Dalla Semina al Riconoscimento
La Nascita e l’Edificazione delle Assemblee di Dio in Italia
La meravigliosa opera pentecostale in Italia non trasse origine dai piani di istituzioni ecclesiastiche, né fu sostenuta da potenti mezzi finanziari. Essa nacque dalla profonda sottomissione alla Parola di Dio e dal sovrano volere dello Spirito Santo, che impiegò vasi umanamente fragili per trasportare un tesoro inestimabile. Dal momento in cui lo Spirito Santo discese nell’Assemblea Cristiana di Chicago nel 1907, i cuori di quei credenti italiani furono infiammati da una profonda urgenza: recare l’Evangelo della grazia alla loro terra natia. Questo resoconto storico traccia il cammino di questa fiamma inestinguibile: dai primi passi solitari del pioniere Giacomo Lombardi, passando per le divergenze sull’ordinamento, attraversando il crogiolo inumano delle persecuzioni fasciste, fino al provvidenziale riconoscimento giuridico da parte dello Stato Italiano.
L’Ubbidienza del Pioniere: Giacomo Lombardi a Roma (1908)
Colui che fu prescelto dal Signore per aprire prima la missione pentecostale in Italia era un uomo schivo, privo di eloquenza e di qualsiasi istruzione teologica formale: Giacomo Lombardi. Originario di Prezza, nell’aquilano, aveva udito chiaramente la voce dello Spirito Santo ingiungergli di tornare in patria. Senza l’appoggio di alcun comitato missionario e sprovvisto di sostentamento economico, Lombardi si imbarcò alla fine del 1908 con un biglietto di sola andata e una fede incrollabile.
Giunto a Roma, si aggirò per le strade della capitale confidando esclusivamente nella direzione divina. Lo Spirito Santo guidò i suoi passi verso un uomo scoraggiato e privo di speranza. Lombardi, con semplicità apostolica, gli annunciò la salvezza e pregò per lui; l’uomo, Sardi, fu potentemente toccato dalla grazia e rigenerato. Attorno a lui e alla sua abitazione si formò il primissimo nucleo di credenti pentecostali in Italia. Da Roma, l’Evangelo si propagò rapidamente verso L’Aquila (Prezza) e, negli anni immediatamente successivi (1910-1912), in Liguria, Piemonte, Lombardia e Toscana, grazie all’instancabile opera di altri pionieri rimpatriati, primo fra tutti Pietro Ottolini.
Giunto a Roma, si aggirò per le strade della capitale confidando esclusivamente nella direzione divina. Lo Spirito Santo guidò i suoi passi verso un uomo scoraggiato e privo di speranza. Lombardi, con semplicità apostolica, gli annunciò la salvezza e pregò per lui; l’uomo, Sardi, fu potentemente toccato dalla grazia e rigenerato. Attorno a lui e alla sua abitazione si formò il primissimo nucleo di credenti pentecostali in Italia. Da Roma, l’Evangelo si propagò rapidamente verso L’Aquila (Prezza) e, negli anni immediatamente successivi (1910-1912), in Liguria, Piemonte, Lombardia e Toscana, grazie all’instancabile opera di altri pionieri rimpatriati, primo fra tutti Pietro Ottolini.
Clicca per espandere: Giacomo Lombardi. Con le mani ruvide del lavoratore e il cuore dell’apostolo, portò l’esperienza Pentecostale di Chicago in Italia.
L’Espansione e il Dibattito interno : L’Ordinamento della Chiesa
Man mano che l’Evangelo si diffondeva rapidamente in ogni contrada d’Italia, sorse inevitabilmente una complessa questione organizzativa inerente alla struttura e all’ordine delle comunità. Agli albori, il movimento si identificava genericamente sotto il nome di Congregazioni Cristiane o Chiese Cristiane Evangeliche, mantenendo una forma di governo locale puramente congregazionalista. Luigi Francescon, figura di importante riferimento spirituale, sosteneva fermamente l’assoluta e totale autonomia della chiesa locale, rifuggendo qualsiasi struttura organizzativa su scala nazionale o denominazionale, nel timore che l’organizzazione umana potesse spegnere la sovrana direttiva dello Spirito Santo.
Tuttavia, con il crescere numerico dei credenti, la necessità di difendere il gregge dalle false dottrine, di provvedere alla formazione dei ministri di culto e, soprattutto, di ottenere un inquadramento giuridico che mettesse fine agli abusi delle autorità civili, spinse molti autorevoli conduttori in Italia (tra cui spiccarono successivamente Umberto Gorietti e Roberto Bracco) a concepire la necessità di una vera e propria comunione organizzata. Si creò così un profondo e sofferto divario di pensiero: da una parte coloro che rimasero fedeli alla visione indipendente e anti-organizzativa (le attuali Congregazioni Cristiane), dall’altra i fratelli che compresero come un organizzazione strutturata non fosse un limite allo Spirito, ma uno scudo provvidenziale e uno strumento di ordine per la crescita dell’Opera.
