O Signor dei signor

(Inno 54 – Inni di Lode)
Anno: 1928  |  Autore Testo: Massimiliano Tosetto  |  Compositore Melodia: Daniel Brink Towner
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Massimiliano Tosetto Biografia Autore del Testo
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Daniel Brink Towner Biografia Compositore
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Storia del Cantico Vicende storiche dell’Inno 54

Biografia dell’Autore del Testo

Massimiliano Tosetto

Massimiliano Tosetto (1877–1948)

Le Origini, il Lavoro Secolare e la Conversione

Massimiliano Tosetto Viola nacque il 14 maggio del 1877 a Campiglia dei Berici, nella provincia di Vicenza, all’interno di un contesto rurale e profundamente segnato dalle rigide tradizioni cattoliche dell’epoca. Sospinto dalla necessità di provvedere al proprio onesto sostentamento, si trasferì in gioventù a Milano. Ivi esercitò la professione di pittore di affreschi e decoratore d’interni, affinando e perfezionando le proprie attitudini artistiche presso l’Istituto d’Arte del capoluogo lombardo. Fu proprio a Milano che, intorno all’anno 1898, l’Eterno operò sovranamente nella sua vita: frequentando una locale Chiesa Evangelica Battista, Tosetto fu attratto dalla predicazione della grazia salvifica, intraprendendo un profondo cammino di sottomissione alle Sacre Scritture.

L’Emigrazione e il Battesimo nello Spirito Santo

Le aspre contingenze economiche di fine secolo lo indussero a emigrare negli Stati Uniti d’America. Sbarcò a New York il 28 giugno 1901 e, alla fine del 1903, fissò la propria dimora a Chicago. In questa fiorente metropoli trovò un onorevole impiego presso la celebre Marshall Field and Company, azienda che richiedeva maestranze di alto profilo per le decorazioni dei propri edifici. Parallelamente al lavoro secolare, il suo percorso di fede si intensificò frequentando i culti della rinomata Moody Memorial Church.

L’evento che segnò indelebilmente la sua esistenza e il suo futuro ministero si compì intorno al 1907. In quel volgere di tempo, Tosetto si accostò alla North Avenue Mission condotta dal pastore William Durham. Fu in tale consesso che, unitamente a ferventi pionieri quali Luigi Francescon, Pietro Ottolini e Giacomo Lombardi, udì e accolse la testimonianza del pieno Evangelo. Sottomettendosi al consiglio divino in assidua preghiera, ricercò e ricevette il battesimo nello Spirito Santo, attestato dal segno biblico del parlare in altre lingue, suggellando così la propria totale consacrazione all’opera di Cristo.

Il Ritorno in Patria e l’Aspra Persecuzione

Animato da un santo zelo e dal peso spirituale per le anime della sua terra d’origine, nel 1908 Tosetto intraprese il viaggio di ritorno verso Campiglia dei Berici per recare l’annuncio della salvezza. Impiegando i propri risparmi, eresse in quel luogo il primo edificio di culto pentecostale sul suolo italiano. Tale atto di devozione suscitò un’immediata e dolorosa opposizione da parte del clero cattolico: il sacerdote del paese giunse a redigere e diffondere pubblicamente un opuscolo diffamatorio intitolato “Un lebbroso a Campiglia”, provocando finanche l’intervento formale del Vescovo di Vicenza volto a sopprimere la nascente testimonianza. Pur circondato da calunnie e ostilità, il seme della Parola fu piantato con integrità.

Il Ministero Pastorale e l’Eredità Innografica

Rientrato definitivamente in terra americana, l’Eterno lo chiamò a pascere il gregge. Diversamente da altri pionieri che rimasero a Chicago, Tosetto assunse la conduzione pastorale della Walnut Avenue Christian Church a Niagara Falls, nello Stato di New York, ministero che portò avanti con fedeltà ininterrotta per ventinove anni. La sua figura divenne un saldo punto di riferimento per le assemblee italiane non organizzate del Nord America, al punto che proprio la sua comunità di Niagara Falls ospitò, nel 1927, la prima storica Convenzione Generale del movimento.

