promessa dell’indulgenza plenaria, che conquistarono Gerusalemme nel 1099 massacrandone gli abitanti e la persero per sempre nel 1187; e la parola di pochi, Francesco d’Assisi che nel 1219 andò disarmato dal sultano a Damietta, Raimondo Lullo che imparò l’arabo e morì lapidato a Bugia nel 1315 dopo aver predicato Cristo ai musulmani. Il Corano non fu tradotto in latino che nel 1143, a Cluny: per cinque secoli l’Occidente combatté una fede che non aveva letto.

L’Oriente: lo scisma del 1054

La seconda forza fu la Chiesa d’Oriente, che non era esterna ma lo divenne. Le due metà della cristianità si erano allontanate per lingua (greco e latino), per cultura, per politica (Costantinopoli non riconosceva l’impero di Carlo Magno, incoronato dal papa nel 800), e per tre questioni dottrinali: il Filioque, la parola che la chiesa latina aggiunse al Credo di Costantinopoli («lo Spirito procede dal Padre e dal Figlio») senza un concilio ecumenico; il pane azzimo nella Cena; e soprattutto il primato del papa, che l’Oriente accettava come onore e non come giurisdizione. Nell’867 il patriarca Fozio aveva scomunicato il papa Nicola I; il 16 luglio 1054 il cardinale Umberto di Silva Candida depose sull’altare di Santa Sofia la bolla di scomunica del patriarca Michele Cerulario, che rispose scomunicando i legati. Lo scisma, che nessuno allora credette definitivo, lo divenne nel 1204, quando la quarta crociata, invece di andare in Egitto, saccheggiò Costantinopoli per tre giorni, profanandone le chiese: «anche i Saraceni sono più misericordiosi», scrisse lo storico bizantino Niceta Coniata. Per il nostro tema lo scisma ha un significato preciso: dimostra che il primato romano non era la fede della Chiesa antica, perché metà della Chiesa antica non lo riconobbe mai.

La Scolastica: Aristotele entra in chiesa

La terza forza venne dai libri. Attraverso le traduzioni arabe e poi greche, fra il 1150 e il 1250 l’Occidente riscoprì Aristotele: la logica, la fisica, la metafisica, l’etica, commentati dal musulmano Averroè di Cordova e dal giudeo Maimonide. Nacquero le università, Bologna, Parigi, Oxford, e un metodo nuovo, la quaestio: porre un problema, elencare le autorità pro e contro, risolvere con la ragione. Pietro Abelardo, nel Sic et non (1122), mostrò che i Padri si contraddicevano e che bisognava giudicarli. Pietro Lombardo raccolse nelle Sentenze (1150) tutta la dottrina in quattro libri che per quattro secoli furono il manuale di ogni teologo, Lutero compreso. Tommaso d’Aquino, nella Summa theologiae (1265-1273), costruì la sintesi fra Aristotele e la fede: natura e grazia, ragione e rivelazione, ciascuna nel suo ordine. La Scolastica diede alla Chiesa rigore e vocabolario (sostanza e accidenti, materia e forma dei sacramenti, merito di congruo e di condegno); ma diede anche alla Tradizione l’apparato logico per giustificare qualsiasi aggiunta. Due francescani la incrinarono: Giovanni Duns Scoto (m. 1308), che separò la volontà di Dio dalla ragione umana, e Guglielmo di Ockham (m. 1347), che negò gli universali, sostenne che solo la Scrittura è infallibile, non il papa né il concilio, e scrisse contro Giovanni XXII dalla corte dell’imperatore. Lutero si dirà «della scuola di Ockham».

L’Umanesimo: ritorno alle fonti

Alla fine del periodo una quarta forza, nata dentro la cristianità, ne minò le fondamenta documentarie. Gli umanisti italiani, Petrarca, Boccaccio, Poggio Bracciolini, cercarono i manoscritti antichi e impararono a leggerli criticamente. Nel 1440 Lorenzo Valla, con la sola analisi del latino, dimostrò che la Donazione di Costantino, il documento con cui l’imperatore avrebbe ceduto al papa Silvestro Roma e l’Occidente, era un falso dell’VIII secolo: su quel falso si fondava il potere temporale dei papi. Valla annotò anche il Nuovo Testamento greco confrontandolo con la Vulgata, e trovò errori: le sue Annotazioni, pubblicate da Erasmo nel 1505, aprirono la strada al Nuovo Testamento greco del 1516, il testo su cui Lutero tradurrà. La caduta di Costantinopoli (1453) portò in Italia i dotti greci e i manoscritti; la stampa (1455) li moltiplicò. «Ritorno alle fonti», ad fontes, fu il motto degli umanisti: la Riforma gli darà un oggetto preciso, la Scrittura.

CorrenteChe cosa sostenevaProtagonistiLa risposta e le conseguenze
L’ISLAMdal 622Un solo Dio senza Figlio; Gesù profeta nato dalla vergine ma non crocifisso; il Corano ultima rivelazione; la Trinità è associazione (shirk).Maometto; i califfi; Averroè e Avicenna come filosofiGiovanni Damasceno, Le eresie 100; Pietro il Venerabile fa tradurre il Corano (1143); le Crociate (1095-1291); la missione di Francesco (1219) e di Lullo (m. 1315); Tommaso, Summa contro i Gentili.
LA CHIESA D’ORIENTE867 · 1054 · 1204Nessun primato di giurisdizione del papa; rifiuto del Filioque; pane fermentato; preti sposati; teologia dei Padri greci e delle icone.Fozio; Michele Cerulario; Niceta Coniata; Gregorio PalamasScomuniche reciproche; sacco di Costantinopoli (1204); tentativi di unione a Lione (1274) e Firenze (1439), respinti dal popolo greco; caduta di Costantinopoli (1453).
LA SCOLASTICA1100 – 1350La fede si dimostra e si sistematizza con la logica di Aristotele; la Tradizione e la Scrittura sono «autorità» da conciliare; la teologia è scienza.Anselmo, Abelardo, Pietro Lombardo, Alberto Magno, Tommaso, Bonaventura, Scoto, OckhamDà alla Chiesa un vocabolario (transustanziazione, merito, sacramento); ma Ockham e i nominalisti separano fede e ragione e preparano Lutero.
IL GIUDAISMOtutto il periodoIl Talmud come norma; attesa del Messia; comunità tollerate ma segregate.Rashi, Maimonide; le dispute di Parigi (1240), Barcellona (1263), Tortosa (1413)Rogo del Talmud a Parigi (1242); segno distintivo imposto dal Laterano IV; espulsioni dall’Inghilterra (1290), dalla Francia (1306, 1394), dalla Spagna (1492); accuse di omicidio rituale; conversioni forzate.
L’UMANESIMO1350 – 1500Ritorno alle fonti antiche; critica filologica dei testi; dignità dell’uomo; diffidenza per la Scolastica.Petrarca, Valla, Pico della Mirandola, Erasmo (dal 1500)La Donazione di Costantino smascherata (1440); il testo greco del Nuovo Testamento; la stampa; il terreno culturale della Riforma.