Tuttavia, con il crescere numerico dei credenti, la necessità di difendere il gregge dalle false dottrine, di provvedere alla formazione dei ministri di culto e, soprattutto, di ottenere un inquadramento giuridico che mettesse fine agli abusi delle autorità civili, spinse molti autorevoli conduttori in Italia (tra cui spiccarono successivamente Umberto Gorietti e Roberto Bracco) a concepire la necessità di una vera e propria comunione organizzata. Si creò così un profondo e sofferto divario di pensiero: da una parte coloro che rimasero fedeli alla visione indipendente e anti-organizzativa (le attuali Congregazioni Cristiane), dall’altra i fratelli che compresero come un organizzazione strutturata non fosse un limite allo Spirito, ma uno scudo provvidenziale e uno strumento di ordine per la crescita dell’Opera.
Il Crogiolo della Persecuzione: La Valle Oscura (1935-1944)
L’urgenza di un riconoscimento legale divenne drammaticamente vitale negli anni ’30. Con l’avvento del regime fascista e il consolidamento dei Patti Lateranensi (1929), la libertà per gli evangelici fu progressivamente erosa, sino a giungere a una repressione metodica e spietata.
Il colpo di scure fu inferto il 9 Aprile 1935, quando il Sottosegretario agli Interni emanò una famigerata direttiva segreta a tutti i Prefetti del Regno d’Italia. Il documento prendeva di mira specificamente il movimento pentecostale, etichettandolo come un pericolo per lo Stato e per la razza.
Il colpo di scure fu inferto il 9 Aprile 1935, quando il Sottosegretario agli Interni emanò una famigerata direttiva segreta a tutti i Prefetti del Regno d’Italia. Il documento prendeva di mira specificamente il movimento pentecostale, etichettandolo come un pericolo per lo Stato e per la razza.
Ministero dell’Interno – Direzione Generale Demografia e Razza
Oggetto: Sètta dei Pentecostali. Circolare n. 600/158.
“Si è constatato che il movimento sedicente pentecostale sta assumendo una certa estensione. Nelle riunioni, e specialmente durante le cosiddette ‘discese dello Spirito Santo’, si compiono pratiche religiose che, per le esaltazioni irrazionali che provocano, si palesano nettamente contrarie agli ordinamenti civili e nocive all’integrità fisica e psichica della razza.
Si dispone pertanto che i luoghi di riunione siano chiusi, che le pratiche di culto vietate in forma assoluta e che i trasgressori vengano inesorabilmente deferiti all’Autorità Giudiziaria.”
“Si è constatato che il movimento sedicente pentecostale sta assumendo una certa estensione. Nelle riunioni, e specialmente durante le cosiddette ‘discese dello Spirito Santo’, si compiono pratiche religiose che, per le esaltazioni irrazionali che provocano, si palesano nettamente contrarie agli ordinamenti civili e nocive all’integrità fisica e psichica della razza.
Si dispone pertanto che i luoghi di riunione siano chiusi, che le pratiche di culto vietate in forma assoluta e che i trasgressori vengano inesorabilmente deferiti all’Autorità Giudiziaria.”
IL SOTTOSEGRETARIO: BUFFARINI GUIDI
A seguito di questa ordinanza, ebbe inizio una feroce e dolorosa persecuzione. I locali di culto furono sigillati o devastati. I credenti venivano spiati, interrotti durante le preghiere domestiche e tratti in arresto con inaudita brutalità. Decine di pastori e fratelli fedeli furono condannati al confino di polizia, inviati in terre desolate o isole remote affinché il loro isolamento spegnesse l’opera di evangelizzazione.
Ma la Parola di Dio non poteva essere incatenata. Nel periodo del confino, questi uomini trasformarono i luoghi di esilio in nuovi campi missionari, portando la luce della salvezza persino nelle prigioni e nei paesini più isolati. Intanto, le congregazioni private dei loro conduttori si radunavano in totale clandestinità: nelle selve, nei boschi al calare della notte, nelle stalle e persino nelle grotte, pur di poter celebrare il nome dell’Eterno. La chiesa, purgata nel fuoco dell’afflizione, non indietreggiò, dimostrando una fedeltà adamantina al Signore Gesù Cristo.
