Dimenticar giammai potrò
Biografia dell’Autore
Le Origini, il Lavoro Secolare e la Conversione
Massimiliano Tosetto Viola nacque il 14 maggio del 1877 a Campiglia dei Berici, nella provincia di Vicenza, all’interno di un contesto rurale e profondamente segnato dalle rigide tradizioni cattoliche dell’epoca. Sospinto dalla necessità di provvedere al proprio onesto sostentamento, si trasferì in gioventù a Milano. Ivi esercitò la professione di pittore di affreschi e decoratore d’interni, affinando e perfezionando le proprie attitudini artistiche presso l’Istituto d’Arte del capoluogo lombardo. Fu proprio a Milano che, intorno all’anno 1898, l’Eterno operò sovranamente nella sua vita: frequentando una locale Chiesa Evangelica Battista, Tosetto fu attratto dalla predicazione della grazia salvifica, intraprendendo un profondo cammino di sottomissione alle Sacre Scritture.
L’Emigrazione e il Battesimo nello Spirito Santo
Le aspre contingenze economiche di fine secolo lo indussero a emigrare negli Stati Uniti d’America. Sbarcò a New York il 28 giugno 1901 e, alla fine del 1903, fissò la propria dimora a Chicago. In questa fiorente metropoli trovò un onorevole impiego presso la celebre Marshall Field and Company, azienda che richiedeva maestranze di alto profilo per le decorazioni dei propri edifici. Parallelamente al lavoro secolare, il suo percorso di fede si intensificò frequentando i culti della rinomata Moody Memorial Church.
L’evento che segnò indelebilmente la sua esistenza e il suo futuro ministero si compì intorno al 1907. In quel volgere di tempo, Tosetto si accostò alla North Avenue Mission condotta dal pastore William Durham. Fu in tale consesso che, unitamente a ferventi pionieri quali Luigi Francescon, Pietro Ottolini e Giacomo Lombardi, udì e accolse la testimonianza del pieno Evangelo. Sottomettendosi al consiglio divino in assidua preghiera, ricercò e ricevette il battesimo nello Spirito Santo, attestato dal segno biblico del parlare in altre lingue, suggellando così la propria totale consacrazione all’opera di Cristo.
Il Ritorno in Patria e l’Aspra Persecuzione
Animato da un santo zelo e dal peso spirituale per le anime della sua terra d’origine, nel 1908 Tosetto intraprese il viaggio di ritorno verso Campiglia dei Berici per recare l’annuncio della salvezza. Impiegando i propri risparmi, eresse in quel luogo il primo edificio di culto pentecostale sul suolo italiano. Tale atto di devozione suscitò un’immediata e dolorosa opposizione da parte del clero cattolico: il sacerdote del paese giunse a redigere e diffondere pubblicamente un opuscolo diffamatorio intitolato “Un lebbroso a Campiglia”, provocando finanche l’intervento formale del Vescovo di Vicenza volto a sopprimere la nascente testimonianza. Pur circondato da calunnie e ostilità, il seme della Parola fu piantato con integrità.
Il Ministero Pastorale e l’Eredità Innografica
Rientrato definitivamente in terra americana, l’Eterno lo chiamò a pascere il gregge. Diversamente da altri pionieri che rimasero a Chicago, Tosetto assunse la conduzione pastorale della Walnut Avenue Christian Church a Niagara Falls, nello Stato di New York, ministero che portò avanti con fedeltà ininterrotta per ventinove anni. La sua figura divenne un saldo punto di riferimento per le assemblee italiane non organizzate del Nord America, al punto che proprio la sua comunità di Niagara Falls ospitò, nel 1927, la prima storica Convenzione Generale del movimento.