Dicono: «Il Misericordioso si è preso un figlio». Certo avete detto una cosa enorme.

Corano 19:88-89 · la negazione che la cristianità medievale incontrò e a cui rispose con la spada più che con la Parola
Eresie e Dissidenti (650 – 1500 d.C.)
III

Dai Pauliciani a Savonarola I dualisti che negavano la creazione e i dissidenti evangelici che chiedevano la Bibbia

La chiesa romana del medioevo chiamò «eretici» tutti coloro che condannò, e i suoi inquisitori li descrissero con lo stesso vocabolario, spesso confondendoli apposta. Noi dobbiamo separarli, perché la Scrittura li separa. Da una parte i dualisti, eredi lontani di Marcione e di Mani: Pauliciani, Bogomili, Catari. Credevano in due principi, attribuivano il mondo materiale al Male, negavano che Cristo avesse un vero corpo, rifiutavano l’Antico Testamento, il matrimonio e la risurrezione della carne. Per un evangelico non sono precursori: sono la gnosi tornata, e Ireneo li avrebbe confutati con gli stessi argomenti. Dall’altra parte i dissidenti evangelici: Pietro di Bruys, Arnaldo da Brescia, Valdo e i Valdesi, Wycliffe e i Lollardi, Hus e gli Hussiti, Savonarola. Non negavano nessuna dottrina dei primi quattro concili; chiedevano la Bibbia in volgare, la predicazione libera, la Cena in entrambe le specie, la Chiesa povera, Cristo solo mediatore. Furono condannati non per ciò che negavano della Scrittura, ma per ciò che negavano delle aggiunte. Fra i due gruppi, movimenti di confine: Gioacchino da Fiore e gli Spirituali francescani, le Beghine, fra’ Dolcino, in cui la protesta evangelica si mescolò al fanatismo apocalittico.

1. I dualisti: Pauliciani, Bogomili, Catari

I Pauliciani apparvero in Armenia nel VII secolo: si rifacevano a Paolo, respingevano l’Antico Testamento, le immagini, la gerarchia, la Cena come sacramento; secondo le fonti bizantine, tutte ostili, professavano due principi. L’impero li perseguitò con ferocia: l’imperatrice Teodora, nell’843-844, ne fece uccidere, dicono le cronache, centomila; i superstiti fondarono uno Stato armato a Tefrica, distrutto nell’872, e furono deportati in Tracia, dove diffusero le loro idee nei Balcani. Da lì, nel X secolo, nacquero i Bogomili («amici di Dio»), dal nome del prete bulgaro Bogomil: dualisti moderati, per cui Satana, figlio maggiore di Dio, aveva creato il mondo visibile; respingevano la croce, il battesimo in acqua, la Cena, le chiese di pietra, il clero; vivevano in povertà e castità, e il prete Cosma, verso il 970, li descrisse «miti, umili, silenziosi, pallidi per il digiuno, ma dentro lupi rapaci». Il loro capo Basilio fu bruciato a Costantinopoli dall’imperatore Alessio Comneno nel 1111. In Bosnia la «Chiesa bosniaca», forse bogomila, resistette fino alla conquista turca, e le sue misteriose lapidi, gli stećci, coprono ancora le colline.

Dai Balcani, lungo le vie dei mercanti, il dualismo arrivò nel XII secolo in Italia settentrionale e nel Mezzogiorno della Francia: i Catari («puri»), o Albigesi, dalla città di Albi. Due classi: i «perfetti», che avevano ricevuto il consolamentum, l’imposizione delle mani che era il loro unico sacramento, e vivevano in castità e astinenza assolute; e i «credenti», la massa, che lo riceveva in punto di morte. Dottrina: due principi eterni; il Dio dell’Antico Testamento è il Male; il corpo è una prigione in cui le anime angeliche cadute trasmigrano; Cristo è un angelo dal corpo apparente, che non è nato, non ha sofferto, non è risorto; il matrimonio è peggio della fornicazione perché genera carne; la risurrezione della carne non esiste. Erano ascetici, pacifici, rispettati dai signori della Linguadoca, e la loro vita faceva vergognare il clero cattolico; ma la loro fede non era il Vangelo. La predicazione di Domenico di Guzmán (dal 1206) non li convertì; il papa Innocenzo III bandì allora la crociata (1209): a Béziers i crociati uccisero l’intera popolazione, forse ventimila persone, cattolici compresi, e il legato Arnaldo Amalrico avrebbe detto «uccideteli tutti, Dio riconoscerà i suoi»; Carcassonne fu svuotata; Simone di Montfort devastò la regione per dieci anni; nel 1244 l’ultima fortezza, Montségur, si arrese e duecento perfetti salirono sul rogo cantando. L’Inquisizione, creata per loro, impiegò un altro secolo a estirparli: l’ultimo perfetto, Guillaume Bélibaste, fu bruciato nel 1321.

2. I primi dissidenti evangelici: Pietro di Bruys, Arnaldo, Valdo

Mentre i Catari rifiutavano il mondo, altri rifiutavano solo ciò che la chiesa vi aveva aggiunto. Pietro di Bruys, prete provenzale, predicò dal 1119 contro il battesimo degli infanti, le chiese di pietra, la croce come oggetto di culto, la messa e le preghiere per i morti; bruciò croci in pubblico a Saint-Gilles e la folla lo gettò nel suo stesso fuoco (c. 1131). Il suo seguace Enrico di Losanna, monaco, predicò nelle città della Francia per trent’anni, ricevette il popolo di Le Mans che cacciò il clero, fu confutato da Bernardo di Chiaravalle in persona e morì in prigione (1148). Arnaldo da Brescia, canonico e allievo di Abelardo, predicò la povertà della chiesa e la rinuncia al potere temporale, guidò la repubblica romana contro il papa dal 1146 al 1155, fu consegnato dall’imperatore Federico Barbarossa al prefetto di Roma, impiccato, bruciato e le ceneri gettate nel Tevere «perché il popolo non le venerasse».

