Le Origini del Risveglio: Chicago 1890-1907

I Pionieri di Chicago

Dalla Conversione alla Pienezza dello Spirito (1890-1907)
Nome del Pioniere Origine e Date Background Religioso Emigrazione in USA Conversione all’Evangelo Ruolo Storico ed Ecclesiale
Michele Nardi Savignano di Romagna
(2 Nov 1850 – 1914)
Cattolicesimo nominale, ferventi ideali Garibaldini e Risorgimentali. 1873. Giunse negli USA dopo aver vissuto a Firenze (1869). A Philadelphia (1878) tramite un amico espositore americano che gli regalò una Bibbia. Lesse Giovanni 1:12. Precursore assoluto. Abbandonò grandi ricchezze per farsi missionario. Fondò la Prima Chiesa Presbiteriana Italiana a Chicago nel 1892. Evangelizzò Francescon.
William H. Durham Kentucky, USA
(1873 – 1912)
Ministro di estrazione Battista Riformata. Nativo Statunitense. Stabilitosi a Chicago per curare la North Avenue Mission. Ricevette il Battesimo nello Spirito Santo a Los Angeles (marzo 1907) sotto il ministero di W.J. Seymour. Araldo della Pentecoste a Chicago. Divenne lo strumento teologico che Dio usò per presentare la promessa dello Spirito Santo a Luigi Francescon.
Luigi Francescon Cavasso Nuovo, UD
(1866 – 1964)
Cattolicesimo. 3 Marzo 1890. Esercitava il mestiere di mosaicista. Chicago (Dicembre 1891), ascoltando la predicazione di Nardi presso l’YMCA sulla Salvezza per grazia. Pioniere cardine. Eletto prima diacono e poi anziano presbiteriano. Lasciò la denominazione per obbedienza al battesimo per immersione e portò l’Evangelo in Sud America e in Italia.
Giuseppe Beretta Molina di Ledro, TN
(1853 – 1923)
Ex-seminarista cattolico. Abbandonò gli studi per la durezza della disciplina e mancanza di vocazione. 1894. Di professione mosaicista. Chicago (1897-1898) frequentando la Chiesa Metodista Primitiva. Evangelista instancabile nella Little Italy a proprie spese. Iniziò le prime riunioni domestiche di preghiera. Amministrò i primi battesimi in acqua (1903).
Rosina Beretta Moglie di Giuseppe
(Non documentato)
Cattolicesimo. Emigrata al seguito del marito. Fu la prima a leggere assiduamente la Bibbia che Francescon aveva regalato a suo marito. Donna di profonda pietà; la sua fedeltà nella lettura domestica delle Scritture accese la scintilla della conversione in Giuseppe.
Pietro Ottolini Pescaglia, LU
(11 Nov 1870 – 1962)
Cattolicesimo. 11 Settembre 1891. Destinato al Brasile, si fermò provvidenzialmente a Chicago. Chicago (18 Febbraio 1900) al termine di una tormentata crisi spirituale, grazie alla preghiera di Beretta. Anziano e pilastro della comunità. Mise a disposizione la propria casa per i culti. In seguito, missionario consacrato in USA e in Italia.
Emma Pacini Ottolini Lucca, IT
(Date storiche affini al marito)
Cattolicesimo. Sposò Pietro Ottolini a Chicago nel febbraio 1893. Ricevette in dono la Bibbia da Bartolomei; la sua sete spirituale spinse Beretta a insegnare in casa loro. Pioniera fondamentale. Avendo aperto le porte della propria casa a Beretta, permise la nascita del primo nucleo di studio e preghiera.
Giacinto Bartolomei Porcari, LU
(1826 – 1919)
Cattolicesimo. A quarant’anni, a seguito delle precarie condizioni economiche in Lucchesia. Iniziò a leggere le Scritture spinto dalla consorte di origine ebraica. Figura di unione strategica. Introdusse Beretta (che sapeva spiegare le Scritture) alle famiglie lucchesi degli Ottolini e Menconi.
Pietro Menconi Porcari, LU
(1874 – 1936)
Cattolicesimo. Data non precisata. Ospitò Giacinto Bartolomei in casa. Chicago (intorno al 1900) partecipando alle riunioni domestiche tenute da Beretta in casa Ottolini. Uomo schivo, riservato ma di incrollabile fermezza e saggezza spirituale. Eletto anziano dell’Assemblea Cristiana, garantendone stabilità per decenni.
