Lottiam col Cristo

(Inno 11 – Inni di Lode)
Anno: 1858 (Testo) / 1901 (Musica)  |  Autore: George Duffield Jr.  |  Denominazione Autore: Presbiteriano  |  Musica: Adam Geibel
George Duffield Jr. Biografia Autore
Adam Geibel Biografia Compositore
Lottiam col Cristo Storia dell’Inno

Dati Essenziali:
Il testo originale inglese, “Stand Up, Stand Up for Jesus”, è stato composto nel 1858 dal pastore presbiteriano George Duffield Jr., ispirato in modo drammatico dalle ultime parole in punto di morte di un suo fraterno amico e collega. La vibrante e celebre traduzione italiana si deve all’opera di Ernesto Giampiccoli (1869-1921), figura di spicco della storiografia protestante italiana, che seppe mantenere inalterato l’ardore militare e trionfale dell’originale.

Biografia dell’Autore e Storia dell’Inno

George Duffield Jr.

George Duffield Jr. (1818–1888)

L’Aneddoto Drammatico: Il Braccio Perduto e le Ultime Parole

George Duffield Jr. è Nato il 12 settembre 1818 a Carlisle, nello Stato della Pennsylvania, egli vide la luce all’interno di una stirpe che aveva già offerto all’Eterno illustri servitori. Suo nonno, l’omonimo reverendo George Duffield, era stato un uomo di tempra eccezionale, servendo come co-cappellano del Congresso Continentale durante gli anni di fuoco della Rivoluzione Americana, affrontando privazioni e pericoli per sostenere spiritualmente la nascente nazione. Suo padre, anch’egli pastore presbiteriano di grande levatura teologica, guidò congregazioni di rilievo a Filadelfia, New York e Detroit. Cresciuto in un focolare domestico dove il timor di Dio, la rigida disciplina calvinista e lo studio delle Sacre Scritture costituivano il pane quotidiano, il giovane George dimostrò fin dalla fanciullezza un intelletto vivace e una profonda inclinazione alle cose dello Spirito. Sospinto dal desiderio di prepararsi adeguatamente al sacro ministero, intraprese studi accademici di altissimo profilo. Si immatricolò presso il prestigioso Yale College, conseguendo la laurea nel 1837 con eccellenti profitti, per poi varcare le soglie dell’Union Theological Seminary di New York, dove affinò la propria dottrina teologica, diplomandosi nel 1840. Il Ministero Pastorale e l’Impegno Civile Consacrato al ministero pastorale mediante l’ordinazione nella Chiesa Presbiteriana nell’ottobre del 1840, Duffield intraprese un lungo e fecondo pellegrinaggio che lo portò a pascere numerose greggi sparse per l’espansione del continente americano. Il suo ministero lo vide sul pulpito a Brooklyn (New York) dal 1840 al 1847, a Bloomfield (New Jersey) dal 1847 al 1852, e successivamente presso la Temple Presbyterian Church di Filadelfia (Pennsylvania) dal 1852 al 1861. Dopo aver lasciato Filadelfia nel 1861, il ministero di Duffield proseguì incalzante verso il Midwest. Condusse congregazioni ad Adrian (Michigan), Galesburg (Illinois), Saginaw, Ann Arbor e Lansing (Michigan), spendendosi senza riserve per l’edificazione dei credenti in regioni in rapido sviluppo demografico e spirituale. Il suo ministero fu sempre caratterizzato da una pastorale attenta, da uno zelo missionario inestinguibile e da una fedeltà assoluta al mandato apostolico. Nel 1884, sentendo il peso degli anni e delle fatiche accumulate nel servizio al Maestro, si ritirò dal ministero attivo, stabilendosi a Bloomfield, nel New Jersey. Qui trascorse il crepuscolo della sua vita terrena, circondato dal rispetto della fratellanza e immerso nella meditazione delle Scritture che aveva fedelmente predicato per quasi mezzo secolo. George Duffield Jr. fu chiamato alla presenza del Signore il 6 luglio 1888, all’età di sessantanove anni. Spirò serenamente, deponendo l’armatura terrena per ricevere la corona di giustizia, avendo combattuto il buon combattimento della fede ed essendo rimasto fedele, fino alla fine, al monito che egli stesso aveva immortalato nei suoi versi: lottare in piedi, con coraggio, per il Suo Re.

L’Aneddoto Drammatico: Il Braccio Perduto e le Ultime Parole

La composizione di “Lottiam col Cristo” è legata a una delle vicende più tragiche e commoventi dell’innologia nordamericana del diciannovesimo secolo. Nella primavera del 1858, la città di Filadelfia fu scossa da un vasto risveglio, guidato tra gli altri dal giovane e carismatico reverendo episcopale Dudley Atkins Tyng. Tyng era un uomo dal grande coraggio civile: pochi mesi prima era stato persino costretto a dimattersi dalla sua prestigiosa parrocchia per aver predicato vigorosamente contro la schiavitù. Nonostante ciò, il suo ministero in campo aperto attirava folle immense.

