36 – Nel Tempio del Signor

Nel tempio del Signor

(Inno 36 – Inni di Lode)
Anno: 1893  |  Autore: Barney Elliott Warren  |  Denominazione Autore: Movimento di Santità (Church of God)  |  Musica: Barney Elliott Warren
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Barney Elliott Warren

Barney E. Warren (1867-1951)

Dati Essenziali:
Il cantico “Nel tempio del Signor” (titolo originale The Temple of God), catalogato al numero 36 del nostro innario, è una composizione esultante che esprime la gioia indescrivibile di chi dimora nella presenza divina. Nato nel vivo dei movimenti di risveglio nordamericani di fine Ottocento, il brano dipinge la Chiesa non come un edificio architettonico, ma come l’assemblea spirituale dei redenti, un luogo di verità e ristoro dell’anima. Cantato immancabilmente nei culti di adorazione e quale solenne preparazione ai momenti de La Cena del Signore, esso ricalca la promessa di una comunione fraterna autentica e profondamente spirituale.

Biografia dell’Autore e Contesto Storico

Barney Elliott Warren nacque il 20 febbraio 1867 a Lewiston, nello stato di New York. Visse in un periodo in cui gli Stati Uniti, ancora segnati dalle ferite della Guerra Civile, erano attraversati da un fortissimo bisogno di identità e purezza. La sua conversione, avvenuta nel 1884 durante delle vigorose riunioni di risveglio nei pressi di Bangor, segnò uno spartiacque decisivo. Warren abbracciò la visione del Movimento di Santità (Holiness movement), associandosi strettamente alla Church of God di Anderson, nell’Indiana, guidata dal pioniere Daniel Sidney Warner. La sua dottrina era chiara e inflessibile: la vera Chiesa doveva riflettere in ogni suo aspetto la santità di Cristo. Fu questa convinzione a ispirare le liriche di questo cantico, scritte per ricordare a credenti semplici, spesso operai e agricoltori, che nel “tempio” invisibile della comunione cristiana ogni loro bisogno materiale e morale trovava appagamento nell’amore di Dio.

B.E. Warren in veste di compositore

B.E. Warren, compositore

Il Compositore e l’Aneddoto Musicale

Oltre a scriverne il testo, Barney E. Warren fu anche il compositore della trascinante melodia di questo inno. Dotato di una formidabile voce di basso naturale, appena diciannovenne si unì a un celebre quartetto evangelistico che viaggiava per la nazione, inaugurando un ministero musicale che avrebbe prodotto oltre duemila inni. Nel 1893, “The Temple of God” venne incluso per la prima volta nella storica raccolta Echoes from Glory. La melodia si sposa magistralmente con la struttura ritmica incalzante delle strofe, concepita appositamente per essere cantata senza l’ausilio di grandi organi, affidandosi unicamente alla possente polifonia delle folle radunate.

Durante le imponenti adunanze sotto le tende (i camp meetings), si narra che Warren dirigesse il canto dal palco guidando i presenti a scandire il ritmo all’unisono. Una testimonianza documentata dell’epoca riporta che, in una cittadina rurale dell’Ohio, l’eco del coro intonato da centinaia di minatori radunatisi a fine turno fosse talmente vibrante da udirsi a miglia di distanza. Quella potente armonia attirò molte persone estranee alla comunità, le quali, giunte sul luogo, non trovarono sfarzosi campanili, ma la pura letizia di uomini trasformati. Questo brano divenne per Warren uno dei più efficaci strumenti di evangelizzazione, dimostrando che il “tempio del Signor” risiede ovunque vi sia un cuore colmo di lode.

Spartito musicale

Spartito Nel tempio del Signor

TESTO ORIGINALE ITALIANO

Nel tempio del Signor

1. Nel tempio del Signor
V’è tutta santità,
Si loda il Salvator,
L’Iddio della bontà.
In esso v’è ogni ben,
E lieto il cuor vivrà,
Del giusto che sostien
La verità.

Coro:
Nel tempio siam del Salvator.
Lieti cantiam, viviam d’amor.
Il nostro cuor traboccherà
Dei beni del Signor, se allegro sta.

2. Nel tempio del Signor
V’è cibo a sazietà
Per l’affamato cuor,
ripieno d’umiltà.
In esso il pellegrin
rifugio troverà;
Nell’arduo suo cammin
ristoro avrà.

3. Nel tempio del Signor
V’è sol la verità,
Si predica l’amor,
la vera carità,
Si predica il Vangel
che mai trapasserà,
E che per noi nel ciel
v’è una Città.

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