Angelina Menconi Porcari, LU
(Nipote di Bartolomei)
Cattolicesimo. Emigrata insieme al gruppo lucchese. Unitamente al marito Pietro, partecipando agli studi di Beretta. Madre di famiglia esemplare, accolse nella propria casa l’anziano zio Bartolomei, creando il ponte di collegamento tra lui e gli Ottolini.
Giacomo Lombardi Prezza, AQ
(3 Ott 1862 – 1934)
Cattolicesimo. 1892. Uomo semplice e privo di istruzione formale. Membro silente nella Chiesa Presbiteriana prima del grande risveglio. Il primo missionario pentecostale in Italia (1908). Senza risorse umane, fondò la prima comunità a Roma guidato esclusivamente dallo Spirito Santo.
Massimiliano Tosetto Campiglia dei Berici, VI
(1877 – 1948)
Cattolicesimo. Convertito a Milano (1898) frequentando la Chiesa Battista. 1901 (New York), poi 1904 a Chicago. Pittore e decoratore d’interni. Già convertito in Italia, a Chicago frequentò la Moody Memorial Church prima di unirsi all’Assemblea Cristiana. Il maggiore innologo del Movimento. Autore di decine di cantici, fondatore dell’opera a Niagara Falls e fermo sostenitore della comunione organizzativa italo-americana.
Michele Palma Torremaggiore, FG
(1884 – 1963)
Cattolicesimo. Nessun interesse religioso iniziale, devoto unicamente all’arte e alla musica. 1909 a Chicago, raggiungendo i fratelli musicisti. Chicago (1909), raggiunto dalla testimonianza del collega Massimiliano Tosetto sul posto di lavoro. Co-redattore dei primi innari pentecostali. Pastore, Sorvegliante e figura chiave per l’organizzazione delle chiese in Nord America e del Convegno di Roma (1928).
Giovanni Marin
& Umberto Gazzari
Italia del Nord
(Contemporanei dei pionieri)
Cattolicesimo. Giunti a Chicago in cerca di fortuna come operai. Convertiti sotto l’influenza delle riunioni domestiche e battezzati in acqua nel 1903. Primi credenti a ricevere l’effusione dello Spirito Santo nei giorni immediatamente successivi a Luigi Francescon (Settembre 1907).
Dora e Caterina Gardella (Cereghino) Favale, Liguria
(Famiglia storica)
Di estrazione storica Valdese. Emigrate alla fine dell’800. Già evangeliche, furono tra le prime a comprendere la necessità del battesimo biblico. Furono tra le valorose diciotto anime che scesero coraggiosamente nelle acque del Lago Michigan il 7 settembre 1903.
Filippo Grill Prali, TO
(1861 – 1939)
Valdese. Allievo dell’eminente teologo “risvegliato” Paolo Geymonat a Firenze. Inviato a Chicago nel 1892 dal Comitato di Evangelizzazione Valdese. Formato alla scuola teologica di Firenze, di posizioni congregazionaliste. Colto e pio pastore della Prima Chiesa Presbiteriana Italiana. Ospitò la “Chiesa dei Toscani” per tre anni, offrendo loro un fondamentale ammaestramento biblico.
La narrazione del prodigioso risveglio spirituale sbocciato in seno alla comunità italiana in Nord America non sorge da macchinazioni umane o da reazioni accademiche, bensì si innalza come l’eco potente e inequivocabile dell’opera della Grazia in cuori resi affamati dallo Spirito Santo. Negli ultimi decenni dell’Ottocento, la città di Chicago si presentava come un crocevia pulsante di laboriosità e di amarezze. In questo teatro di fatica e speranza, migliaia di emigrati italiani — in prevalenza artigiani friulani, terrazzieri toscani e contadini del Sud — cercavano un riscatto sociale lavorando strenuamente. Spesso relegati in quartieri degradati definiti “Little Italy”, lontani dalla patria e scevri da un intimo e vitale fondamento biblico, questi uomini e queste donne divennero la fertile terra su cui il Sovrano Signore decise di spargere la Sua incorruttibile Parola.

