L’INCARICO TEOLOGICO AGLI STUDENTI – TOPEKA 1901

L’Incarico Teologico

La Genesi Accademica della Dottrina Pentecostale
DICEMBRE 1900 • TOPEKA
Nel dicembre del 1900, il movimento di Santità (Holiness) era arrivato a un punto morto. Migliaia di credenti avevano sperimentato la “Seconda Benedizione” (Santificazione), ma sentivano che mancava ancora la potenza descritta nel libro degli Atti.

C’era confusione totale. Alcuni dicevano che il Battesimo nello Spirito fosse la “santificazione radicale”. Altri dicevano che fosse il “battesimo di fuoco” (urla, salti, trance). Charles Parham, uomo di mente analitica, era insoddisfatto di queste risposte soggettive. Voleva una certezza oggettiva, una “Prova Biblica” (Bible Evidence) che fosse uguale per tutti, in ogni tempo.
I. La Partenza e l’Incarico
Dovendo lasciare Topeka per tre giorni per tenere conferenze a Kansas City, Parham fece una mossa pedagogica geniale. Non predicò la sua opinione. Assegnò agli studenti un compito di ricerca, confidando che lo Spirito Santo li avrebbe guidati alla stessa conclusione attraverso la Scrittura.
“Studenti, non voglio che speculiate. Voglio che studiate la Parola.

Il nostro compito è scoprire la verità apostolica. Leggete il libro degli Atti, capitolo per capitolo. Esaminate ogni istanza in cui il Battesimo scende sui credenti.

Trovate l’evidenza inconfutabile. Trovate il segno che si ripete sempre. Al mio ritorno, voglio il vostro verdetto.”
— Charles F. Parham, Dicembre 1900
Per tre giorni, la villa “Stone’s Folly” divenne un laboratorio di analisi testuale. Gli studenti misero da parte i commentari metodisti e le tradizioni. Applicarono il Metodo Induttivo: osservare i dati biblici senza pregiudizi e trarre una legge universale.
Studio del Libro degli Atti L’unica autorità ammessa: Il testo greco e la King James Version
II. La Matrice Esegetica
Ecco la ricostruzione esatta del lavoro svolto dagli studenti. Analizzarono i quattro capitoli chiave degli Atti.
ATTI 2:4 (Gerusalemme) “Tutti furono riempiti di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue…” EVIDENZA: Parlare in Lingue.
ATTI 10:46 (Casa di Cornelio) “Poiché li udivano parlare in lingue e magnificare Dio…” EVIDENZA: Parlare in Lingue.
ATTI 19:6 (Efeso) “Quando Paolo impose loro le mani, lo Spirito Santo scese su di loro e parlavano in lingue e profetizzavano.” EVIDENZA: Parlare in Lingue.
ATTI 8 (Samaria) “Simone vide che lo Spirito veniva dato…” (Non è specificato, ma Simone offrì denaro per avere quel potere visibile). DEDUZIONE: Ci fu un segno visibile/udibile (implicito: Lingue).
III. Il Consenso Unanime
La mattina del 31 dicembre 1900, Parham tornò. Suonò la campana per l’assemblea mattutina nella cappella. Chiese: “Cosa avete trovato?”.

Non ci fu dibattito. Non ci furono opinioni contrastanti. Quaranta studenti, lavorando indipendentemente o in piccoli gruppi, erano arrivati alla stessa, identica conclusione.
IL VERDETTO DI TOPEKA
“In ogni occasione biblica in cui lo Spirito Santo è sceso con potenza battesimale, l’evidenza indiscutibile è stata il PARLARE IN ALTRE LINGUE.

Pertanto, noi non cercheremo più sensazioni, ma aspetteremo finché Dio non ci darà questa specifica evidenza scritturale.”
Questo momento intellettuale fu la chiave di volta. Trasformò una vaga speranza mistica in una aspettativa concreta di fede. Sapevano *cosa* cercare.
La sera stessa, durante la veglia di Capodanno, Agnes Ozman non chiese genericamente “una benedizione”. Chiese specificamente: “Imponi le mani affinché io riceva le lingue”.

La teologia aveva preparato la pista di atterraggio per il miracolo.
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