Poi venne Valdo. Ricco mercante di Lione, verso il 1173 ascoltò un giullare cantare la leggenda di sant’Alessio, chiese a un teologo quale fosse la via più sicura per il cielo e si sentì rispondere con Matteo 19:21: «Se vuoi essere perfetto, va’, vendi ciò che hai». Lo fece. Pagò due chierici perché traducessero in provenzale i Vangeli e altri libri della Bibbia, li imparò a memoria, e cominciò a predicare per le strade con i compagni che lo seguirono, i «Poveri di Lione». Nel 1179 andò a Roma al concilio Lateranense III: il papa Alessandro III approvò il voto di povertà e vietò la predicazione senza licenza del vescovo. Valdo rispose con Atti 5:29, «bisogna ubbidire a Dio anziché agli uomini», e continuò. Nel 1184, a Verona, Lucio III lo scomunicò con la bolla Ad abolendam, insieme ai Catari: nascevano in un solo documento la persecuzione dei Valdesi e l’Inquisizione. Il movimento si diffuse in Francia, Lombardia, Germania, Austria, Boemia; nelle valli del Piemonte, fra Pinerolo e il Monviso, trovò il rifugio che lo avrebbe portato fino alla Riforma. Dottrina valdese medievale: la Bibbia in volgare e la sua lettura da parte di tutti, uomini e donne; la predicazione dei laici; il rifiuto del purgatorio, delle indulgenze, delle preghiere ai santi e per i morti, del giuramento, della pena di morte; la Cena celebrata una volta l’anno dai «barba», i pastori itineranti; una vita morale severa che perfino gli inquisitori ammirarono: «si riconoscono dai costumi e dal linguaggio: sono modesti, non frequentano taverne, non giurano, non mentono» (Bernardo Gui). Nel 1532, al sinodo di Chanforan, i Valdesi aderiranno alla Riforma e faranno stampare la prima Bibbia francese protestante.

La statua di Pietro Valdo nel monumento di Worms
Fig. 3Pietro Valdo nel monumento alla Riforma di Worms (1868), accanto a Wycliffe, Hus e Savonarola: i quattro «precursori» che la Riforma riconobbe come suoi. Ai suoi piedi, nella valle di Angrogna, i Valdesi resistettero per tre secoli.Fotografia · ripresa dalla scheda dell’Era III

3. Wycliffe e i Lollardi

John Wycliffe (c. 1328-1384), maestro di Oxford, il più grande teologo inglese del suo secolo, cominciò come difensore della corona contro le pretese fiscali del papato e finì come il primo a formulare, un secolo e mezzo prima di Lutero, quasi tutte le dottrine della Riforma. Nel De veritate Sacrae Scripturae (1378) sostenne che la Bibbia è l’unica legge della Chiesa, che ogni cristiano ha il diritto di leggerla nella sua lingua e che la tradizione vale solo se le è conforme. Nel De ecclesia definì la Chiesa come l’insieme dei predestinati, invisibile, di cui il papa può non far parte. Nel De eucharistia (1379) negò la transustanziazione: il pane resta pane, Cristo è presente «sacramentalmente e spiritualmente», e adorare l’ostia è idolatria. Attaccò le indulgenze, il purgatorio, il celibato, i frati mendicanti, e chiamò il papa «anticristo». Con i suoi discepoli tradusse l’intera Bibbia in inglese (1382-1395), la prima; e mandò per il paese i «poveri predicatori», che il popolo chiamò Lollardi, «borbottatori». Un sinodo di Londra condannò ventiquattro sue tesi (1382); fu espulso da Oxford ma, protetto dal duca di Lancaster, morì nel suo letto a Lutterworth. Il concilio di Costanza, nel 1415, condannò quarantacinque suoi articoli e ordinò di dissotterrarne le ossa: nel 1428 furono bruciate e le ceneri gettate nel fiume Swift, «che le portò all’Avon, l’Avon al Severn, il Severn al mare, e così la sua dottrina a tutto il mondo» (Thomas Fuller). I Lollardi furono perseguitati con la legge De heretico comburendo (1401), la prima in Inghilterra a prevedere il rogo: William Sawtrey fu il primo (1401), John Badby bruciato in una botte (1410), Sir John Oldcastle impiccato e bruciato (1417). Ridotti alla clandestinità, sopravvissero fino a incontrare Tyndale e Lutero.

4. Hus e gli Hussiti

Gli scritti di Wycliffe arrivarono a Praga con gli studenti boemi che tornavano da Oxford, e trovarono in Jan Hus (c. 1370-1415), predicatore della cappella di Betlemme e rettore dell’università, l’uomo che li tradusse in un movimento di popolo. Hus predicava in ceco, davanti a tremila persone, contro la simonia, le indulgenze vendute per la guerra del papa Giovanni XXIII contro Napoli (1412), la ricchezza del clero; nel De ecclesia (1413) riprese Wycliffe: Cristo è il capo della Chiesa, non il papa; la Scrittura è la norma; un papa che vive contro Cristo non va obbedito. Sulla transustanziazione, però, restò fedele alla dottrina romana. Scomunicato, Praga posta sotto interdetto, accettò di difendersi davanti al concilio di Costanza con un salvacondotto dell’imperatore Sigismondo; fu imprigionato appena arrivato, tenuto otto mesi in catene, processato senza poter discutere, e il 6 luglio 1415, rifiutando di ritrattare ciò che non aveva mai insegnato, fu bruciato fuori dalle mura; la cenere gettata nel Reno. «Mi chiamate oca», aveva scritto (Hus in ceco significa oca), «ma fra cento anni verrà un cigno che non potrete arrostire». Il 30 maggio 1416 lo seguì il suo amico Girolamo da Praga, filosofo, che aveva ritrattato per paura e poi ritirato la ritrattazione.

La Boemia insorse. Quattrocentocinquantadue nobili firmarono una lettera di protesta al concilio; i predicatori dettero la Cena al popolo in entrambe le specie, pane e vino, e il calice divenne la bandiera; nel 1420 i Quattro articoli di Praga fissarono il programma: libera predicazione della Parola di Dio, Cena sotto le due specie, povertà del clero e fine del suo potere temporale, punizione dei peccati pubblici. Cinque crociate bandite dal papa contro i «boemi eretici» (1420-1431) furono sconfitte dall’esercito contadino di Jan Žižka, il generale cieco, e dei suoi carri da guerra; i Taboriti, l’ala radicale, costruirono sul monte Tabor una comunità senza clero e senza proprietà. Dopo la sconfitta dei radicali a Lipany (1434) i moderati, gli Utraquisti, ottennero dal concilio di Basilea i Compactata (1436): per la prima volta Roma concedeva a un popolo intero il calice e la predicazione libera. Dai resti dei Taboriti, nel 1457, a Kunvald, nacque l’Unitas Fratrum, l’Unità dei Fratelli, che stampò la Bibbia in ceco, scrisse il primo innario protestante (1501) e, dispersa dalla Controriforma, rinascerà nel 1722 a Herrnhut come Chiesa dei Fratelli Moravi, i maestri di Wesley. Il cigno venne nel 1517: Lutero, trovati gli scritti di Hus, dichiarò: «Siamo tutti hussiti senza saperlo».