L’Araldo dell’Evangelo: La Conversione di Michele Nardi

Prima ancora che il vento pentecostale soffiasse sui credenti italiani di Chicago, Iddio preparò la via suscitando un precursore di eccezionale statura spirituale: Michele Nardi. Nato il 2 novembre 1850 a Savignano di Romagna, Nardi crebbe in una temperie storica infiammata da ideali patriottici e risorgimentali. A soli diciassette anni, mosso da fervore garibaldino, si arruolò tra i volontari e prese parte alla cruenta battaglia di Mentana del 1867. Il suo coraggio indomito gli valse due medaglie al valore militare, e il suo nome fu scolpito a perenne memoria nel monumento a Garibaldi sul Gianicolo, a Roma.

Terminato il tempo delle armi, nel 1869 Nardi si stabilì a Firenze, culla dell’arte, dove si immerse in studi di antiquariato. Lì apprese la lingua inglese ospite di una nobile famiglia britannica e, stringendo rapporti con turisti americani, fu persuaso a cercare il proprio avvenire oltreoceano. Nel 1873 varcò l’Atlantico. A differenza della moltitudine di emigranti che giungevano in condizioni di miseria, Nardi era istruito, distinto e di modi signorili. In breve tempo, associatosi a un imprenditore, assunse imponenti appalti per la posa dei binari delle nuove ferrovie transcontinentali, spezzando il monopolio che gli irlandesi detenevano. In seguito a violenti scioperi e tensioni, si trasferì con centinaia di operai connazionali nei boschi vicino a Pittsburgh, avviando una fiorente produzione di carbone da legna. L’impegno sociale profuso in favore degli italiani gli valse la prestigiosa nomina a Console Italiano di Pittsburgh.

Il successo economico era raggiunto. Nardi iniziò a investire massicciamente in Borsa, accumulando ingenti capitali. Eppure, il Signore aveva fissato un appuntamento divino per la sua anima. Nel 1878, visitando l’Esposizione Universale di Parigi, conobbe un espositore americano residente a Philadelphia. Tornato negli Stati Uniti e recatosi in quella città per affari finanziari, Nardi andò a far visita a questo amico per proporgli una serata di svago. L’amico, il cui volto risplendeva di una luce nuova, declinò l’invito con estrema gravità, dichiarando: “Ero morto, ma ora sono vivo”. Gli offrì una vibrante testimonianza della sua conversione all’Evangelo, gli fece dono di una Bibbia e gli assicurò che stava intercedendo per lui presso il Trono della Grazia. Molto tempo dopo, Nardi scoprirà con meraviglia che anche sua sorella, con cui aveva interrotto ogni rapporto, si era convertita e pregava per la sua salvezza da ben sette anni.
“Quelle parole lo colpirono come un martello che spezza il sasso. Lo Spirito Santo lo convinse dell’urgenza e del privilegio di diventare un figlio di Dio… Ebbe subito la certezza che i suoi peccati erano perdonati.” – Dalle memorie storiche sulla conversione di Michele Nardi
Rientrato nella solitudine della sua stanza d’albergo, l’animo di Nardi fu profondamente turbato. Aprì la Bibbia ricevuta in dono e il suo sguardo cadde su un versetto accuratamente sottolineato: “A tutti quelli che l’hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel suo nome” (Giovanni 1:12). In quell’istante, lo Spirito Santo operò una totale compunzione. Nardi piegò le ginocchia, confessò la propria miseria interiore e arrese incondizionatamente la sua vita a Cristo, sperimentando la gloriosa certezza della remissione dei peccati. La grazia divina aveva trionfato.

L’indomani mattina si recò tempestivamente alla Borsa Valori e, sbigottendo il proprio agente, ordinò di vendere immediatamente tutti i titoli in suo possesso, rinunciando di proposito ad un astronomico guadagno imminente. Nardi colse quell’attimo per annunciare l’Evangelo della salvezza all’agente sbalordito. Abbandonato per sempre il mondo degli affari, si ritirò in totale isolamento in un’umile baracca di taglialegna nei boschi della Pennsylvania. Vi trascorse oltre un mese in assoluta solitudine, nutrendosi unicamente della Parola di Dio per comprendere le insondabili ricchezze di Cristo.

