William J. Seymour
Tra i Pionieri della Pentecoste (1870-1922)Nato nella povertà estrema della Louisiana durante la Ricostruzione, Seymour conobbe la sofferenza fin dalla culla. Il vaiolo lo segnò a vita, rendendolo cieco da un occhio e butterato in viso. Ma quella cecità fisica sembrava aver acuito la sua immensa vista spirituale. Seleziona uno dei dossier sottostanti per esplorare in profondità le tappe del grande Risveglio di cui è stato protagonista indiscusso.
William J. Seymour: L’uomo scelto per guidare il risveglio.
I. Il Viaggio verso l’Ovest
Dopo gli anni di formazione a Houston, Seymour ricevette un invito inaspettato a Los Angeles. Il suo primo sermone fu su Atti 2:4. Il problema? Seymour non aveva mai parlato in lingue. La congregazione, scandalizzata, gli chiuse le porte in faccia. Si ritrovò per strada, senza soldi e senza chiesa, eppure perfettamente nel piano di Dio.
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La casa degli Asberry a Bonnie Brae Street.
II. 214 North Bonnie Brae
Accolto in casa da Richard e Ruth Asberry, Seymour iniziò una riunione di preghiera senza pulpito, solo con sedie e una profonda fame di Dio. Il 9 Aprile 1906, il fuoco cadde. La notizia si sparse così velocemente che la folla radunatasi sul portico fece crollare il pavimento della casa. Serviva un posto più grande.
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312 Azusa Street.
III. La Stalla e la Missione
Trovarono un edificio abbandonato al 312 di Azusa Street, una ex stalla con pavimento in terra battuta. Seymour predicava nascondendo la testa in due casse di scarpe per pregare, rifiutando di farsi vedere dalla congregazione. Qui, i muri razziali crollarono. Bianchi, neri e ispanici adoravano insieme nella polvere, segnando la storia.
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L’Umile Edificio di Azusa Street
IV. L’Edificio
Al piano superiore, c’era una stanza lunga che serviva da dormitorio per Seymour e altri leader. Era chiamata la “Prayer Room” o “Upper Room”.
Questa stanza aveva una funzione vitale. Prima di ogni culto, Seymour saliva lì. Si diceva che mettesse la testa in una cassa di legno vuota per focalizzarsi solo su Dio.
V. L’Atmosfera
Improvvisamente, senza che nessuno desse il via, centinaia di persone iniziavano a cantare in lingue. Non era caotico. Era un’armonia polifonica perfetta. Chi aveva il dono del canto intonava una melodia, e gli altri rispondevano con armonie complesse che nessun musicista umano avrebbe potuto arrangiare all’istante.
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Il Primo gruppo di fratelli che frequentarono la Missione di Azusa Street
VI. I Miracoli
Non parliamo di suggestione. Parliamo di ossa che si riallineavano con rumori udibili, di tumori che sparivano istantaneamente e di fenomeni fisici che attiravano l’attenzione delle autorità civili.
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Dal Settembre 1906 al 1908, la missione pubblicò un giornale gratuito. Questi fogli storici, inviati in tutto il mondo, contengono le testimonianze oculari, i miracoli e le predicazioni originali direttamente dalla penna dei protagonisti. I documenti originali tradotti.
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