Umberto N. Gorietti: L’Architetto dell’Istituzione
Nome Completo Umberto N. Gorietti
Periodo 1904 – 1982
Luogo di Nascita Roma, Italia
Ruolo Istituzionale Primo Presidente delle Assemblee di Dio in Italia (ADI).
Contributo Fondamentale Ottenimento dell’Ente Morale (1959). Strutturazione giuridica e amministrativa del movimento per resistere alla persecuzione fascista e post-bellica.

Umberto N. Gorietti

L’Architetto dell’Istituzione e lo Statista della Fede

La storia del pentecostalesimo italiano non sarebbe sopravvissuta alle tempeste del XX secolo senza la figura di Umberto N. Gorietti. Se Francescon e Lombardi furono i padri spirituali che accesero il fuoco, Gorietti fu il costruttore che edificò il focolare per proteggerlo dai venti gelidi della persecuzione. Uomo di straordinaria capacità organizzativa e visione diplomatica, trasformò un insieme di comunità sparse e clandestine in una struttura nazionale coesa (le ADI), capace di interloquire con lo Stato e di difendere il diritto costituzionale alla libertà di culto.

Ritratto istituzionale di Umberto Gorietti, primo presidente ADI
Fig. 1 – Umberto Gorietti, la guida sicura nel tempo della persecuzione.

1. Le Origini Romane e la Conversione (1904-1925)

Nato a Roma nel 1904, Gorietti crebbe nel cuore pulsante del cattolicesimo, ma la sua vita fu segnata dall’incontro con le prime, vibranti comunità pentecostali della capitale. Queste comunità, sorte dalla predicazione di Giacomo Lombardi e consolidate da uomini come Luigi Francescon, si riunivano spesso in case private o locali improvvisati. Gorietti si convertì in giovane età e ricevette il Battesimo nello Spirito Santo, immergendosi in quel clima di “chiesa primitiva” che caratterizzava il pentecostalesimo delle origini.

Fin da subito, emerse in lui un carisma distinto: non solo la predicazione, ma il dono del “governo” (1 Corinzi 12:28). Mentre altri erano concentrati esclusivamente sull’evangelizzazione spontanea, Gorietti intuì presto che senza ordine e struttura, il movimento rischiava di disperdersi o di essere schiacciato dalle autorità.

2. La Notte del Fascismo: La Circolare Buffarini-Guidi (1935-1943)

L’evento che forgiò il carattere di Gorietti e la destinazione del movimento fu la persecuzione fascista. Nel 1935, il sottosegretario all’Interno Guido Buffarini-Guidi emanò la famigerata circolare n. 600/158, che vietava il culto pentecostale in tutto il Regno d’Italia, definendolo “nocivo all’integrità fisica e psichica della razza”.

La Chiesa nel Deserto

I locali di culto furono chiusi, i pastori arrestati o inviati al confino, e le riunioni divennero clandestine. Gorietti visse questo periodo in prima linea. La sua casa e il suo lavoro erano sotto costante sorveglianza dell’OVRA (la polizia segreta fascista). In questo contesto di terrore, Gorietti divenne un punto di riferimento per la resistenza spirituale, mantenendo i contatti tra i fratelli dispersi, organizzando incontri segreti nelle campagne o nelle case private (le famose “catacombe moderne”), e incoraggiando la fede dei perseguitati.

3. La Rinascita e la Fondazione delle ADI (1944-1947)

Con la caduta del fascismo e la fine della guerra, la circolare Buffarini-Guidi non fu abrogata immediatamente. La persecuzione continuò paradossalmente nell’Italia democratica, spinta dalle pressioni clericali. Gorietti capì che i pentecostali non potevano più rimanere “battitori liberi”. Era necessario unirsi giuridicamente per difendersi.