5. Savonarola e i movimenti di confine

L’ultimo nome del periodo è Girolamo Savonarola (1452-1498), frate domenicano di Ferrara, priore di San Marco a Firenze, predicatore apocalittico che per quattro anni governò di fatto la città dopo la cacciata dei Medici: contro la corruzione di Roma sotto Alessandro VI Borgia, contro il lusso, per una repubblica cristiana. Non toccò le dottrine romane, ma attaccò il papa come indegno e rifiutò la scomunica; fu torturato, impiccato e bruciato in piazza della Signoria il 23 maggio 1498. Il suo commento al Miserere, scritto in prigione, è una confessione della sola grazia che Lutero fece ristampare nel 1523 con una sua prefazione. Accanto a lui, nei secoli precedenti, i movimenti di confine: Gioacchino da Fiore (m. 1202), abate calabrese, che annunciò la terza età, quella dello Spirito, dopo quelle del Padre e del Figlio; gli Spirituali francescani e i Fraticelli, che per la povertà assoluta furono dichiarati eretici da Giovanni XXII (1323) e bruciati, quattro a Marsiglia nel 1318; le Beghine, donne che vivevano in comunità senza voti, di cui Margherita Porete fu bruciata a Parigi nel 1310 per il suo libro; fra’ Dolcino, apostolico, che con quattromila seguaci resistette sui monti del Vercellese e fu smembrato nel 1307. In tutti, una protesta giusta contro una chiesa ricca e mondana, senza il fondamento che solo la Scrittura poteva dare.

MovimentoTipoChe cosa insegnavaGuide e luoghiEsito
PAULICIANIVII – X sec.DualistaDue principi; rifiuto dell’Antico Testamento, delle immagini, della gerarchia, dei sacramenti; richiamo a Paolo.Costantino-Silvano (c. 660); Sergio; Tefrica, ArmeniaMassacri di Teodora (843-844); Stato di Tefrica distrutto (872); deportati in Tracia.
BOGOMILIX – XV sec.DualistaSatana creatore del mondo visibile; Cristo apparente; rifiuto di croce, battesimo, Cena, chiese, clero; ascetismo.Prete Bogomil (Bulgaria, c. 950); Basilio; Chiesa bosniacaBasilio bruciato (1111); persecuzioni bizantine e serbe; scompaiono con la conquista turca.
CATARI / ALBIGESI1140 – 1321DualistaDue principi; il Dio dell’AT è il Male; consolamentum; perfetti e credenti; Cristo angelo senza corpo; no matrimonio, no risurrezione.Linguadoca (Albi, Tolosa, Carcassonne); Lombardia; Niquinta (1167)Crociata albigese (1209-1229): Béziers, Carcassonne, Montségur (1244); Inquisizione; ultimo perfetto bruciato nel 1321.
PIETRO DI BRUYS ED ENRICO1119 – 1148EvangelicoContro il battesimo dei bambini, le chiese di pietra, il culto della croce, la messa, le preghiere per i morti.Provenza, Le Mans, TolosaPietro gettato nel fuoco a Saint-Gilles (c. 1131); Enrico muore in carcere (1148); confutati da Pietro il Venerabile e Bernardo.
ARNALDO DA BRESCIA1139 – 1155EvangelicoChiesa povera, senza potere temporale; i chierici ricchi non possono salvarsi; repubblica a Roma.Brescia, Parigi, RomaImpiccato e bruciato a Roma (1155) per ordine del prefetto, consegnato da Federico Barbarossa.
VALDESI1173 – oggiEvangelicoBibbia in volgare per tutti; predicazione laica; no purgatorio, indulgenze, culto dei santi, giuramento, pena di morte; Cristo solo mediatore.Valdo (Lione); i «barba»; valli del Piemonte, Calabria, Provenza, BoemiaScomunica (1184); Inquisizione; crociata di Innocenzo VIII (1487-88); adesione alla Riforma (1532); Pasque piemontesi (1655); emancipazione (1848).
GIOACCHINO E GLI SPIRITUALI1190 – 1330Di confineTre età della storia; l’età dello Spirito imminente; povertà assoluta; il papa carnale come anticristo.Gioacchino da Fiore (Calabria); Pietro di Giovanni Olivi; Angelo Clareno; i FraticelliGioacchino condannato in parte (1215); Spirituali bruciati a Marsiglia (1318); Fraticelli perseguitati fino al XV secolo.
BEGHINE E LIBERO SPIRITO1200 – 1400Di confineVita comune di donne senza voti; mistica dell’unione con Dio; in alcuni, antinomismo.Fiandre, Renania, Parigi; Margherita PoretePorete bruciata (1310); condanna al concilio di Vienne (1312); dispersione.
APOSTOLICI DI DOLCINO1260 – 1307Di confinePovertà apostolica; attesa apocalittica; resistenza armata.Gherardo Segarelli (Parma); fra’ Dolcino (Vercellese)Segarelli bruciato (1300); Dolcino e Margherita suppliziati a Vercelli (1307).
LOLLARDI1378 – 1530EvangelicoSola Scrittura; Bibbia inglese; Chiesa dei predestinati; no transustanziazione, indulgenze, purgatorio, celibato, immagini; papa anticristo.Wycliffe (Oxford, Lutterworth); Nicola Hereford, John Purvey; Sir John OldcastleCondanna di Oxford (1382) e Costanza (1415); De heretico comburendo (1401); Sawtrey, Badby, Oldcastle bruciati; ossa di Wycliffe bruciate (1428); clandestinità fino a Tyndale.
HUSSITI1402 – oggiEvangelicoCristo capo della Chiesa; Scrittura norma; Cena sotto le due specie; predicazione libera; clero povero; (Taboriti) no purgatorio, immagini, culto dei santi.Hus (Praga), Girolamo da Praga, Jakoubek di Stříbro, Žižka, Prokop; Tabor, KunvaldHus bruciato (1415), Girolamo (1416); cinque crociate respinte (1420-31); Compactata (1436); Unitas Fratrum (1457) → Fratelli Moravi (1722).
SAVONAROLA1490 – 1498Evangelico (morale)Riforma dei costumi, della chiesa e della città; il papa indegno non va obbedito; grazia sola nel Miserere.Firenze, San MarcoScomunicato (1497); torturato, impiccato e bruciato (23 maggio 1498).
John Wycliffe (c. 1328 – 1384)

