Le Persecuzioni del XX Secolo
Ministero dell’Interno – Direzione Generale di Pubblica Sicurezza – Divisione Affari Generali e Riservati
OGGETTO: Repressione del Culto Pentecostale
“Perseguitati, ma non abbandonati; atterati, ma non uccisi.” (2 Corinzi 4:9)
Roma, 9 Aprile 1935 – XIII E.F.
A S.E. IL PREFETTO – LORO SEDI
Esistono in alcune province del Regno semplici associazioni di fatto, che, sotto la denominazione di pentecostali o pentecostieri o neumatisti, attendono a pratiche di culto in riunioni generalmente non pubbliche.
Il culto professato dalle anzidette associazioni, non riconosciute a norma dell’art. 2 della legge 24 giugno 1929, n. 1159, non può essere ammesso nel Regno, in quanto esso si estrinseca e si concreta in pratiche religiose contrarie all’ordine sociale e nocive all’integrità fisica e psichica della razza.
Pertanto, prego la S.V. di voler disporre che le associazioni in parola vengano tosto sciolte, che ne siano chiusi i locali di riunione e che sia vietata, in qualsiasi modo, l’esplicazione di attività anche nel campo di quelle pratiche del culto, che non siano contrarie all’ordine pubblico e al buon costume.
Si gradirà sollecita assicurazione dell’adempimento.
Il Sottosegretario di Stato
Guido Buffarini-Guidi
Non bisogna immaginare solo grandi processi. La persecuzione era una goccia cinese quotidiana. Bastava un inno cantato troppo forte in una casa privata perché il vicino, spesso istigato dal parroco, chiamasse i Carabinieri. L’accusa era sempre la stessa: “Riunione non autorizzata”, “Fanatismo”, “Attività contraria alla razza”. Le Bibbie venivano sequestrate come materiale sovversivo. I credenti perdevano il lavoro perché etichettati come “nemici della Patria”.
L’apparato repressivo dello Stato fu vigorosamente foraggiato dall’aperta e violenta ostilità delle gerarchie ecclesiastiche maggioritarie. La Chiesa Cattolica vedeva nell’espansione pentecostale una minaccia al proprio monopolio spirituale. Questo astio si palesò in maniera drammatica al Sud Italia. A Massafra (Taranto), in particolare, il clero diffuse capillarmente opuscoli denigratori, infamando i credenti evangelici come esseri diabolici e disturbatori della mente. Questa propaganda d’odio armò le mani del popolino, portando a sassaiole contro le abitazioni private e a delazioni che sfociavano nell’arresto immediato.
NICOLA PATANO: UN TESTIMONE DELLA FEDE
Tra le migliaia di nomi scritti nel libro della vita, ricordiamo oggi Nicola Patano. La sua esperienza è l’emblema di ciò che significava essere pentecostali in quegli anni duri.
Come molti altri fratelli fedeli, fu prelevato dalle forze dell’ordine. Non era un criminale, non era un ladro. La sua unica colpa era pregare un Dio vivente senza l’autorizzazione dello Stato.
Fu portato in caserma. Lì, in quelle stanze fredde e ostili, fu trattenuto per diverse ore. Possiamo immaginare le domande incalzanti del Maresciallo, tipiche di quegli interrogatori:
Il trattenimento in caserma (“fermo di polizia”) era una tattica psicologica precisa: umiliare l’uomo onesto, spaventare la sua famiglia che aspettava a casa senza notizie, e cercare di piegare la sua fede con la paura. Ma Nicola Patano, rimase fermo. Tornò a casa dopo essere stato trattenuto in carcere per un intera giornata, stanco, ma con la coscienza pulita di chi ha sofferto per il Nome di Cristo.
Il fascismo non si limitò alle minacce. I leader furono mandati al Confino di Polizia (esilio interno). Le autorità credevano che, colpendo i pastori, il gregge si sarebbe disperso.
Roberto Bracco: Arrestato più volte, mandato al confino. In carcere scriveva inni su pezzi di carta igienica o sui muri.
Umberto Gorietti: Arrestato mentre celebrava un matrimonio. Mandato al confino.
Ettore Strappaveccia: Pastore di Roma, sorvegliato speciale per anni.
Domenico Fulginiti: Assegnato al confino politico a Pisticci (Matera) il 6 settembre 1940 per arginare la “pericolosa attività” dell’Evangelo.
Ma il tributo più alto fu versato nel sangue. A Roma, il credente pentecostale Fidardo De Simoni (1898-1944) fu arrestato a Regina Coeli per aver offerto ospitalità a soldati inglesi. La sua fede invisa al regime aggravò la sua posizione: il 24 Marzo 1944 fu fucilato dai nazifascisti nel feroce eccidio delle Fosse Ardeatine. A lui si unisce il ricordo di Antonio Brunetti, morto nel campo di sterminio di Mauthausen.
