La Morte e l’Eredità

L’Ultimo Inverno del Padre del Pentecostalesimo
1929 – ETERNITÀ
Nel gennaio del 1929, l’America era all’apice dei “Roaring Twenties”, ignara che la Grande Depressione era alle porte. A Baxter Springs, Kansas, in una modesta casa, Charles Fox Parham stava combattendo la sua ultima battaglia.

Il suo cuore, danneggiato dalla febbre reumatica infantile e logorato da decenni di predicazione, viaggi e persecuzioni, era ormai esausto. Aveva 55 anni, ma ne dimostrava venti di più. Eppure, lo spirito del “Proiettore” non si spegneva. Pochi giorni prima di morire, aveva pianificato un viaggio in Terra Santa (Palestina) per predicare agli Ebrei, convinto che la fine dei tempi fosse imminente.
I. La Tempesta di Neve
Il 29 Gennaio 1929, una tempesta di neve avvolgeva il Kansas. Nel suo delirio finale, Parham cercava di alzarsi dal letto. Diceva alla moglie Sarah e ai figli: “Devo andare! Le persone stanno aspettando! Devo predicare!”.

Non c’erano folle ad attenderlo quella notte. Morì pacificamente nel pomeriggio, circondato solo dalla sua famiglia e da pochi fedelissimi. La notizia della sua morte non fece scalpore sui giornali nazionali. Il padre del movimento che contava ormai milioni di aderenti nel mondo se ne andò nel silenzio.
CHARLES F. PARHAM
“Nessuno ha amore più grande di questo,
che uno deponga la sua vita per i suoi amici.”
(Giovanni 15:13)
1873 — 1929
Al funerale parteciparono circa 2.500 persone. Non erano i grandi dignitari delle Assemblee di Dio o della Chiesa di Dio in Cristo. Erano la “gente comune”: contadini, operai, persone che Parham aveva guarito imponendo le mani, peccatori che aveva convertito nei saloon e nei teatri. Fu un funerale di orfani che piangevano un padre che il mondo religioso aveva rinnegato.
La Tomba di Parham a Baxter Springs La tomba a Baxter Springs, Kansas. Luogo di pellegrinaggio storico.
II. Il Bilancio dell’Eredità
Oggi, a un secolo di distanza, possiamo guardare oltre gli errori e gli scandali di Parham e vedere ciò che ha realmente lasciato. Non ha lasciato una grande denominazione col suo nome (la sua “Apostolic Faith” rimase piccola), ma ha lasciato i Geni Teologici che sono nel DNA di ogni pentecostale nel mondo.
🔥 LA DOTTRINA DELLE LINGUE

Senza la sua intuizione di Topeka (“Le lingue sono l’evidenza biblica”), il movimento Holiness sarebbe rimasto un movimento di pietà, non di potenza. Parham diede al movimento la sua identità distintiva.

🏫 IL MODELLO DELLA SCUOLA

Il concetto di “Scuola Biblica di Fede” (come Bethel e Houston), dove si vive comunitariamente e si studia la Bibbia senza libri di testo, divenne il modello per l’addestramento dei missionari pentecostali per decenni.

🌍 L’URGENZA MISSIONARIA

Parham collegò il Battesimo nello Spirito all’evangelizzazione mondiale degli ultimi tempi (Latter Rain). Insegnò che la potenza non è per l’estasi personale, ma per il servizio.

III. Il Paradosso Finale

“Charles Parham è la figura più tragica e necessaria del XX secolo religioso. Dio usò un vaso incrinato per versare il vino nuovo.

Il Movimento Pentecostale prese il suo messaggio (le Lingue) ma uccise il messaggero. Forse era necessario: se Parham fosse rimasto al comando, i suoi pregiudizi razziali e le sue stranezze teologiche avrebbero soffocato il fuoco. Dio permise che il Padre fosse messo da parte, affinché i Figli (come Seymour e altri) potessero portare il fuoco dove lui non poteva arrivare.”

Oggi, la storiografia onesta riconosce il suo ruolo. Non come un santo senza macchia, ma come il Catalizzatore. Senza Topeka 1901, non ci sarebbe stata Azusa 1906. Senza la ricerca ossessiva di Parham, il mondo forse attenderebbe ancora la Pioggia dell’Ultima Ora.
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