Ma la Parola di Dio non poteva essere incatenata. Nel periodo del confino, questi uomini trasformarono i luoghi di esilio in nuovi campi missionari, portando la luce della salvezza persino nelle prigioni e nei paesini più isolati. Intanto, le congregazioni private dei loro conduttori si radunavano in totale clandestinità: nelle selve, nei boschi al calare della notte, nelle stalle e persino nelle grotte, pur di poter celebrare il nome dell’Eterno. La chiesa, purgata nel fuoco dell’afflizione, non indietreggiò, dimostrando una fedeltà adamantina al Signore Gesù Cristo.
La Rinascita e la Costituzione delle ADI (1946-1947)
Al termine del conflitto mondiale e con la caduta della dittatura, le chiese pentecostali riemersero dalla clandestinità, fortificate nello spirito ma istituzionalmente e materialmente vulnerabili. La tanto auspicata libertà religiosa non era ancora garantita: le forze dell’ordine locale, appellandosi all’antica e non ancora abrogata circolare Buffarini Guidi, continuavano a sciogliere le riunioni di culto e a porre sotto sigillo i locali.
Fu in questo frangente che i conduttori italiani, riuniti nell’Autunno del 1946 nella prima Assemblea Generale post-bellica a Roma, compresero definitivamente che il tempo dell’esclusivo congregazionalismo doveva cedere il passo alla costituzione di un ente organizzato, indispensabile per difendere giuridicamente la fratellanza. In quella storica assemblea, il Signore manifestò la Sua provvidenza attraverso la visita del reverendo Herman Ness, rappresentante ufficiale delle Assemblies of God degli Stati Uniti.
L’affiliazione con la denominazione americana (formalizzata attraverso l’impegno fraterno) garantì una solida copertura morale dinanzi al Governo Italiano, nonché un imponente e vitale flusso di aiuti umanitari per soccorrere le chiese e la popolazione stremata dalla guerra. Nell’Agosto del 1947, durante un solenne Convegno a Napoli, fu stipulato il primo statuto e il movimento assunse formalmente la denominazione di Assemblee di Dio in Italia (A.D.I.).
Questa scelta ineludibile sigillò la definitiva, per quanto dolorosa, separazione dai fratelli congregazionalisti e da Luigi Francescon, i quali mantennero la propria fiera indipendenza locale. Come primo Presidente e legale rappresentante della neonata istituzione fu designato Umberto Gorietti, un uomo dotato di straordinario equilibrio pastorale, affiancato dall’incommensurabile intelletto e dalla statura dottrinale di Roberto Bracco, nominato Segretario Generale.
Fu in questo frangente che i conduttori italiani, riuniti nell’Autunno del 1946 nella prima Assemblea Generale post-bellica a Roma, compresero definitivamente che il tempo dell’esclusivo congregazionalismo doveva cedere il passo alla costituzione di un ente organizzato, indispensabile per difendere giuridicamente la fratellanza. In quella storica assemblea, il Signore manifestò la Sua provvidenza attraverso la visita del reverendo Herman Ness, rappresentante ufficiale delle Assemblies of God degli Stati Uniti.
L’affiliazione con la denominazione americana (formalizzata attraverso l’impegno fraterno) garantì una solida copertura morale dinanzi al Governo Italiano, nonché un imponente e vitale flusso di aiuti umanitari per soccorrere le chiese e la popolazione stremata dalla guerra. Nell’Agosto del 1947, durante un solenne Convegno a Napoli, fu stipulato il primo statuto e il movimento assunse formalmente la denominazione di Assemblee di Dio in Italia (A.D.I.).
Questa scelta ineludibile sigillò la definitiva, per quanto dolorosa, separazione dai fratelli congregazionalisti e da Luigi Francescon, i quali mantennero la propria fiera indipendenza locale. Come primo Presidente e legale rappresentante della neonata istituzione fu designato Umberto Gorietti, un uomo dotato di straordinario equilibrio pastorale, affiancato dall’incommensurabile intelletto e dalla statura dottrinale di Roberto Bracco, nominato Segretario Generale.
Clicca per espandere: I delegati al Convegno Costitutivo. Sotto la guida di Umberto Gorietti e Roberto Bracco l’opera trovò ordine e stabilità dottrinale.
Il Traguardo Giuridico: Dall’Ente Morale all’Intesa con lo Stato
La strada per la completa parificazione giuridica e la libertà di evangelizzazione si rivelò lunga e irta di ostacoli burocratici, ma fu percorsa con inesauribile tenacia, scortati dalle incessanti preghiere di innumerevoli credenti in tutta la penisola.