L’Ammaestramento e la Profonda Conversione di Luigi Francescon

Dopo essersi formato alla Scuola Biblica Missionaria fondata da A.B. Simpson a New York e aver sposato la devota studentessa Michelle Blanche Phillips, nel 1889 i coniugi Nardi furono inequivocabilmente sospinti dallo Spirito Santo verso Chicago. Si insediarono nel quartiere italiano più degradato, tristemente noto all’epoca come il “mezzo ettaro di inferno”. L’opera ebbe umilissimi inizi in una modesta stanza adibita alla vendita di carbone, dove alla prima riunione parteciparono appena sette anime. Ben presto, però, il fervore della predicazione riempì il locale.

Fra coloro che ascoltarono la predicazione di Nardi vi fu un giovane mosaicista originario di Cavasso Nuovo, in provincia di Udine: Luigi Francescon. Emigrato a Chicago il 3 marzo 1890, Francescon udì l’annuncio della salvezza per grazia in una riunione tenuta presso la sala scandinava della YMCA (Associazione Cristiana dei Giovani).

Il travaglio interiore di Francescon fu profondo e radicale. Egli, avvezzo alle dure fatiche dei cantieri musivi, scoprì di essere povero e miserabile dinanzi alla maestà divina. Quando udì Nardi esporre la gratuità della redenzione mediante il sacrificio espiatorio del Calvario, le impalcature delle tradizioni umane nelle quali era religiosamente cresciuto crollarono miseramente. La sua conversione non fu un mero assenso intellettuale, ma una rigenerazione totale. Nel dicembre del 1891, accompagnato da copiose lacrime di ravvedimento, Francescon accettò Cristo come suo personale Salvatore. Divenne da quel momento un instancabile investigatore delle Sacre Scritture, bramando conformare la propria condotta unicamente al limpido dettato apostolico.

Il gruppo di convertiti crebbe sino a contare sessantaquattro anime. Avvertendo la grave e impellente urgenza di affidare questo giovane gregge a una salda cura pastorale, Nardi approfittò della visita a Chicago del pastore valdese Teofilo Gay per inoltrare una supplica formale al Comitato di Evangelizzazione: inviare un ministro che fosse “ripieno dello Spirito Santo”. La provvidenza rispose inviando Filippo Grill.

Originario di Prali, nelle Valli Valdesi, Grill era un uomo pio, prudente e di profonda dottrina, formatosi alla scuola teologica di Firenze sotto l’insigne maestro “risvegliato” Paolo Geymonat. Sotto la sua sapiente guida, nel marzo del 1892 venne ufficialmente costituita la Prima Chiesa Presbiteriana Italiana di Chicago, con 45 membri costitutivi, tra i quali Luigi Francescon, che per la sua eccellente condotta fu eletto dapprima diacono e successivamente anziano.
La Prima Chiesa Presbiteriana Italiana a Chicago La Prima Chiesa Presbiteriana Italiana a Chicago: culla dottrinale e luogo di ammaestramento per i futuri pionieri.

I Credenti Lucchesi e le Riunioni Domestiche

Mentre il gregge presbiteriano veniva edificato, in altre dimore della Little Italy il Signore tesseva meravigliosamente le fila di altre vite. Giuseppe Beretta, nato a Molina di Ledro (Trento) nel 1853, giunse a Chicago nel 1894. Egli era un ex-seminarista cattolico che, scosso dalla durezza della disciplina e dall’aridità del sistema clericale, aveva abbandonato l’abito per emigrare e lavorare come mosaicista. A Chicago, tra il 1897 e il 1898, Beretta iniziò a frequentare la Chiesa Metodista Primitiva, sperimentando una limpida e potente conversione. Divorante di zelo, dopo le faticose giornate di lavoro, Beretta percorreva i marciapiedi della città evangelizzando e distribuendo Vangeli, spesso acquistati a prezzo di duri risparmi personali.

