Nel tempio del Signor
Biografia dell’Autore
Un’Anima Segnata dalla Grazia
Massimiliano Tosetto nacque a Campiglia dei Berici il 14 maggio 1877. Artista decoratore di professione, il suo animo fu profondamente toccato dalla Verità evangelica durante la permanenza a Milano, approdando alla fede nel 1898. L’emigrazione negli Stati Uniti (1901) divenne per lui il preludio di un ministero fecondo. A Chicago, nel 1907, ricevette la pienezza dello Spirito Santo, evento che cristallizzò la sua vocazione: riportare il messaggio del Pieno Evangelo in Italia. Divenuto pastore a Niagara Falls, dedicò gran parte della sua esistenza alla cura spirituale delle assemblee e alla redazione di inni, divenendo un pilastro dell’innologia italiana[cite: 3].
Biografia del Compositore
Il Compositore del Risveglio
Barney Elliott Warren, noto nel panorama musicale sacro come B. E. Warren, fu una figura di spicco nel fervido clima del movimento Church of God (Anderson, Indiana) alla fine del XIX secolo. Nato nel 1867, consacrò la sua profonda vena artistica alla composizione di inni atti a sostenere il canto congregazionale e la predicazione, distinguendosi per un talento che univa semplicità melodica a una profonda dottrina spirituale. La sua opera, caratterizzata da una spiccata capacità di elevare il cuore del fedele, divenne parte integrante della letteratura innologica di numerosi risvegli evangelici in Nord America, venendo presto adottata anche dalle comunità italofone oltreoceano per la sua intrinseca solennità. Warren spese la sua intera esistenza nella diffusione della lode, lasciando un’eredità composta da innumerevoli melodie che hanno accompagnato il cammino di fede di generazioni di cristiani[cite: 4].
Vicende Storiche e Aneddoti del Cantico
L’inno “Nel tempio del Signor” costituisce un pilastro della liturgia delle adunanze pentecostali delle origini, fungendo da solenne richiamo alla santità che deve caratterizzare lo spazio dedicato all’adorazione di Dio. Massimiliano Tosetto, con la consueta profondità spirituale, seppe cogliere nel testo di questo cantico l’urgenza di riportare l’attenzione del popolo cristiano non verso l’apparenza esteriore, ma verso la realtà invisibile dell’Altissimo presente nell’assemblea dei santi.
La storiografia legata a questo inno evidenzia come esso venisse spesso intonato all’apertura dei culti, non come consuetudine meccanica, bensì come atto di purificazione mentale e spirituale per i fedeli, che giungevano al locale di culto carichi delle fatiche quotidiane. L’enfasi posta sulla “santa santità” (citazione del testo stesso) richiamava i credenti al rispetto dovuto verso la Casa di Dio, contrapponendo la stoltezza della vanità del mondo alla perenne ricchezza spirituale celata nel “tempio del Signor”. La melodia di B. E. Warren, di solenne procedere, ancorava le menti a questa verità, trasformando il locale di culto in un luogo di reale incontro con il Salvatore, il quale, come promette il testo, ivi si rivela ricolmo di ogni benedizione per coloro che si accostano con umiltà di spirito.
Nel tempio del Signor
1. Nel tempio del Signor
V’è tutta santità;
Si loda il Salvator,
L’Iddio della bontà.
In esso v’è ogni ben,
E lieto il cuor vivrà;
Del giusto che sostien
La verità.
Coro:
Nel tempio siam del Salvator.
Lieti cantiam, viviam d’amor.
Il nostro cuor traboccherà
Dei beni del Signor, se allegro sta.
2. Nel tempio del Signor
V’è cibo a sazietà
Per l’affamato cuor,
ripieno d’umiltà.
In esso il pellegrin
rifugio troverà;
Nell’arduo suo cammin
ristoro avrà.
3. Nel tempio del Signor
V’è sol la verità,
Si predica l’amor,
la vera carità,
Si predica il Vangel
che mai trapasserà,
E che per noi nel ciel
v’è una Città.