Il primo trionfo legislativo giunse il 5 Dicembre 1959, quando il Presidente della Repubblica Italiana, Giovanni Gronchi, firmò il Decreto che erigeva le Assemblee di Dio in Italia a Ente Morale di Culto. Fu un traguardo storico epocale: la Chiesa Pentecostale, tanto a lungo perseguitata e vituperata, veniva formalmente e legalmente accolta nel panorama normativo della nazione.
Il coronamento definitivo di questa faticosa edificazione si realizzò decenni dopo. Alla luce dell’articolo 8 della Costituzione Italiana, che prevedeva la stipula di Intese con le confessioni religiose, le ADI intrapresero i formali e rigorosi colloqui con il Governo sotto la saggia e salda presidenza del pastore Francesco Toppi.
La storica Intesa tra la Repubblica Italiana e le ADI fu firmata il 29 dicembre 1986 a Palazzo Chigi dal Presidente del Consiglio Bettino Craxi e dal Presidente Toppi, per poi essere ratificata e promulgata come Legge dello Stato n. 517 del 22 Novembre 1988. La firma di tale statuto sancì in modo irrevocabile il diritto dei credenti pentecostali italiani di esercitare liberamente la propria fede, di garantire l’assistenza spirituale negli ospedali, nelle carceri e nelle forze armate, e di provvedere all’insegnamento e al libero sostentamento dell’Opera. Da umili artigiani riuniti su un pavimento di legno a Chicago, a confessione cristiana solidamente riconosciuta e diffusa in Italia: Unicamente la Maestà del Volere Divino poteva architettare e Portare a Compimento una simile, gloriosa opera.
Il primo trionfo legislativo giunse il 5 Dicembre 1959, quando il Presidente della Repubblica Italiana, Giovanni Gronchi, firmò il Decreto che erigeva le Assemblee di Dio in Italia a Ente Morale di Culto. Fu un traguardo storico epocale: la Chiesa Pentecostale, tanto a lungo perseguitata e vituperata, veniva formalmente e legalmente accolta nel panorama normativo della nazione.
Il coronamento definitivo di questa faticosa edificazione si realizzò decenni dopo. Alla luce dell’articolo 8 della Costituzione Italiana, che prevedeva la stipula di Intese con le confessioni religiose, le ADI intrapresero i formali e rigorosi colloqui con il Governo sotto la saggia e salda presidenza del pastore Francesco Toppi.
La storica Intesa tra la Repubblica Italiana e le ADI fu firmata il 29 dicembre 1986 a Palazzo Chigi dal Presidente del Consiglio Bettino Craxi e dal Presidente Toppi, per poi essere ratificata e promulgata come Legge dello Stato n. 517 del 22 Novembre 1988. La firma di tale statuto sancì in modo irrevocabile il diritto dei credenti pentecostali italiani di esercitare liberamente la propria fede, di garantire l’assistenza spirituale negli ospedali, nelle carceri e nelle forze armate, e di provvedere all’insegnamento e al libero sostentamento dell’Opera. Da umili artigiani riuniti su un pavimento di legno a Chicago, a confessione cristiana solidamente riconosciuta e diffusa in Italia: Unicamente la Maestà del Volere Divino poteva architettare e Portare a Compimento una simile, gloriosa opera.
| Data Storica | Tappa del Riconoscimento Giuridico e Organizzativo |
|---|---|
| Autunno 1946 | Prima Assemblea Generale a Roma. Incontro decisivo tra i conduttori italiani usciti dalla clandestinità e l’inviato americano Herman Ness. Inizio della collaborazione ufficiale con le Assemblies of God (USA). |
| Agosto 1947 | Costituzione delle ADI. A Napoli, durante il Convegno Nazionale, vengono redatti gli Statuti e adottato il nome formale “Assemblee di Dio in Italia”. Umberto Gorietti diviene il primo Presidente, Roberto Bracco il Segretario Generale. |
| 16 Aprile 1955 | Sentenza della Corte Costituzionale. La suprema magistratura smantella definitivamente l’efficacia della Circolare fascista Buffarini Guidi e delle leggi di p.s., restituendo libertà di culto ai pentecostali. |
| 5 Dicembre 1959 | Riconoscimento Ente Morale. Con Decreto del Presidente della Repubblica (D.P.R.), l’ordinamento italiano riconosce ufficialmente le ADI quale ente giuridico patrimoniale e di culto. |
| 29 Dic. 1986 (Legge 517 / 1988) |
Firma dell’Intesa con lo Stato. Il pastore Francesco Toppi firma l’Accordo con il Governo Italiano, sancendo l’inquadramento normativo e la piena parificazione di diritti della confessione evangelica in Italia. |
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Dossier: Le Persecuzioni (1935-1944)
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