Fu durante quest’opera volontaria che Beretta incrociò il cammino di Giacinto Bartolomei, un anziano emigrato lucchese giunto in America a quarant’anni, che era stato spinto alla lettura biblica dalla moglie di estrazione ebraica. Bartolomei viveva ospite della nipote Angelina, sposata con Pietro Menconi, anch’egli lucchese di Porcari. Questi ultimi erano intimi amici e vicini di casa della famiglia di Pietro Ottolini.

Pietro Ottolini era giunto da Pescaglia (Lucca) l’11 settembre 1891. Il suo piano originario era l’emigrazione in Brasile, sventata dal padre per le precarie condizioni economiche sudamericane, ma la provvidenza lo fermò a Chicago dove sposò la giovane Emma Pacini. Quando Bartolomei regalò una Bibbia a Emma Ottolini, confessò umilmente la propria incapacità di spiegarne i sacri misteri: “Ho letto molti libri e ne ho afferrato bene il significato, ma questo non posso comprenderlo”. Si rivolse così a Beretta.

Nel febbraio del 1900, Beretta iniziò a varcare la soglia di casa Ottolini per esporre le Scritture. Non vi fu bisogno di argomentazioni filosofiche; la Parola operò con potenza.
“Durante la sua seconda visita a casa nostra, dopo una meditazione dalla Sacra Scrittura, egli pregò imponendo le mani sulla mia consorte e pronunciando le parole apostoliche: ‘Nel nome del Signore Gesù Cristo i tuoi peccati sono rimessi’. […] Dopo circa due settimane di conflitto e confusione nella sera del 18 febbraio 1900, per mezzo della preghiera e della imposizione delle mani del Fratello Beretta, sentii che il peso che avevo sull’anima mia era scomparso.” – Pietro Ottolini, Memorie della propria rigenerazione spirituale
In brevissimo tempo, queste umili riunioni domestiche, scevre da ogni rigida forma esteriore, divennero l’incubatore di un autentico fervore spirituale. Si convertirono Demetrio Cristiani, i coniugi Pietro e Angelina Menconi, Agostino Lencioni, Vittorio Glometti e molti altri. Si formò un solido e fervente gruppo di credenti che, guidati da Beretta, pregavano in ginocchio sui pavimenti di legno, leggevano copiosi capitoli della Bibbia e testimoniavano della grazia ricevuta, vivendo l’Evangelo con la medesima semplicità apostolica.

L’Unione con il Pastore Grill e l’Equivoco dello Spirito

Dinanzi al rapido crescere del numero dei convertiti, Giuseppe Beretta, con ammirevole umiltà, riconobbe la propria inadeguatezza nel fornire un ammaestramento teologico sistematico. Suggerì pertanto alla fratellanza di unirsi ai culti della Prima Chiesa Presbiteriana Italiana curata dal dotto pastore Filippo Grill. Preoccupati però che l’assimilazione ad una struttura formale potesse soffocare la libertà d’azione dello Spirito, i credenti proposero un accordo specifico.
L’ACCORDO VERBALE (1904)
“Pastore Grill, noi frequenteremo fedelmente l’ordine del culto domenicale. Sosterremo la chiesa e rispetteremo la vostra conduzione pastorale.

Tuttavia, vi chiediamo una sola condizione:
Concedeteci uno spazio, alla fine del sermone, per testimoniare liberamente delle nostre esperienze quotidiane con il Signore.
Vogliamo raccontare non soltanto la dottrina, ma l’opera viva che Dio sta compiendo in mezzo a noi.”
Il Pastore acconsentì.
Questo equilibrio durò per diverso tempo, ma la convivenza tra l’ordine formale e il fervore spontaneo divenne presto problematica, in special modo a causa di eventi soprannaturali che iniziarono a verificarsi nelle abitazioni private dei credenti, al di fuori del controllo ecclesiastico.
DIAGNOSI POPOLARE: PROBABILE DISTURBO MENTALE?

Il “Malore” di Giuseppe Beretta

Fu in una di queste intense serate di preghiera domestica che si verificò un evento destabilizzante. La presenza di Dio scese su Beretta con un impatto travolgente e sconosciuto. La reazione immediata della famiglia e dei presenti non fu un’acclamazione spirituale, ma la seria intenzione di chiamare un medico. In assenza di una dottrina pentecostale, credettero che Beretta fosse vittima di un grave collasso nervoso causato dal “troppo studio della religione”.

