O buon Gesù

(Inno 7 – Inni di Lode)
Anno: Primi del ‘900 (Testo) / XIX Secolo (Melodia)  |  Autore: Massimiliano Tosetto  |  Denominazione Autore: Pentecostale  |  Musica: Stephen Collins Foster
Massimiliano Tosetto Biografia Autore
Stephen C. Foster Biografia Compositore
O buon Gesù Storia dell’Inno

Biografia dell’Autore e Compositore

Massimiliano Tosetto

Massimiliano Tosetto (1877–1948)

Le Origini, il Lavoro Secolare e la Conversione

Massimiliano Tosetto Viola nacque il 14 maggio del 1877 a Campiglia dei Berici, nella provincia di Vicenza, all’interno di un contesto rurale e profondamente segnato dalle rigide tradizioni cattoliche dell’epoca. Sospinto dalla necessità di provvedere al proprio onesto sostentamento, si trasferì in gioventù a Milano. Ivi esercitò la professione di pittore di affreschi e decoratore d’interni, affinando e perfezionando le proprie attitudini artistiche presso l’Istituto d’Arte del capoluogo lombardo. Fu proprio a Milano che, intorno all’anno 1898, l’Eterno operò sovranamente nella sua vita: frequentando una locale Chiesa Evangelica Battista, Tosetto fu attratto dalla predicazione della grazia salvifica, intraprendendo un profondo cammino di sottomissione alle Sacre Scritture.

L’Emigrazione e il Battesimo nello Spirito Santo

Le aspre contingenze economiche di fine secolo lo indussero a emigrare negli Stati Uniti d’America. Sbarcò a New York il 28 giugno 1901 e, alla fine del 1903, fissò la propria dimora a Chicago. In questa fiorente metropoli trovò un onorevole impiego presso la celebre Marshall Field and Company, azienda che richiedeva maestranze di alto profilo per le decorazioni dei propri edifici. Parallelamente al lavoro secolare, il suo percorso di fede si intensificò frequentando i culti della rinomata Moody Memorial Church.

L’evento che segnò indelebilmente la sua esistenza e il suo futuro ministero si compì intorno al 1907. In quel volgere di tempo, Tosetto si accostò alla North Avenue Mission condotta dal pastore William Durham. Fu in tale consesso che, unitamente a ferventi pionieri quali Luigi Francescon, Pietro Ottolini e Giacomo Lombardi, udì e accolse la testimonianza del pieno Evangelo. Sottomettendosi al consiglio divino in assidua preghiera, ricercò e ricevette il battesimo nello Spirito Santo, attestato dal segno biblico del parlare in altre lingue, suggellando così la propria totale consacrazione all’opera di Cristo.

Il Ritorno in Patria e l’Aspra Persecuzione

Animato da un santo zelo e dal peso spirituale per le anime della sua terra d’origine, nel 1908 Tosetto intraprese il viaggio di ritorno verso Campiglia dei Berici per recare l’annuncio della salvezza. Impiegando i propri risparmi, eresse in quel luogo il primo edificio di culto pentecostale sul suolo italiano. Tale atto di devozione suscitò un’immediata e dolorosa opposizione da parte del clero cattolico: il sacerdote del paese giunse a redigere e diffondere pubblicamente un opuscolo diffamatorio intitolato “Un lebbroso a Campiglia”, provocando finanche l’intervento formale del Vescovo di Vicenza volto a sopprimere la nascente testimonianza. Pur circondato da calunnie e ostilità, il seme della Parola fu piantato con integrità.

Il Ministero Pastorale e l’Eredità Innografica

Rientrato definitivamente in terra americana, l’Eterno lo chiamò a pascere il gregge. Diversamente da altri pionieri che rimasero a Chicago, Tosetto assunse la conduzione pastorale della Walnut Avenue Christian Church a Niagara Falls, nello Stato di New York, ministero che portò avanti con fedeltà ininterrotta per ventinove anni. La sua figura divenne un saldo punto di riferimento per le assemblee italiane non organizzate del Nord America, al punto che proprio la sua comunità di Niagara Falls ospitò, nel 1927, la prima storica Convenzione Generale del movimento.

Avvertendo la pressante necessità di fornire alla fratellanza una vera raccolta di inni e cantici spirituali in lingua italiana, dedicò lunghe fatiche alla redazione, traduzione e composizione di cantici. Questa pia dedizione culminò nella cura e nella pubblicazione del Nuovo Libro di Inni e Salmi Spirituali, dato alle stampe a Chicago nel 1928, opera che ha nutrito e strutturato l’innologia delle assemblee pentecostali italiane per generazioni. Il suo fecondo pellegrinaggio terreno andò oltre il ministero pastorale, lasciando un segno profondo in tutto il movimento. Morì a Montreal il 10 settembre 1948, dicendo prima di spirare le celebri parole: “Mi sento come se avessi ali pronte a volare”.

