Hot Springs 1914

Dal Caos all’Ordine Costituzionale
2-12 APRILE 1914 • ARKANSAS
Non fu un incontro segreto. Fu un’assemblea solenne. Rispondendo all’appello di E.N. Bell, oltre 300 delegati (pastori, evangelisti, missionari) confluirono nella città termale di Hot Springs, Arkansas.

La location scelta era profetica: il Grand Opera House. Un teatro. Dio stava per incanalare il movimento pentecostale nell’ordine biblico. Il primo atto (Azusa) era stato l’esplosione spontanea. Il secondo atto (Hot Springs) doveva essere la costruzione delle fondamenta.
GENERAL COUNCIL OF PENTECOSTAL SAINTS
DELEGATE PASS
APRIL 2-12, 1914
L’atmosfera era tesa. Molti temevano che si stesse creando una “macchina umana” che avrebbe spento lo Spirito. Altri, specialmente i missionari, sapevano che senza organizzazione non avrebbero potuto sopravvivere.
Per tre giorni pregarono e basta. Solo dopo aver sentito l’approvazione dello Spirito, iniziarono i lavori parlamentari.
Grand Opera House, Hot Springs Il Grand Opera House. Qui nacquero le Assemblies of God.

La Risoluzione Storica

Il risultato più importante del congresso fu il “Preamble” (Preambolo). I delegati scelsero il nome “Assemblies of God” (basato su Ebrei 12:23) e scrissero una dichiarazione che è ancora oggi il cuore del movimento. Non volevano essere una “setta”, ma una “comunione volontaria”.
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“Noi riconosciamo noi stessi come una COOPERATIVA DI COMUNIONE
Noi ripudiamo l’idea di stabilire un altro corpo settario o denominazionale, ma riconosciamo i principi scritturali di unità, cooperazione e uguaglianza per la propagazione del Vangelo fino ai confini della terra.”

— Dalla Risoluzione Costitutiva, 1914

Il Primo Esecutivo

PRIMO CHAIRMAN (PRESIDENTE)
Eudorus N. Bell

Ex pastore Battista del Sud. Un uomo di grande cultura e stabilità teologica. Fu scelto per la sua saggezza paterna.

PRIMO SEGRETARIO
J. Roswell Flower

Un giovane visionario di 26 anni. Fu lui a creare la struttura missionaria e editoriale che avrebbe portato le AG nel futuro.

Quando il congresso finì il 12 Aprile, il movimento aveva un nome, una leadership e una missione. Ma non aveva ancora una teologia scritta. Quella sarebbe stata la prossima, dolorosa battaglia da combattere nel 1916.
Tuttavia, il miracolo era avvenuto: il “fuoco selvaggio” aveva ora un caminetto dove bruciare senza distruggere la casa.
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