SINTOMO 1:
Tremori incontrollati e sussulti di tutto il corpo.
SINTOMO 2:
Eloquio estremamente confuso (il fenomeno della glossolalia o parlare in lingue non era ancora riconosciuto dai presenti).
SINTOMO 3:
Stato di euforia e giubilo eccessivo ed incomprensibile.
CONCLUSIONE FAMILIARE:
“Giuseppe ha perso il senno per via della fede.”

L’allarme rientrò unicamente quando l’estasi passò. Beretta si rialzò mostrando una pace del tutto soprannaturale e una lucidità mentale perfetta. Fu solo in quel momento che i fratelli intuirono di aver sfiorato la potenza dello Spirito Santo, per la quale non avevano ancora una definizione teologica.

Queste esperienze portarono a una rottura inevitabile. Mentre il pastore Grill si trovava in Italia in visita alla madre malata, il consiglio degli anziani della Chiesa Presbiteriana, insofferente verso quelle testimonianze intrise di zelo, emise un ultimatum: i membri del “gruppo Beretta” dovevano iscriversi ufficialmente nei registri della denominazione o perdere il diritto di prendere la parola. Determinati a non barattare la libertà dello Spirito, i credenti si ritirarono con ferma e silenziosa dignità, riprendendo a radunarsi nelle abitazioni private.

La Luce sulla Parola: L’Ubbidienza nell’Acqua

Nel frattempo, nel cuore di Luigi Francescon (rimasto inizialmente nella comunità presbiteriana quale anziano), ardeva una profonda questione dottrinale. Fin dal 1894, prostrato in preghiera a Cincinnati, aveva udito la voce di Dio che lo ammoniva a ubbidire al comandamento del battesimo. Per nove anni questa verità aveva travagliato la sua coscienza, trovando opposizione nel dogma presbiteriano del pedobattesimo (il battesimo dei fanciulli per aspersione).

La crisi, del tutto pacifica ma teologicamente irreversibile, giunse al culmine quando Francescon condivise queste istanze con Beretta e gli altri pionieri durante uno studio approfondito della Scrittura.
COLOSSESI 2:12 “Essendo stati con lui sepolti nel battesimo, nel quale siete anche stati risuscitati con lui…”

Una Sera a Casa Beretta (Settembre 1903)

(Luigi Francescon, Pietro Ottolini e Giuseppe Beretta sono seduti attorno al tavolo. Francescon fissa le parole dell’epistola ai Colossesi, poi alza lo sguardo.) LUIGI FRANCESCON “Fratelli, la Scrittura qui ci ammaestra: ‘Sepolti con lui nel battesimo’. Sepolti! Come può realizzarsi una sepoltura spirituale con l’aspersione di due gocce d’acqua sul capo di un infante?”
PIETRO OTTOLINI “Luigi, se hai ragione, ne consegue che il nostro battesimo infantile manca di validità scritturale.”
GIUSEPPE BERETTA “L’impostazione formale della chiesa ci insegna che è un patto sostitutivo della circoncisione. Voler mutare le regole stabilite ci farà tacciare di grave dissenso.”
(Francescon batte il dito con fermezza sulla pagina consunta della Bibbia Diodati.) LUIGI FRANCESCON “La nostra sottomissione è dovuta a Cristo, prima che alle umane dottrine. Se il Salvatore è sceso nelle acque del Giordano, dobbiamo seguirne l’esempio. Sento l’ammonimento dello Spirito che non mi dà pace: ‘Tu devi ubbidire’.”
LA PREGHIERA DI LUIGI FRANCESCON
Prima di affrontare pubblicamente la chiesa, Francescon dovette affrontare se stesso. Si chiuse nella sua stanza, vivendo una notte di profondo tormento interiore. Era pienamente consapevole del prezzo da pagare: schierarsi per il ribattesimo avrebbe significato perdere il ruolo di Anziano, lo stipendio, il rispetto della comunità, ed essere tacciato inesorabilmente di eresia e divisionismo.