Avvertendo la pressante necessità di fornire alla fratellanza una vera raccolta di inni e cantici spirituali in lingua italiana, dedicò lunghe fatiche alla redazione, traduzione e composizione di cantici. Questa pia dedizione culminò nella cura e nella pubblicazione del Nuovo Libro di Inni e Salmi Spirituali, dato alle stampe a Chicago nel 1928, opera che ha nutrito e strutturato l’innologia delle assemblee pentecostali italiane per generazioni. Il suo fecondo pellegrinaggio terreno e l’attività spirituale andò oltre il ministero pastorale, lasciando un segno profondo in tutto il movimento pentecostale in America. È stato promotore di un concilio tra le chiese evangeliche statunitensi, autore di inni sacri ancora oggi recitati nelle celebrazioni pentecostali. Morì a Montreal il 10 settembre 1948, nello stesso giorno in cui aveva predicato un sermon dal titolo “Preziosa agli occhi del Signore è la morte dei Suoi santi”. Lo concluse dicendo: “Mi sento come se avessi ali pronte a volare”.

Biografia del Compositore

Daniel Brink Towner

Daniel Brink Towner (1850–1919)

Daniel Brink Towner nacque il 17 marzo 1850 a Rome, nella contea di Bradford, in Pennsylvania. Allevato sotto la guida spirituale di una famiglia devota, ereditò dal padre una profonda sensibilità musicale e una voce baritonale di rara bellezza. Manifestò sin dalla prima giovinezza una spiccata attitudine per la direzione corale e la composizione sacra, completando studi musicali rigorosi che gli valsero successivamente il conferimento del Dottorato in Musica.

Nel dicembre del 1893, il celebre evangelista Dwight L. Moody lo chiamò a ricoprire l’ufficio di direttore del dipartimento di musica presso il Moody Bible Institute di Chicago. Towner mantenne tale incarico per ventisei anni, fino al giorno della sua dipartita, formando e ammaestrando centinaia di musicisti e cantori consacrati all’evangelizzazione. La sua produzione musicale conta oltre duemila melodie sacre, contraddistinte da una solida struttura armonica e da una maestosa dignità congregazionale. Egli compose melodie celeberrime come ‘Trust and Obey’ e ‘Grace Greater Than Our Sin’, concepite non per il diletto secolare, ma per indurre i cuori alla sottomissione e all’ubbidienza ai decreti divini. Si addormentò nel Signore il 3 ottobre 1919 a Long Beach, in California, lasciando un’impronta indelebile nella storiografia dell’innologia evangelica mondiale.

Vicende Storiche e Contesto dell’Inno

L’Inno 54, “O Signor dei signor”, costituisce un solenne e rigoroso richiamo dottrinale all’assoluto dovere della sottomissione alla sovranità di Dio. La metrica e l’andamento marziale dell’opera riflettono fedelmente il modello compositivo eretto da Daniel B. Towner durante la sua permanenza a Chicago presso l’istituto di Moody, improntato a conferire dignità e fermezza al canto assembleare.

Massimiliano Tosetto, operando nell’alveo delle prime adunanze di immigrati italiani nel Nord America, scelse accuratamente questa tessitura armonica per rivestirla di parole che esprimessero l’ineludibile sottomissione del credente rigenerato al “dir” divino. In un contesto socio-politico segnato dallo sradicamento e dalle tentazioni di un ambiente fortemente secolarizzato, la richiesta di “obbedire a Te solo” si configurava come una solenne barriera spirituale per preservare l’integrità morale della chiesa pellegrina. L’inno esalta l’ubbidienza non come un giogo servile, ma come la via che conduce alla pienezza della grazia e al “gran premio” celeste.

Ambito Storico Contesto Socio-Politico e Movimenti Influenza sull’Esecuzione Sacra
Teologia dell’Ubbidienza Predicazione focalizzata sulla sottomissione totale alla Parola di Dio, opposta al decisionismo superficiale. Uso di accenti forti ed una metrica rigorosa che favorisce una dichiarazione congregazionale ferma ed unanime.
L’Ambiente di Chicago Sodalizio indiretto tra la severità accademica del Moody Institute e il fervore spirituale delle missioni urbane. Tessitura corale ordinata a quattro voci che esclude cadenze profane o andamenti eccessivamente accelerati.

Spartito ed Esecuzione

Spartito O Signor dei signor

O Signor dei signor

1. O Signor dei signor, Mio fedel Salvator.
Voglio sempre a Te solo obbedir.
Non v’è scampo per me, O Signor, Re de’ re,
Se obbedire rifiuto al Tuo dir.

Coro:
O Re dei re… obbedir solo a Te,
Obbedire a Te solo
V’è gran premio per me.

2. La mia fede in Te ognor Rendi forte, o Signor,
Voglio sempre a Te solo obbedir.
Nella patria del ciel, Se sarò a Te fedel,
In eterno sarà il mio gioir.

3. Dietro a Te camminar, O Signor mi puoi far,
Voglio sempre a Te solo obbedir.
Prendi in mano il mio cuor, O fedel buon Pastor,
Giorno e notte Ti voglio seguir.

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