Parla, Signore
Dati Essenziali:
Il cantico “Parla, Signore”, classificato al numero 14 dell’innario, rappresenta una delle perle più intime e riflessive del repertorio corale storico. Nato dalla fruttuosa collaborazione tra due figure cardine dell’emigrazione e del risveglio, Massimiliano Tosetto e Michele Palma, questo brano si distacca dai consueti ritmi marziali per offrire una melodia pacata, associata a una lirica di profonda sottomissione. Veniva intonato tipicamente nei momenti di raccoglimento che precedevano la predicazione o durante la celebrazione della Santa Cena, fungendo da invocazione personale per preparare gli animi all’ascolto.
Biografia dell’Autore e Contesto Storico
La genesi di questo cantico è inseparabile dalla profonda amicizia nata nei cantieri e nelle botteghe di Chicago nei primissimi anni del Novecento. Massimiliano Tosetto lavorava come pittore e decoratore d’interni, e fu proprio in ambito lavorativo, presso gli stabilimenti della celebre ditta “Marshall Field”, che conobbe un giovane e talentuoso mosaicista pugliese di nome Michele Palma (1884-1963), giunto a Chicago nel 1909 dalla cittadina di Torremaggiore (Foggia). Tosetto, che aveva già sperimentato un radicale rinnovamento spirituale, iniziò a parlare con fervore al suo collega durante le pause di lavoro, invitandolo assiduamente alle riunioni di preghiera.
Palma, come riportano i biografi storiografici dell’epoca, descrisse la sua conversione con un’immagine fisica e tattile molto vivida: affermò di aver “sentito la mano di Dio scendere e tirarlo per la giacca verso di Sé”. Nel 1912 visse un’esperienza spirituale totalizzante che lo spinse a dedicarsi interamente all’opera ministeriale. Da quel momento, le vite dei due artigiani italiani si unirono in un sodalizio indissolubile, non solo nell’opera di predicazione, ma soprattutto nella stesura e traduzione dei cantici per le comunità della diaspora italo-americana.
L’Aneddoto Storico: La Pianista e il Mosaico Musicale
Mentre Tosetto e Palma lavoravano insieme instancabilmente per tradurre e comporre i testi che avrebbero poi formato il monumentale Nuovo Libro di Inni e Salmi Spirituali, la componente prettamente musicale dell’opera fu fortemente arricchita da una figura femminile di spicco: Caterina Gardella (1885-1958). Sposatasi con Michele Palma nel novembre del 1910, Caterina era una pianista dotata di uno straordinario orecchio musicale e di grande sensibilità. Quando la famiglia Palma si trasferì a Syracuse, nello stato di New York, nel 1920 per fondare e pascere una nuova congregazione, le abilità musicali di Caterina si rivelarono fondamentali.
Le testimonianze storiche narrano che “Parla, Signore” prese forma proprio all’interno delle mura domestiche dei Palma: Michele e Massimiliano tessevano le rime e i versi come tessere di un mosaico o pennellate di un affresco – richiamando in questo i loro rispettivi mestieri artigianali – mentre Caterina cercava sui tasti del pianoforte le progressioni armoniche più adatte a trasmettere un profondo senso di pace e sacralità. Michele Palma divenne in seguito una figura di altissimo riferimento, servendo come pastore a Syracuse per ben trentotto anni e presiedendo consigli generali nazionali, ma mantenne sempre nel cuore, come il testo di questo inno suggerisce, l’umiltà di chi desidera unicamente mettersi in ascolto del proprio Creatore.
TESTO ORIGINALE ITALIANO
Parla, Signore
1. Parla, parla, Signore in quest’ora,
Ché col cuore Ti voglio ascoltar.
Il Tuo dire trasforma, ristora,
Rende savio e fa prosperar.
Coro:
Benedetto il Tuo Nome in eterno,
Ché Tu parli a chi ascolta col cuor,
Di giustizia, d’amore superno,
D’allegrezza, di pace e splendor.
2. Parla, parla, Signore, ché ascolto
Col mio cuore e con tutta la fé,
Riguardando al glorioso Tuo volto
Che risplende d’amore su me.
3. Parla, parla, al mio cuore puoi dire
Grandi cose, benigno Signor;
Io son pronto, disposto a ubbidire
La parola del grande Tuo amor.