CRONACHE DAI VERBALI DI POLIZIA (RAPPORTO SINTETICO)
| Anno / Luogo | L’Evento / Azione di Polizia | L’Esito / Motivazione Ufficiale |
|---|---|---|
| 1935-1943 Tutta Italia |
Arresto di centinaia di credenti. Invio al Confino di Polizia (esilio) per i pastori e i sorveglianti. | Repressione per disfattismo politico e asserita “nocività alla razza”. |
| 1936 Ginestra (BN) |
I Carabinieri irrompono a casa di Giuseppina Zollo durante la preghiera. Cercano di arrestare i presenti. | Giuseppina inizia a lodare Dio ad alta voce. I militari, confusi da quella reazione pacifica, se ne vanno senza arrestare nessuno, dicendo “Qui c’è qualcosa di strano”. |
| 1941 Provincia di Cuneo |
Un gruppo di credenti viene sorpreso nel bosco mentre celebra il culto. Vengono portati in caserma legati in catene come briganti. | Trattenuti per giorni. Interrogati per scoprire “collegamenti con il nemico inglese”. Rilasciati con diffida. |
| 1947 Napoli (Miano) |
Irruzione durante il culto. Sequestro di Bibbie e innari. Arresto del conduttore Pasquale Albano. | Violazione dell’art. 18 del TULPS e della Circolare 600/158 per “riunione non autorizzata”. |
| 1949 Massafra (TA) |
Irruzione brutale durante un culto. Il Maresciallo ordina: “Smettete di cantare!”. I fedeli continuano. | Vengono caricati su camionette. Durante il tragitto verso la caserma, continuano a cantare inni. In cella, trasformano la prigione in una chiesa. Disturbo della quiete pubblica e fanatismo religioso. |
| 1950 Roma |
Il Ministro Mario Scelba nega categoricamente l’autorizzazione all’apertura del locale di culto delle ADI in Via dei Bruzi. | Il culto pentecostale è ancora considerato de facto “illegale” nonostante la Costituzione Repubblicana. |
| 1950 Crotone |
Il locale di culto viene sigillato con la ceralacca. Il pastore locale continua a riunire la chiesa sulla spiaggia. | Denunce penali per “violazione dei sigilli” e “riunione sediziosa”. Esercizio abusivo di funzioni di ministro di culto. |
| 1952 Roma (Via dei Bruzi) |
La polizia circonda il locale il giorno dell’inaugurazione per impedire l’ingresso ai fedeli. | I fratelli si inginocchiano pacificamente sul marciapiede e pregano per ore. La notizia fa il giro del mondo e imbarazza il governo italiano. |
| 1953 Sicilia |
I pastori italo-americani (CCNA) vengono espulsi o minacciati di espulsione dall’Italia tramite revoca del visto. | Attività di proselitismo ritenuta sgradita in nazione a stragrande maggioranza cattolica. |
| Anni ’50 Ovunque |
Diniego del “Certificato di Povertà” o “Buona Condotta”. | Ai pentecostali veniva negato il certificato necessario per avere sussidi, assistenza o lavori statali. Il mantra era: “Non sei cattolico, non sei italiano vero”. |
Nonostante la caduta del Fascismo (1943) e l’entrata in vigore della Costituzione Repubblicana (1948) che all’Articolo 19 garantiva la piena libertà religiosa, il Ministero dell’Interno, guidato da Mario Scelba, continuò caparbiamente ad applicare la circolare fascista.
La tesi di Scelba era burocratica e spietata: “La circolare è un atto amministrativo. Finché non viene esplicitamente revocata, la polizia ha il dovere di applicarla, indipendentemente dalla Costituzione.”
LA DIFESA: JEMOLO E IL CONSIGLIO DI STATO
Di fronte a questa inaudita ingiustizia, i Pentecostali (organizzati ormai formalmente nelle ADI) fecero ricorso legale. Furono difesi dall’Avvocato Giacomo Rosapepe, ma la strategia giuridica dirimente e l’immenso supporto morale vennero dal più grande giurista ecclesiastico italiano: il prof. Arturo Carlo Jemolo.
— Tesi difensiva ispirata da A.C. Jemolo
LA VITTORIA (16 Aprile 1955): La IV Sezione del Consiglio di Stato emise la sentenza storica definitiva. Dichiarò che la Circolare Buffarini-Guidi n. 600/158 non aveva più alcuna efficacia giuridica, in quanto palesemente incostituzionale. Fu la fine del lungo incubo legale, sebbene l’ostracismo e le discriminazioni sociali nelle piazze italiane continuarono ancora per molti anni.
La circolare Buffarini-Guidi voleva cancellare i pentecostali dalla “razza italiana”. Ma ottenne l’esatto effetto opposto. Nelle caserme, i credenti testimoniavano con mansuetudine ai carabinieri. Nelle prigioni, convertivano i compagni di cella. Al confino, fondavano nuove e vibranti comunità nei paesi dove erano stati esiliati in catene.