Biografia del Compositore

Stephen Collins Foster

Stephen C. Foster (1826–1864)

Nato il 4 luglio del 1826 a Lawrenceville, nello stato della Pennsylvania, Stephen Collins Foster è storicamente riconosciuto dagli accademici come il pioniere e il vero “padre della musica americana”. Pur non avendo beneficiato di una rigorosa formazione musicale nei grandi conservatori del Vecchio Continente, la sua mente era dotata di una formidabile intuizione armonica e di una capacità innata di comporre melodie universali, capaci di scandagliare le profondità dell’animo umano.

Il pellegrinaggio terreno di Foster fu caratterizzato da una drammatica dualità: da un lato, immensi trionfi artistici che resero i suoi componimenti il cuore pulsante della società americana del diciannovesimo secolo; dall’altro, aspre e prolungate tribolazioni personali, culminate in un inesorabile declino economico. Spirò in estrema povertà a New York il 13 gennaio 1864, all’età di appena trentasette anni. Sebbene il corpus della sua vasta produzione non fosse stato concepito in origine per la sacra liturgia, l’Iddio Sovrano ha permesso che il nitore e l’incanto di queste musiche non perissero nella dimensione secolare. La profonda solennità e la malinconica dolcezza intrinseche nelle partiture di Foster vennero infatti provvidenzialmente ammirate dai redattori dell’innologia evangelica mondiale, i quali, rivestendole di liriche timorate e spirituali, ne fecero formidabili strumenti per l’adorazione della Chiesa.

Storia dell’Inno

L’inno “O buon Gesù” rappresenta un altissimo esempio di consacrazione e supplica all’interno del patrimonio spirituale delle nostre congregazioni, germogliato dalla fervente necessità della Chiesa pellegrina di disporre di canti che favorissero una profonda introspezione e un intimo ravvedimento dinanzi alla Maestà divina. Il tratto distintivo e ammirevole di quest’opera risiede nella saggia operazione di innesto compiuta da Massimiliano Tosetto il quale, immerso nel panorama culturale del Nord America, trasse una composizione del repertorio di Stephen Collins Foster per donarle un nuovo e santo fine.

Tale pratica — ampiamente diffusa e documentata nei più grandi risvegli storici e metodisti — consiste nell’attingere a melodie popolari già profondamente radicate nell’udito collettivo per sublimarle ad un uso squisitamente spirituale. Questo procedimento permise ai credenti immigrati, spesso afflitti da barriere linguistiche e fatiche quotidiane, di memorizzare immediatamente i nuovi cantici, innalzando la lode con animo unito. La melodia di Foster qui adottata è caratterizzata da un incedere grave e supplichevole, perfettamente idoneo a piegare i cuori all’umiltà.

Sotto il profilo testuale,l’autore rifugge da qualsivoglia richiesta materiale e passeggera. I versi tracciano il perimetro di un’anima che riconosce la vacuità delle ambizioni terrene e prega ardentemente di essere preservata dalle lusinghe del secolo (“Da’ piaceri di quaggiù / Tienmi lungi, o buon Gesù”). L’aneddotica storica tramanda che, nelle umili stanze di culto di inizio Novecento, questo cantico venisse sovente intonato in ginocchio prima dell’apertura della predicazione della Parola o durante le prolungate vigilie di preghiera, fungendo da possente invocazione affinché Cristo regnasse sovrano, indiscusso “tesoro d’ogni ben” nel cuore dei riscattati.

Spartito musicale

Spartito O buon Gesù

TESTO INNI DI LODE

1. O buon Gesù, tesoro d’ogni ben,
Anelo ognor sentirTi nel mio sen:
Fammi sentir, Ti prego, sempre più
Che sei dentro di me, Mio caro e buon Gesù.

Coro:
Sii con me, sii con me,
Signor, mio buon Gesù;
Ognor con me, sempre con me,
Dentro al mio cuor.

2. O buon Gesù, delizia del mio cuor,
Fammi sentir la voce Tua d’amor:
In verità camminerò con Te;
O buon Gesù, Ti prego,
Sii sempre con me.

3. O buon Gesù, conforto del mio cuor,
Senza di Te non v’è che morte ognor.
Oh! sii con me, Gesù,
Sempre con me;
Non v’è giammai felicità senza di Te.

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