Di lui non resta un ritratto autentico né una riga autobiografica: solo i libri, in un latino duro, e la Bibbia inglese. Nato nello Yorkshire, passò la vita a Oxford, dove fu maestro del Balliol College e il più ascoltato filosofo del regno; servì il re come diplomatico ad Avignone e come teorico contro il tributo dovuto al papa. La sua dottrina si costruì in tre tappe, ciascuna più radicale: il dominio (1375-76), per cui ogni autorità, anche ecclesiastica, è un prestito di Dio che si perde con il peccato mortale, e quindi la chiesa ricca e corrotta può essere spogliata dai principi; la Scrittura (1378), unica norma, che «contiene tutta la verità» e che ogni uomo, «anche il più semplice», ha il diritto di leggere; l’eucaristia (1379), in cui negò la transustanziazione come assurdità filosofica e idolatria, e perse per questo l’appoggio dei potenti. Scomunicato da Gregorio XI in cinque bolle (1377), fu salvato dal Grande Scisma, che tenne occupati i due papi, e dal duca di Lancaster. Morì di ictus il 31 dicembre 1384, durante la messa, nella sua parrocchia di Lutterworth. Il nome di «stella del mattino della Riforma» gli fu dato dai protestanti del XVI secolo; i suoi libri, portati a Praga, accesero Hus; la sua Bibbia, copiata a mano in oltre duecento esemplari superstiti, fu letta di nascosto per centocinquant’anni.

Jan Hus (c. 1370 – 1415)

Figlio di contadini di Husinec, in Boemia meridionale, studiò a Praga per «avere una buona vita e vesti», come confessò; divenne prete nel 1400 e, da predicatore della cappella di Betlemme, fondata perché vi si predicasse in ceco, cambiò. Per dodici anni parlò ogni giorno a migliaia di persone: contro i preti che vendevano i sacramenti, contro i vescovi cacciatori, contro le indulgenze; in difesa della Scrittura, di Cristo unico capo, della coscienza. Quando nel 1412 il papa Giovanni XXIII, uno dei tre papi di allora, fece vendere indulgenze a Praga per finanziare la sua guerra, Hus predicò contro di esse e tre giovani che avevano protestato furono decapitati: il popolo li portò alla cappella di Betlemme come martiri. Scomunicato, lasciò Praga per risparmiarle l’interdetto e scrisse nei castelli dei nobili amici il De ecclesia e i trattati in ceco. Al concilio di Costanza volle andare per spiegarsi, fidandosi del salvacondotto imperiale; i padri conciliari stabilirono che la fede data a un eretico non obbliga. Nel processo gli lessero articoli che non aveva scritto; quando chiese di essere confutato con la Scrittura, risero. Il 6 luglio 1415, davanti al concilio riunito nella cattedrale, fu degradato dal sacerdozio, coronato con una mitra di carta dipinta di diavoli e consegnato al braccio secolare. Sul rogo cantava «Cristo, figlio del Dio vivente, abbi pietà di me». Il suo ultimo scritto ai Boemi dice: «Vi supplico di amare la verità, di dare ascolto alla verità, di difendere la verità fino alla morte: perché la verità vi farà liberi».

Che cosa i dissidenti evangelici avevano già riscoperto prima del 1517

  • La Scrittura sola e in volgare (Valdesi, Wycliffe, Hus): la Bibbia tradotta, imparata a memoria, predicata dai laici; la tradizione sottoposta alla Parola.
  • Cristo solo: capo della Chiesa, unico mediatore, unico sacrificio; nessun purgatorio, nessuna indulgenza, nessuna invocazione dei santi (Valdesi, Lollardi, Taboriti).
  • La Chiesa come popolo dei credenti, non come gerarchia (Wycliffe, Hus): il papa può essere fuori di essa; i fedeli possono giudicare i pastori.
  • La Cena come memoria e comunione, data a tutti sotto le due specie (Hussiti); il rifiuto dell’adorazione dell’ostia (Wycliffe, Lollardi).
  • Ciò che mancava ancora: la formulazione chiara della giustificazione per sola fede. Hus e Wycliffe restarono agostiniani nella dottrina della grazia ma non la tradussero in sola fide. Fu questo il passo di Lutero, e per questo la Riforma non fu solo il compimento del medioevo dissidente ma qualcosa di nuovo.

Alla legge e alla testimonianza! Se il popolo non parla così, non vi sarà per lui nessuna aurora.

Isaia 8:20 · il versetto dei Valdesi e dei Lollardi
Le Persecuzioni (843 – 1500 d.C.)
IV

Crociate, Inquisizione, roghi Come la chiesa di Roma e gli Stati cristiani organizzarono la persecuzione della coscienza

Scena di Inquisizione, dipinto di Francisco Goya
Fig. 4Francisco Goya, Scena di Inquisizione (1812-1819): gli accusati con il sambenito e il cappello a cono ascoltano la sentenza davanti al tribunale. Goya dipinse l’Inquisizione spagnola dei suoi anni, ma il rito era quello fissato nel XIII secolo: l’abiura pubblica, la consegna al «braccio secolare», il rogo.Madrid, Real Academia de San Fernando · pubblico dominio

Nel secondo periodo abbiamo visto il primo cristiano ucciso per eresia da uno Stato cristiano, Priscilliano, e la protesta di Martino di Tours. Nel terzo periodo la protesta tacque e l’eccezione divenne sistema. Il percorso è documentabile passo per passo. Fino al 1000 l’eresia fu punita con la scomunica e l’esilio, e i primi roghi, a Orléans nel 1022 e a Milano nel 1028, furono opera di re e di folle, non di tribunali. Nel 1184 la bolla Ad abolendam, firmata a Verona dal papa Lucio III e dall’imperatore Federico Barbarossa, ordinò ai vescovi di visitare le parrocchie sospette, interrogare gli abitanti sotto giuramento e consegnare i colpevoli al giudice laico «per la debita punizione»: è l’Inquisizione episcopale. Nel 1199 Innocenzo III equiparò l’eresia al crimine di lesa maestà, punibile con la confisca e la morte. Nel 1215 il Laterano IV (canone 3) obbligò i principi, sotto pena di deposizione, a «sterminare» gli eretici dalle loro terre. Nel 1231 Gregorio IX, con Excommunicamus, creò l’Inquisizione pontificia, affidata ai Domenicani e ai Francescani, indipendente dai vescovi, con il rogo come pena per gli ostinati. Nel 1252 Innocenzo IV, con Ad extirpanda, autorizzò la tortura. Nel 1298 Bonifacio VIII inserì tutto nel diritto canonico. Il sistema era completo, e durò, in Italia e in Spagna, fino all’Ottocento.