Prostrato in ginocchio, in un’agonia d’animo, pregò disperatamente:
“Signore, non posso farlo. Perderò tutto e recherò afflizione ai fratelli.”
Ma la risposta di Dio squarciò il silenzio del suo cuore:
“Tu hai predicato agli altri di obbedire. Ora tocca a te. Se non ti battezzi in adempimento alla Mia Parola, non vedrai la Mia gloria.”

All’alba, Francescon si rialzò. La battaglia interiore era terminata; la decisione era irremovibilmente presa.
IL BIVIO DEFINITIVO
Rev. Filippo Grill PASTORE PRESBITERIANO
“Dobbiamo mantenere l’ordine dottrinale e la tradizione riformata. Il battesimo degli infanti è il sigillo del patto con Dio. Tali innovazioni recano solamente confusione tra le fila dei credenti.”
Luigi Francescon ANZIANO / PIONIERE
“Ho risolto di ubbidire all’Eterno. Non posso operare in contrasto con l’Evangelo. Se la Scrittura ingiunge ‘chi avrà creduto e sarà stato battezzato’, ad essa dobbiamo sottometterci.”
In seguito a questa ferma presa di posizione, il 7 settembre 1903 (Labor Day), presso le rive del Lago Michigan, diciotto anime — tra cui Luigi Francescon, Pietro e Emma Ottolini, e svariati membri della famiglia Gardella-Cereghino — scesero nelle acque per adempiere al comandamento biblico venendo battezzati da Beretta (che a sua volta si era fatto battezzare da un ministro locale della Church of the Brethren).

Al ritorno del pastore Grill, Francescon rassegnò formalmente le dimissioni dal suo incarico. Unificando le forze e affrontando notevoli sacrifici economici, la fratellanza affittò un locale di culto indipendente al 1139 della West Grand Avenue a Chicago. Recidendo ogni vincolo con le denominazioni ufficiali, si costituirono con immensa semplicità sotto il nome di Assemblea Cristiana. L’autorità suprema ed esclusiva era affidata alla sola Sacra Scrittura. Era l’inizio di una comunità forgiata nella prova, pronta a ricevere la promessa che il Padre stava per riversare su di loro.

I Talenti Consacrati: Massimiliano Tosetto e Michele Palma

Se alcuni pionieri furono chiamati a compiere faticosi viaggi missionari transoceanici, altri ricevettero il sacro mandato di edificare e consolidare la Chiesa attraverso l’arte e l’insegnamento dottrinale. Massimiliano Tosetto, pittore e decoratore vicentino originario di Campiglia dei Berici, era giunto a Chicago nel 1904. Impiegato presso la rinomata Marshall Field Company, fu lui a evangelizzare, nel 1909, il giovane collega foggiano Michele Palma, talentuoso musicista giunto in America devoto unicamente alla propria arte e privo di alcun interesse religioso.

Dall’unione fraterna di questi due uomini — e con il prezioso contributo di Luigi Terragnoli — nacque un’opera fondamentale per la stabilità dottrinale del Movimento: la stesura e la pubblicazione dei primi Nuovi Inni e Salmi Spirituali. Privi di grandi mezzi, seduti attorno al tavolo di una modesta cucina al secondo piano di un appartamento in Rice Street a Chicago, con carta, penna e mandolino, composero liriche e melodie che esponevano in versi la pura teologia apostolica. Quei cantici divennero il veicolo primario per istruire un popolo di emigrati spesso privo di scolarizzazione, imprimendo nei loro cuori le dottrine della rigenerazione, della guarigione divina, del battesimo nello Spirito e dell’imminente ritorno del Re. Essi posero inoltre le basi organizzative per il futuro, divenendo nel corso dei decenni successivi i promotori di Convegni e Assemblee Generali (come la fatidica Assemblea Costitutiva di Niagara Falls del 1927 e di Roma del 1928) che avrebbero dato una rigorosa e saggia struttura al grande Movimento Italo-Americano e in Italia.