Avvertendo la pressante necessità di fornire alla fratellanza una vera raccolta di inni e cantici spirituali in lingua italiana, dedicò lunghe fatiche alla redazione, traduzione e composizione di cantici. Questa pia dedizione culminò nella cura e nella pubblicazione del Nuovo Libro di Inni e Salmi Spirituali, dato alle stampe a Chicago nel 1928, opera che ha nutrito e strutturato l’innologia delle assemblee pentecostali italiane per generazioni. Il suo fecondo pellegrinaggio terreno andò oltre il ministero pastorale, lasciando un segno profondo in tutto il movimento pentecostale in America. Fu promotore di un concilio tra le chiese evangeliche statunitensi e autore di inni sacri ancora oggi recitati nelle celebrazioni. Morì a Montreal il 10 settembre 1948, nello stesso giorno in cui aveva predicato un sermone dal titolo “Preziosa agli occhi del Signore è la morte dei Suoi santi”. Lo concluse dicendo: “Mi sento come se avessi ali pronte a volare”.
Il Compositore della Musica
Walter Stillman Martin nacque il 2 marzo del 1862 a Rowley, nel Massachusetts. Uomo di profonda erudizione e sincera devozione, compì i propri studi presso la prestigiosa Università di Harvard, prima di essere consacrato al ministero pastorale quale ministro battista e, in seguito, unirsi al movimento dei Discepoli di Cristo (Christian Church). Svolse inoltre l’incarico di docente di materie bibliche presso l’Atlantic Christian College, nella Carolina del Nord. Il suo ministero fu indissolubilmente legato a quello della consorte, Civilla Durfee Martin, con la quale condivise una vita di assidua predicazione ed evangelizzazione itinerante attraverso gli Stati Uniti, componendo melodie che avrebbero benedetto innumerevoli congregazioni.
La genesi musicale di questo inno è tra le più fulgide testimonianze della provvidenza divina e dimostra la grande abilità di assimilazione musicale del risveglio italiano. La melodia fu infatti composta nell’anno 1904, mentre il reverendo Martin dimorava temporaneamente presso la Practical Bible Training School a Lestershire, nello Stato di New York. Avendo egli assunto l’impegno di predicare in una chiesa distante, fu colto da profonda trepidazione a causa di un grave e improvviso malessere della moglie, tanto da considerare l’annullamento del proprio servizio. Fu allora che il loro figlioletto, con la semplice e pura fede dei fanciulli, domandò: «Padre, non credi che Dio si prenderà cura di noi se tu vai a compiere la Sua opera?». Ripreso nel proprio spirito da tale esortazione, il reverendo Martin si recò ad adempiere il suo mandato.
Al suo ritorno, trovò la consorte ristabilita e autrice di un toccante testo poetico, ispirato proprio dalle parole del fanciullo: “God Will Take Care of You” (Dio si prenderà cura di te). Immediatamente, Walter si sedette al suo piccolo organo portatile Bilhorn e, sotto una chiara ispirazione, compose istantaneamente e in pochissimi minuti questa meravigliosa melodia.
Il pioniere italiano Massimiliano Tosetto rimase così colpito dalla dolcezza solenne e dall’incedere trionfale di questa partitura (sebbene spesso eseguita con un andamento più ritmato dalle nostre comunità) che decise di utilizzarla nel nostro innario in due occasioni distinte. La prima consisté nel tradurre fedelmente il testo originale dei coniugi Martin (che troviamo all’Inno n. 30 “In ogni tempo”); la seconda lo vide apporre a questa medesima musica un testo del tutto nuovo e indipendente, che è appunto l’Inno n. 4 “Dimenticar giammai potrò”. La composizione, con il suo progressivo sviluppo ascendente, sostiene in modo superbo l’impeto di gratitudine e di vittoria spirituale espresso dalle parole.
TESTO ORIGINALE
1. Dimenticar giammai potrò, Signor, la Tua mercè;
Gesù per grazia mi salvò E mi nascose in Te.
Dimenticar, Signor, Giammai potrò la Tua mercè;
In Cristo i Tuoi favor Son tutti su di me.
2. Il mio tesoro, o Dio d’amor, Esso si trova in ciel;
E quivi ancora sta il mio cuor M’accerta l’Evangel.
Il mio tesoro è in ciel; Non v’è nessuno che il può rubar
Guardando all’Evangel Un dì l’andrò a gustar.
3. Con la Tua forza e il Tuo valor Farò prodezze in Te;
Presto sconfitto il tentator Sarà sotto ai miei piè.
Con la Tua forza ognor Certo farò prodezze in Te:
Fidando sul Tuo amor Vittoria avrò per fé.
