JOHN WESLEY

La Salvezza per Fede

Predicato a St. Mary’s, Oxford, davanti all’Università, il 18 Giugno 1738
“Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio: non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti.” — EFESINI 2:8-9
Tutte le benedizioni che Dio ha elargito all’uomo provengono dalla sua mera grazia, generosità o favore; dal suo amore immeritato e gratuito; favore del tutto immeritato; l’uomo non avendo alcun diritto al minimo dei suoi benefici. Fu la grazia gratuita che “formò l’uomo dalla polvere della terra e soffiò in lui un’anima vivente”, e impresse in quell’anima l’immagine di Dio e mise “ogni cosa sotto i suoi piedi”.
La stessa grazia gratuita continua verso di noi, in questo giorno: vita, respiro e tutte le cose, poiché c’è nulla di ciò che siamo, o abbiamo, o facciamo, che possa meritare la minima cosa dalla mano di Dio. “Tutte le nostre opere, tu, o Dio, le hai compiute in noi”. Queste, quindi, sono tante altre istanze di generosità gratuita: e qualunque giustizia si trovi nell’uomo, anche questa è dono di Dio.
Con quale retorica allora oseremo dire: “Ho meritato qualcosa dalle mani di Dio”? Noi siamo peccatori per natura e per azione! Eppure Dio non ci ha abbandonato ma ha trovato un riscatto per noi. “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito”.
La grazia, quindi, è la fonte della salvezza e la fede la condizione. Per non cadere dalla grazia di Dio, è opportuno esaminare attentamente:
I. Qual è la fede mediante la quale siamo salvati.
II. Qual è la salvezza che si ottiene mediante la fede.
III. Rispondere ad alcune obiezioni.
Punto Primo

La Natura della Fede

Innanzitutto, cos’è la fede mediante la quale siamo salvati?
Non è solo la fede di un pagano. Ora, Dio richiede da un pagano che creda “che Dio esiste, e che è il rimuneratore di coloro che lo cercano diligentemente”. Ma questa fede non salva.
Non è nemmeno la fede di un diavolo. Poiché i demoni credono non solo che c’è un Dio saggio e potente, ma anche che Gesù è il Figlio di Dio, il Cristo, il Salvatore del mondo. Eppure, nonostante questa fede, restano diavoli. La loro fede manca di amore e di obbedienza.
E non è nemmeno quella fede che gli Apostoli avevano mentre Cristo era ancora sulla terra. Essi credevano in Lui, lasciavano tutto per seguirlo, avevano potere di guarire i malati e scacciare demoni. Eppure, non avevano ancora “la fede che salva” nel senso pieno, poiché non avevano ancora ricevuto lo Spirito Santo come Consolatore interiore.
Qual è dunque questa fede? Non è solo un assenso speculativo e razionale, ma una disposizione del cuore. È una fiducia sicura e una confidenza che un uomo ha in Dio, che attraverso i meriti di Cristo i suoi peccati sono perdonati e lui è riconciliato col favore di Dio.
È una recumbency (un appoggiarsi) su di Lui come nostra espiazione e nostra vita, come dato per noi e vivente in noi. È chiudere con Cristo e stringersi a Lui come nostra saggezza, giustizia, santificazione e redenzione.
Punto Secondo

La Natura della Salvezza

Qual è la salvezza che si ottiene mediante la fede?
Non intendiamo principalmente il paradiso futuro, ma la salvezza presente. “Voi siete salvati” (dice l’Apostolo, al presente).
Siamo salvati (o giustificati) dalla colpa di ogni peccato passato. Per colui che crede non c’è più condanna. Tutti i suoi peccati passati, in pensieri, parole e opere, sono cancellati. Dio non li ricorda più. Egli è “accettato nel Diletto”.
Siamo salvati dalla paura. Non dalla paura filiale di offendere Dio, ma dalla paura servile; dalla paura che ha tormento; dalla paura della morte e dell’inferno; dalla paura dell’ira di Dio. Lo Spirito stesso attesta al nostro spirito che siamo figli di Dio.
Siamo salvati dal potere del peccato. Chiunque è nato da Dio non commette peccato (nel senso di abitudine volontaria). Il peccato non ha più dominio su di lui. Essendo nati dallo Spirito, camminiamo secondo lo Spirito.
Punto Terzo

Risposta alle Obiezioni

Obiezione 1: “Predicare la salvezza per fede e non per opere porterà gli uomini al peccato”.
Risposta: Al contrario! Questa fede opera per mezzo dell’amore. L’amore per Dio e per l’uomo non può produrre peccato, ma solo santità. Chi ha questa fede non può vivere nel peccato più di quanto un uomo possa vivere senza respirare.
Obiezione 2: “Non servono dunque le buone opere?”.
Risposta: Certo che servono! Ma non per la giustificazione. Esse seguono la giustificazione, non la precedono. Un albero deve essere buono prima di poter portare buoni frutti. Noi non facciamo opere per *essere* perdonati, ma *perché siamo* perdonati.
Obiezione 3: “Questa dottrina porta alla disperazione”.
Risposta: Porta alla disperazione di salvarsi da soli, sì! Ed è necessario. Dobbiamo disperare della nostra giustizia per ricevere la giustizia di Cristo. Solo quando un uomo si riconosce perduto, può essere salvato.
Conclusione

L’Urgenza della Verità

Non c’è altro fondamento che questo. Nessun altro modo per trovare pace con Dio. In questi tempi, in cui l’eresia e l’incredulità dilagano come un’inondazione, questa è la diga che deve essere innalzata: Salvezza per grazia mediante la fede. È questa dottrina che fa tremare le fondamenta dell’inferno. È questa che converte i peccatori, consola gli afflitti e santifica i credenti.
Perché dunque tardi? Credi nel Signore Gesù e sarai salvato. Non dire: “Devo prima diventare migliore”. Non puoi diventare migliore finché non credi. Vieni così come sei. Confida nel Sangue dell’Agnello.
O Dio, concedi a tutti noi questa fede! Che noi possiamo conoscere Te, l’unico vero Dio, e Gesù Cristo che tu hai mandato. A Lui sia la gloria nei secoli dei secoli. Amen.

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