Come funzionava

L’inquisitore arrivava in una città, predicava, e proclamava un «tempo di grazia» di quindici-trenta giorni in cui chi si autodenunciava era assolto con penitenze leggere, a condizione di denunciare gli altri. Poi cominciavano i processi: segreti; l’accusato non conosceva i nomi dei testimoni; valevano le deposizioni di eretici, scomunicati, criminali, e dal 1252 le confessioni estorte con la tortura, che non poteva «mutilare né uccidere» e si poteva ripetere «per continuazione»; il difensore, quando c’era, rischiava di essere accusato a sua volta. Le pene: penitenze, croci gialle cucite sui vestiti, pellegrinaggi, il carcere «murato» a vita, la confisca dei beni (divisi fra Inquisizione, vescovo e città, il che garantiva lo zelo di tutti), e per i recidivi e gli impenitenti la «consegna al braccio secolare», con la formula ipocrita della raccomandazione a non spargere sangue: il principe che non bruciava era scomunicato. I morti potevano essere processati e dissotterrati. I manuali degli inquisitori, come la Practica di Bernardo Gui (c. 1323), descrivono tecniche di interrogatorio, trabocchetti, e il carattere dei vari eretici, con l’ammirazione involontaria che abbiamo citato per i Valdesi. Nei diciassette anni del suo tribunale di Tolosa, Gui pronunciò 633 sentenze: 42 roghi, 307 carceri, 143 croci gialle, 69 cadaveri esumati. L’Inquisizione spagnola, fondata nel 1478 dai Re Cattolici con il consenso di Sisto IV e guidata da Tomás de Torquemada, superò tutto il resto: fra il 1480 e il 1530, secondo le stime più prudenti, almeno duemila persone bruciate, soprattutto ebrei convertiti sospettati di giudaizzare; nel 1492 l’espulsione di tutti gli ebrei dalla Spagna.

AnnoAutoritàProvvedimento o eventoFonte
843-872Impero bizantino (Teodora, Basilio I)Massacro dei Pauliciani; distruzione di Tefrica; deportazioni in Tracia.Pietro Siculo, Storia dei Manichei; Teofane Continuato
1022Re Roberto II di FranciaTredici canonici bruciati a Orléans: il primo rogo per eresia dell’Occidente medievale.Rodolfo il Glabro, Storie III,8; Paolo di Saint-Père
1111Alessio I ComnenoBasilio, capo dei Bogomili, bruciato nell’ippodromo di Costantinopoli.Anna Comnena, Alessiade XV,8-10
1155Prefetto di Roma, con Federico Barbarossa e Adriano IVArnaldo da Brescia impiccato, bruciato, ceneri nel Tevere.Ottone di Frisinga, Gesta di Federico II,28
1184Lucio III e Federico Barbarossa, VeronaAd abolendam: scomunica di Catari, Valdesi, Arnaldisti e altri; inquisizione episcopale; consegna al braccio secolare.Testo della bolla (Mansi XXII, 476)
1199Innocenzo IIIVergentis in senium: l’eresia è lesa maestà; confisca dei beni anche degli eredi.Decretali di Gregorio IX, V,7,10
1209-1229Innocenzo III, Simone di Montfort, Luigi VIIICrociata albigese: Béziers (c. 20.000 morti), Carcassonne, Minerve (140 bruciati), Lavaur (400 bruciati), Muret; trattato di Parigi.Pietro di Vaux-de-Cernay, Storia albigese; Canzone della crociata; Cesario di Heisterbach V,21
1215Laterano IV, canone 3I principi giurino di sterminare gli eretici; chi non lo fa è deposto e le sue terre date ai cattolici.Conciliorum Oecumenicorum Decreta
1229-1234Sinodi di Tolosa e TarragonaProibizione ai laici di possedere la Bibbia, in particolare in volgare; inquisizione in ogni parrocchia; case degli eretici demolite.Mansi XXIII, 194-204
1231Gregorio IXExcommunicamus: Inquisizione pontificia affidata ai Domenicani; rogo per gli ostinati, carcere a vita per i pentiti.Decretali V,7,15; costituzioni di Federico II (1224-1231)
1242Luigi IX di Francia, su sentenza di teologiVentiquattro carri di manoscritti del Talmud bruciati a Parigi.Cronache ebraiche; bolla di Gregorio IX (1239)
1244Siniscalco di Carcassonne, InquisizioneResa di Montségur: oltre duecento perfetti catari bruciati in un unico rogo.Guglielmo di Puylaurens, Cronaca 46; registri dell’Inquisizione
1252Innocenzo IVAd extirpanda: la tortura autorizzata nei processi per eresia; i Comuni italiani obbligati a eseguire le sentenze entro cinque giorni.Testo della bolla (Bullarium Romanum III)
1307-1323Bernardo Gui, inquisitore di Tolosa633 sentenze: 42 consegnati al braccio secolare, 307 al carcere, 69 esumati.Liber sententiarum; Practica inquisitionis
1310-1318Inquisizione di Parigi e di Marsiglia; Giovanni XXIIMargherita Porete bruciata (1310); quattro Spirituali francescani bruciati (1318); i Fraticelli dichiarati eretici (1323).Registri; bolla Gloriosam Ecclesiam; Cum inter nonnullos
1401-1417Parlamento inglese, Enrico IV e VDe heretico comburendo: rogo per i Lollardi; Sawtrey (1401), Badby (1410), Oldcastle (1417) e decine di altri.Statuti del regno, 2 Hen. IV c. 15; Foxe, Atti e monumenti
1415-1416Concilio di Costanza, imperatore SigismondoHus bruciato nonostante il salvacondotto; Girolamo da Praga bruciato; Wycliffe condannato e le sue ossa da esumare (eseguito 1428).Pietro di Mladoňovice, Relazione; atti del concilio, sessioni VIII, XV, XXI
1420-1431Martino V, SigismondoCinque crociate contro gli Hussiti di Boemia, tutte sconfitte.Lorenzo di Březová, Cronaca hussita
1478-1492Sisto IV, Ferdinando e Isabella, TorquemadaInquisizione spagnola; autodafé; espulsione degli ebrei (31 marzo 1492).Bolla Exigit sincerae devotionis; editto di Granada; Llorente, Storia critica
1487-1488Innocenzo VIII, Alberto CattaneoCrociata contro i Valdesi del Delfinato e delle valli piemontesi: la val Loana sterminata (Val Louise), resistenza di Angrogna.Bolla Id nostri cordis; Jean Léger, Histoire générale des Églises Vaudoises
1498Alessandro VI, Signoria di FirenzeSavonarola e due confratelli impiccati e bruciati.Luca Landucci, Diario fiorentino; atti del processo