Il Convegno di Tocco da Casauria

Nel 1947, Gorietti fu tra i promotori del decisivo Convegno Nazionale tenutosi a Tocco da Casauria. Lì, i rappresentanti delle chiese “congregazioniste” (di matrice francesconiana) decisero di federarsi. Nacque l’embrione di quelle che sarebbero diventate le Assemblee di Dio in Italia. Gorietti ne divenne il leader naturale, non per imposizione, ma per riconoscimento unanime della sua saggezza e capacità di mediazione.

In quegli anni, Gorietti cercò e ottenne l’appoggio delle Assemblies of God americane (tramite la figura chiave di Henry H. Ness), non per sottomettere la chiesa italiana a quella americana, ma per ottenere una “patente di legittimità” internazionale che proteggesse i credenti italiani dagli abusi della polizia.

4. La Battaglia per l’Ente Morale (1947-1959)

Il capolavoro politico e spirituale di Gorietti fu la lunga marcia verso il riconoscimento giuridico. Per dodici anni, Gorietti lavorò instancabilmente, viaggiando tra Roma e le prefetture, scrivendo memorie difensive, incontrando avvocati e politici, tutto mentre continuava a pastorare.

Il Decreto del 1959

Il 5 dicembre 1959, la perseveranza fu premiata. Il Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi firmò il decreto (D.P.R. n. 1349) che riconosceva l’Istituto Biblico e di Assistenza delle ADI come Ente Morale. Questo atto non fu solo un pezzo di carta: fu la fine dell’illegalità. I pentecostali non erano più una “setta nociva”, ma una realtà giuridica riconosciuta dallo Stato Italiano. Gorietti aveva portato il popolo fuori dall’Egitto della clandestinità.

Le Tappe dell’Istituzionalizzazione

Anno Evento Ruolo di Gorietti
1935 Circolare Buffarini-Guidi (Divieto di Culto) Leader della resistenza spirituale clandestina a Roma.
1947 Convegno Nazionale e Affiliazione AG USA Promotore dell’unità e dell’accordo di cooperazione con le AG (senza perdita di autonomia).
1955 Abrogazione Circolare Buffarini-Guidi Pressione costante sulle autorità per il ripristino delle libertà costituzionali.
1959 Riconoscimento Ente Morale (D.P.R. 1349) Architetto principale del riconoscimento giuridico. Primo Presidente dell’Ente.

5. Il Ministero Pastorale e la Visione

Gorietti non era solo un amministratore; era un pastore con una visione olistica. Sotto la sua presidenza, le ADI non si limitarono a sopravvivere, ma fiorirono:

  • Istituto Biblico Italiano (IBI): Gorietti sostenne con forza la necessità di una formazione teologica per i ministri, per proteggere il movimento da eresie e fanatismi.
  • Editoria: Promosse la nascita del periodico “Risveglio Pentecostale” per unificare la dottrina e informare le chiese.
  • RadioEvangelo: Intuì la potenza dei mass media, sostenendo la nascita delle trasmissioni radiofoniche che portarono il Vangelo nelle case degli italiani.

6. L’Eredità e il Passaggio di Testimone

Umberto Gorietti guidò le ADI fino alla fine degli anni ’70, gestendo con saggezza il delicato passaggio generazionale verso figure come Francesco Toppi. La sua leadership fu caratterizzata da autorità, ma anche da un profondo senso di responsabilità verso la “sana dottrina”.

Morì nel 1982, lasciando un movimento strutturato, rispettato e libero. Se oggi le Assemblee di Dio in Italia possono operare alla luce del sole, avere luoghi di culto aperti e godere di un’Intesa con lo Stato (firmata poi dal suo successore), il merito storico va alla visione lungimirante e alla tenacia di Umberto N. Gorietti.

Umberto Gorietti presiede un Convegno Nazionale negli anni '50
Fig. 2 – Gorietti al pulpito durante un Convegno Nazionale: ordine, dottrina e visione.
“Dio è un Dio di ordine. L’organizzazione non spegne lo Spirito, ma crea l’alveo in cui il fiume della grazia può scorrere senza disperdersi.” – Sintesi del pensiero di Umberto Gorietti

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