Lode all’Altissimo
Biografia dell’Autore
Joachim Neander è considerato il più importante innografo della Chiesa Riformata tedesca e uno dei primi precursori del Pietismo. Nato a Brema, proveniva da una lunga stirpe di pastori, ma la sua giovinezza fu segnata dalla ribellione. Da studente universitario, condusse una vita dissoluta e sregolata. La sua conversione avvenne in modo singolare: si recò nella chiesa di St. Martin a Brema insieme a due amici con l’intenzione di deridere il predicatore Theodore Untereyck. Tuttavia, le parole del pastore toccarono la sua coscienza e, invece di schernire, rimase ad ascoltare, intraprendendo poco dopo un cammino di profonda conversione. Divenne in seguito rettore della scuola latina di Düsseldorf. Morì giovanissimo, all’età di soli 30 anni, probabilmente di tubercolosi.
Il Compositore della Musica
La melodia maestosa associata a questo testo non è attribuita a un singolo compositore conosciuto, ma apparve per la prima volta nella raccolta di inni sacri intitolata Ander Theil des Erneuerten Gesangbuchs, pubblicata a Stralsund nel 1665. La melodia è tecnicamente un “corale”, caratterizzato da una struttura metrica solida e vigorosa, progettata per essere cantata all’unisono da grandi congregazioni. Joachim Neander scelse questa melodia preesistente per adattarvi il suo testo nel 1680.
Storia dell’Inno
La composizione di questo inno è legata a una vicenda biografica affascinante che unisce fede e geografia. Durante il suo servizio a Düsseldorf, Neander entrò in conflitto con l’amministrazione ecclesiastica locale a causa del suo zelo pietista e delle riunioni di preghiera private che organizzava, considerate irregolari. Fu sospeso dalle sue funzioni scolastiche e di predicazione per un periodo. In questi mesi di isolamento ed esilio forzato, Neander trovava conforto passeggiando nella natura selvaggia della valle del fiume Düssel, ricca di grotte e formazioni rocciose. Fu proprio in queste caverne e tra questi boschi, contemplando la creazione come rifugio divino nonostante le avversità umane, che scrisse i suoi inni più famosi, tra cui “Lode all’Altissimo”. L’inno è una parafrasi libera dei Salmi 103 e 150, scritta poco prima della sua morte prematura, esprimendo una fiducia incrollabile nella sovranità di Dio.
Curiosità Storica: La valle dove Neander amava passeggiare e comporre fu in seguito rinominata in suo onore dagli abitanti locali: “Neanderthal” (Valle di Neander). Circa due secoli dopo, nel 1856, fu proprio in quella valle (nella grotta Kleine Feldhofer Grotte) che vennero scoperti i resti fossili di un ominide. Ironia della sorte, “l’uomo preistorico” (definito preistorico dalla scienza) è noto oggi come “Uomo di Neanderthal” porta indirettamente il nome di questo giovane innografo che lì cantava le lodi del Creatore.
TESTO ORIGINALE
1. Lode all’Altissimo, Re dell’immenso creato!
Sovr’ali d’aquila salvi noi tutti ha portato.
Ei ci sostien,
Ci guida sempre nel ben
E col Suo Spirto consola!
2. Lode all’Altissimo, Re della grazia infinita!
Tutto Egli donaci: forza, benessere, vita.
No, nel dolor
Non ci abbandona il Signor.
Con Cristo siamo al sicuro.
3. Lode all’Altissimo, Ei che dal cielo ha parlato
E l’Unigenito qual Salvator ci ha donato.
Ei ci affrancò,
E da ogni mal liberò
Vinto ha per sempre il peccato!
4. Lode all’Altissimo, la Pentecoste rinnova,
Spande il Suo Spirito e la Sua Chiesa ritrova
Grazia e fervor,
Potenza, fede ed amor
Per proclamar l’Evangelo!
5. Lode all’Altissimo, lode al Signor della gloria!
Del Re dei secoli noi celebriam la vittoria!
Orsù cantiam
E tutti insiem giubiliam,
In terra e in cielo adoriamo!