Il giudizio della Scrittura sulla persecuzione

  • «Lasciate che crescano insieme fino alla mietitura» (Matteo 13:30): la parabola della zizzania, che Agostino aveva ancora letto come divieto di estirpare, fu capovolta dai canonisti con la frase «la mietitura è arrivata».
  • «Il Figlio dell’uomo non è venuto per perdere le anime degli uomini ma per salvarle» (Luca 9:56): la risposta di Gesù ai discepoli che volevano il fuoco dal cielo. Tertulliano (A Scapula 2), Lattanzio (Istituzioni V,19: «la religione non si impone, si persuade») e Martino di Tours lo avevano capito.
  • «Le armi della nostra guerra non sono carnali» (2 Corinzi 10:4); «la spada dello Spirito, che è la parola di Dio» (Efesini 6:17): l’unica spada che il Nuovo Testamento dà alla Chiesa.
  • «Beati i perseguitati per motivo di giustizia» (Matteo 5:10): la Chiesa del primo periodo era riconoscibile perché perseguitata; quella del terzo perché perseguitava. Il quarto periodo, con dolore, mostrerà che anche i Riformatori non seppero subito disimparare la lezione.

Chi ha orecchi, ascolti. Se uno deve andare in prigionia, andrà in prigionia; se uno deve essere ucciso con la spada, bisogna che sia ucciso con la spada. Qui sta la costanza e la fede dei santi.

Apocalisse 13:9-10
Atlante dottrinale del terzo periodo

L’Europa dei concili e dei roghi

Quattro carte, riprese dalla scheda dell’Era III, da ingrandire con un tocco: l’Impero dell’anno 1000, l’Oriente dopo il 1204, lo Scisma d’Occidente, le valli valdesi.

Carta del Sacro Romano Impero nell'anno 1000
Tav. IL’Impero nell’anno 1000: Canossa (1077), Worms, Brescia, Lione (Valdo, 1173), Verona (Ad abolendam, 1184), Tolosa, Albi e Carcassonne (i Catari), Oxford e Lutterworth (Wycliffe), Praga e Tabor (Hus).
Carta dell'Impero bizantino dopo il 1204
Tav. IIL’Oriente dopo il sacco di Costantinopoli (1204): le terre dei Pauliciani (Armenia, Tracia), dei Bogomili (Bulgaria, Bosnia) e l’Impero latino imposto dai crociati. Lo scisma del 1054 diventa qui definitivo.
Carta del Grande Scisma d'Occidente
Tav. IIIIl Grande Scisma d’Occidente (1378-1417): l’Europa divisa fra il papa di Roma e quello di Avignone, poi tre papi. In questi anni Wycliffe scrive e Hus predica; il concilio di Costanza che li condanna è lo stesso che depone i tre papi.
Carta antica delle valli valdesi
Tav. IVLe valli valdesi del Piemonte (Pellice, Angrogna, Germanasca, Chisone) in una carta antica: il rifugio del «residuo» dal XIII secolo alla Riforma e oltre.
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I documenti del terzo periodo I testi con cui Roma definì, proibì e condannò, e le parole di chi resistette

  • Il Dictatus papae di Gregorio VII (1075). Ventisette proposizioni, fra cui: «2. Solo il pontefice romano è detto a buon diritto universale. 3. Solo lui può deporre o assolvere i vescovi. 9. Tutti i principi devono baciare i piedi solo al papa. 12. Gli è lecito deporre gli imperatori. 19. Egli non deve essere giudicato da nessuno. 22. La chiesa romana non ha mai errato né, per testimonianza della Scrittura, errerà in eterno. 27. Può sciogliere i sudditi dal giuramento di fedeltà verso gli iniqui.»
  • Ad abolendam di Lucio III (Verona, 4 novembre 1184). «Decretiamo che i Catari e i Patarini, e quelli che con falso nome si chiamano Umiliati o Poveri di Lione, i Passagini, i Giosefini, gli Arnaldisti, siano sottoposti a perpetuo anatema… Chiunque sia stato trovato eretico, se è un chierico sia privato di ogni ufficio e lasciato al giudizio del potere secolare per ricevere la pena dovuta; se laico, sia consegnato al giudice secolare.»
  • Laterano IV, canone 1 (1215). «Il corpo e il sangue [di Cristo] sono veramente contenuti nel sacramento dell’altare sotto le specie del pane e del vino, transustanziati, per potenza divina, il pane nel corpo e il vino nel sangue… E questo sacramento nessuno può compierlo se non il sacerdote regolarmente ordinato.» Canone 3: «I potenti secolari… siano indotti a giurare pubblicamente che si sforzeranno di sterminare dalle terre soggette alla loro giurisdizione tutti gli eretici designati dalla Chiesa.»
  • Sinodo di Tolosa, canone 14 (1229). «Proibiamo che ai laici sia permesso di avere i libri dell’Antico e del Nuovo Testamento… Proibiamo nel modo più severo che abbiano i suddetti libri tradotti in volgare.»
  • Ad extirpanda di Innocenzo IV (15 maggio 1252). «Il podestà o rettore è tenuto a costringere tutti gli eretici che ha in custodia, senza però mutilare le membra né mettere in pericolo la vita, come veri ladri e assassini delle anime… a confessare apertamente i loro errori e ad accusare gli altri eretici che conoscono.»
  • Unam Sanctam di Bonifacio VIII (18 novembre 1302). «Dichiariamo, affermiamo, definiamo e pronunciamo che è assolutamente necessario alla salvezza per ogni creatura umana essere sottomessa al pontefice romano.»
  • La professione di fede di Valdo (Lione, 1180 circa). «Crediamo con il cuore e confessiamo con la bocca che il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sono tre persone e un solo Dio… Crediamo che l’Antico e il Nuovo Testamento, cioè la Legge, i Profeti e i Vangeli, sono di un solo autore, Dio… Abbiamo rinunciato al mondo e, come consigliò il Signore, distribuito ai poveri ciò che avevamo, e abbiamo deciso di essere poveri.»
  • Wycliffe, De veritate Sacrae Scripturae (1378). «La Sacra Scrittura è la fede suprema della Chiesa… Ogni cristiano è tenuto a conoscere la Scrittura e a difenderla… Nessuna tradizione umana vale se non è fondata su di essa.»
  • I Quattro articoli di Praga (1420). «Primo: che la parola di Dio sia predicata e annunciata liberamente nel regno di Boemia. Secondo: che il sacramento del corpo e del sangue di Cristo sia dato liberamente in entrambe le specie a tutti i fedeli. Terzo: che ai chierici sia tolto il dominio temporale sulle ricchezze, perché vivano secondo il modello di Cristo e degli apostoli. Quarto: che tutti i peccati mortali e pubblici siano puniti da chi ne ha l’autorità.»
  • L’ultima lettera di Hus ai Boemi (10 giugno 1415). «Vi supplico, per la misericordia di Dio, di amarvi gli uni gli altri, di non permettere che i buoni siano oppressi con la violenza, e di dare a ciascuno la verità… Scrivo questo in prigione, in catene, aspettando domani la sentenza di morte, pieno di speranza in Dio di non deviare dalla sua verità.»
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Le Scritture testimoniano Dodici versetti che i dissidenti del medioevo impararono a memoria e opposero alle aggiunte