Il 30 marzo 1858, Tyng tenne un memorabile sermone davanti a oltre cinquemila giovani riuniti alla YMCA, dichiarando dal pulpito: “Preferirei che questo mio braccio destro fosse amputato alla spalla, piuttosto che mancare al mio dovere di consegnarvi il messaggio di Dio!”. Pochi giorni dopo, recatosi nella sua tenuta di campagna, Tyng si fermò nel fienile per accarezzare un mulo che azionava una sgranatrice meccanica per il mais. Improvvisamente, la larga manica della sua giacca si impigliò tra gli inesorabili ingranaggi in movimento. Il suo braccio destro venne tirato dentro i meccanismi e orribilmente lacerato. L’infezione e lo shock si rivelarono fatali, e nel giro di una settimana il giovane predicatore giunse in punto di morte.

Dr. George Duffield Jr., fraterno amico di Tyng, accorse al suo capezzale. Con l’ultimo respiro rimasto, quando gli fu chiesto se avesse un messaggio finale da lasciare ai confratelli predicatori impegnati nel risveglio, Tyng sussurrò debolmente: “Dite loro di lottare per Gesù” (“Tell them to stand up for Jesus”). Sconvolto dal dolore, Duffield tornò nel suo studio e trasformò quelle parole morenti in versi. La domenica seguente, predicando alla sua congregazione sul capitolo 6 della lettera agli Efesini (l’armatura del cristiano), Duffield concluse il suo sermone recitando per la prima volta la poesia “Stand Up, Stand Up for Jesus”. Il sovrintendente della sua scuola domenicale, commosso, ne stampò delle copie da distribuire ai bambini: da quel modesto foglietto di carta, il cantico fece il giro del mondo.

Biografia del Compositore

Adam Geibel

Adam Geibel (1855–1933)

Il Compositore: Un Talento nel Buio

Sebbene il testo di Duffield sia stato accompagnato nel corso della storia da diverse melodie, le Chiese Evangeliche in Italia ne consacrarono l’uso prevalentemente sull’imponente e trionfale partitura composta nel 1901 dall’illustre musicista Adam Geibel. La storia personale di Geibel è sbalorditiva. Nato in Germania nel 1855 ed emigrato in America da bambino, la sua vita fu segnata da una tragedia infantile: a causa di un’infezione non curata contratta a soli otto giorni di vita, Geibel divenne totalmente cieco per il resto della sua esistenza.

Tuttavia, il buio fisico acuì a dismisura la sua sensibilità musicale. Educato presso il Philadelphia Institution for the Blind, emerse come uno degli organisti, compositori e direttori di coro più dotati del suo tempo. Fondò persino una propria fiorente casa editrice musicale (la Adam Geibel Music Company). La musica che ideò per questo inno si distingue per il suo irresistibile incedere di marcia, dotato di una linea armonica brillante che, in particolar modo nell’esplosione del coro (“Lottiam, lottiam col Cristo…”), evoca in modo vividissimo il passo sicuro e coordinato di una schiera in movimento. Fu proprio il genio di questo musicista cieco a dare ali all’appello finale di un predicatore morente, creando un connubio storico di impareggiabile forza emotiva.

Lottiam col Cristo

1. Lottiam, lottiam col Cristo
Soldati della fé,
Seguiam la Sua bandiera
Ei solo è nostro Re!
Poiché nessun nemico
Resistere Gli può.
Vittorioso è sempre
Chi in Lui si confidò.

Coro:
Lottiam, lottiam col Cristo,
Soldati della fé;
Seguiam la Sua bandiera
Ei solo, Ei solo è il nostro Re.

2. Lottiam, lottiam col Cristo,
Lottiamo contro il mal
Che trascinarci tenta
Nel corso suo fatal;
Son vane le lusinghe
Del tristo tentator,
Mai non sarà ingannato
Chi segue il Salvator.

3. Lottiam, lottiam col Cristo
Coll’armi ch’Ei ci dà:
La Fede, la Speranza,
La vera carità.
Se nella dura lotta
Col Cristo soffrirem,
In alto i cuori! Presto
Con Lui trionferem.

Stand Up, Stand Up for Jesus

1. Stand up, stand up for Jesus,
Ye soldiers of the cross;
Lift high His royal banner,
It must not suffer loss.
From vict’ry unto vict’ry
His army shall He lead,
Till ev’ry foe is vanquished,
And Christ is Lord indeed.

Coro:
Stand up for Jesus,
Ye soldiers of the cross;
Lift high His royal banner,
It must not, it must not suffer loss.

2. Stand up, stand up for Jesus,
The trumpet call obey;
Forth to the mighty conflict,
In this His glorious day.
Ye that are men now serve Him
Against unnumbered foes;
Let courage rise with danger,
And strength to strength oppose.

3. Stand up, stand up for Jesus,
Stand in His strength alone;
The arm of flesh will fail you,
Ye dare not trust your own.
Put on the gospel armor,
Each piece put on with prayer;
Where duty calls or danger,
Be never wanting there.

Spartito musicale

Spartito Lottiam col Cristo
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