Non si accende una lampada per metterla sotto un recipiente; anzi la si mette sul candeliere ed essa fa luce a tutti quelli che sono in casa.Matteo 5:15
Alla legge e alla testimonianza! Se il popolo non parla così, non vi sarà per lui nessuna aurora.Isaia 8:20
La tua parola è una lampada al mio piede e una luce sul mio sentiero.Salmo 119:105
Avendo tralasciato il comandamento di Dio, vi attenete alla tradizione degli uomini.Marco 7:8
Non vi fate chiamare «Rabbì»; perché uno solo è il vostro Maestro, e voi siete tutti fratelli. Non chiamate nessuno sulla terra vostro padre, perché uno solo è il Padre vostro, quello che è nei cieli.Matteo 23:8-9
Pietro lo rialzò, dicendo: «Alzati, anch’io sono uomo!»Atti 10:26
C’è un solo Dio e anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo.1 Timoteo 2:5
Come è stabilito che gli uomini muoiano una volta sola, dopo di che viene il giudizio, così anche Cristo, dopo essere stato offerto una volta sola per portare i peccati di molti, apparirà una seconda volta.Ebrei 9:27-28
È lo Spirito che vivifica; la carne non è di alcuna utilità; le parole che vi ho dette sono spirito e vita.Giovanni 6:63
Lo Spirito dice espressamente che nei tempi futuri alcuni apostateranno dalla fede… vieteranno il matrimonio e ordineranno di astenersi da cibi.1 Timoteo 4:1-3
Il tuo denaro vada con te in perdizione, perché hai creduto di poter acquistare con denaro il dono di Dio.Atti 8:20
Guardati dal farlo; io sono un servo come te e come i tuoi fratelli… Adora Dio!Apocalisse 22:9

Fonti e bibliografia

  1. Matteo; Marco; Luca; Giovanni; Atti; 1 Timoteo; Ebrei; Giacomo; 1 Pietro; 1 Giovanni; Apocalisse; Isaia; Salmi; Esodo (Nuova Riveduta).
  2. Gregorio Magno, Dialoghi; Libri Carolini; Pascasio Radberto e Ratramno, Il corpo e il sangue del Signore; Anselmo, Cur Deus homo, Proslogion; Bernardo di Chiaravalle, Sermoni sul Cantico; Pietro Lombardo, Sentenze; Tommaso d’Aquino, Summa theologiae; Guglielmo di Ockham, Dialogus; Lorenzo Valla, La falsa Donazione di Costantino.
  3. Dictatus papae; Ad abolendam; Vergentis in senium; decreti del Laterano IV; canoni di Tolosa (1229); Excommunicamus; Ad extirpanda; Unam Sanctam; Unigenitus; decreti di Costanza e di Firenze; in Conciliorum Oecumenicorum Decreta (EDB) e H. Denzinger, Enchiridion Symbolorum.
  4. Giovanni Damasceno, Le eresie; Anna Comnena, Alessiade; Cosma Presbitero, Discorso contro i Bogomili; Pietro di Vaux-de-Cernay, Storia albigese; Bernardo Gui, Manuale dell’inquisitore (a cura di G. Mollat); Jacques Fournier, Registro dell’Inquisizione di Pamiers; Pietro di Mladoňovice, Relazione sul processo di Hus; John Foxe, Atti e monumenti (1563).
  5. Wycliffe, De veritate Sacrae Scripturae, De ecclesia, De eucharistia; Jan Hus, De ecclesia, Lettere; i Quattro articoli di Praga; Savonarola, Commento al Miserere (con prefazione di Lutero, 1523); la professione di fede di Valdo (in A. Patschovsky, K.-V. Selge, Quellen zur Geschichte der Waldenser).
  6. Giorgio Tourn, I Valdesi. La singolare vicenda di un popolo-chiesa (Claudiana); Amedeo Molnár, Storia dei Valdesi, vol. 1 (Claudiana); Gabriel Audisio, I Valdesi; Grado G. Merlo, Eretici ed eresie medievali (Il Mulino); Raoul Manselli, L’eresia del male; Malcolm Lambert, Medieval Heresy (Blackwell); Steven Runciman, Il manicheismo medievale.
  7. Henry Charles Lea, Storia dell’Inquisizione nel medioevo; Edward Peters, Inquisition; Jean Guiraud, Histoire de l’Inquisition au Moyen Âge; Italo Mereu, Storia dell’intolleranza in Europa (Bompiani); R. I. Moore, La formazione di una società persecutoria.
  8. K. B. McFarlane, John Wycliffe and the Beginnings of English Nonconformity; Anne Hudson, The Premature Reformation; Matthew Spinka, John Hus. A Biography; Thomas Fudge, The Magnificent Ride. The First Reformation in Hussite Bohemia; Steven Ozment, The Age of Reform 1250-1550; Jaroslav Pelikan, La tradizione cristiana, voll. 2-4.
A Dio sia la gloria
Archivio Storico Ecclesiale · Dottrina · Documentazione Integrale 2026

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