Le Dinamiche del Risveglio: L’Incontro con William H. Durham (1907)

Tra il 1903 e l’inizio del 1907, l’Assemblea Cristiana prosperò nella conoscenza della Parola e nell’amore fraterno. Tuttavia, i conduttori avvertivano nei loro spiriti una profonda mancanza. Leggevano gli Atti degli Apostoli, leggevano della promessa di Gesù (“Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi…” – Atti 1:8), e gemevano dinanzi a Dio per ricevere quella medesima potenza.

Nell’aprile del 1906, a Los Angeles, in una povera missione situata in Azusa Street sotto la guida di William J. Seymour, il fuoco della Pentecoste era tornato a scendere copiosamente. L’eco di quel risveglio si diffuse rapidamente negli Stati Uniti. A Chicago, la notizia fu portata e amplificata dal pastore battista William H. Durham (1873-1912). Nativo del Kentucky, uomo di profonda statura teologica e predicatore formidabile, recatosi personalmente ad Azusa Street all’inizio del 1907 e avendo ricevuto il battesimo nello Spirito Santo nel mese di marzo, Durham tornò in città trasformato.

Durham tornò a Chicago con un messaggio che infiammò la città: l’opera compiuta del Calvario non offriva solamente la salvezza e la giustificazione, ma apriva inequivocabilmente la via al medesimo rivestimento di potenza descritto nel libro degli Atti, per ogni credente. Sotto la sua guida, la North Avenue Mission divenne l’epicentro del risveglio nel Midwest (la “Azusa Street del Nord”).

Quando giunsero all’Assemblea Cristiana le notizie di credenti che, a pochi isolati di distanza, glorificavano Dio in lingue sconosciute manifestando i doni dello Spirito, Luigi Francescon non liquidò il fenomeno come eresia. Decise di recarsi personalmente alla missione di North Avenue per sottoporre ogni cosa al vaglio critico e inappellabile della Bibbia. Francescon ascoltò attentamente l’esposizione di Durham. Non vi ravvisò né fanatismo né artificio umano, ma il perfetto adempimento della promessa del profeta Gioele (Atti 2). Durham predicava la santificazione profonda e la fiduciosa attesa del Consolatore. Francescon, convinto inequivocabilmente dalla Parola e testimone dell’autenticità di quelle celesti manifestazioni, tornò dai fratelli italiani e condivise questa rivelazione vitale: il battesimo nello Spirito Santo con l’evidenza iniziale del parlare in lingue era una realtà biblica, attuale e disponibile per chiunque avesse il cuore arreso al Signore.
Fine Agosto 1907 La Tenda del Convegno
L’Incessante Ricerca della Promessa
Il resoconto di Francescon provocò una fame inestinguibile in seno all’Assemblea Cristiana. Le normali riunioni per la predicazione si tramutarono in incessanti e ferventi suppliche (il cosiddetto “tarrying” o attesa). I fratelli e le sorelle, purificando i loro cuori da ogni scoria, iniziarono a trascorrere ore, talvolta intere notti, prostrati in preghiera per ricevere il rivestimento dall’Alto.
9-14 Settembre 1907 Le Primizie dell’Effusione
I Primi Battesimi Spirituali
Il Signore onorò questa sete profonda in modo del tutto personale. Dopo che Luigi Francescon ebbe realizzato in prima persona la pienezza dello Spirito Santo nella propria abitazione, il fuoco iniziò a propagarsi. La sera del 9 settembre 1907, mentre Pietro Ottolini era in fervente preghiera nella sua stanza, il Signore rispose potentemente battezzandolo nello Spirito Santo. Il giorno seguente, la medesima grazia visitò la consorte Emma. La sera del 14 settembre, recatisi al culto presso la missione del pastore Durham, il giovane ventenne Giovanni Perrou fu anch’egli battezzato nello Spirito Santo.
15 Settembre 1907 L’Assemblea Cristiana (W. Grand Ave.)
Il Giorno di Sacra Memoria: La Pentecoste Italiana
L’indimenticabile domenica 15 settembre 1907, il culto ebbe inizio alle ore 10:00, presieduto da Pietro Ottolini. La congregazione era in sacra attesa. Ad un tratto, mentre il giovane Giovanni Perrou innalzava una fervida preghiera, la potenza di Dio irruppe dal cielo. Senza alcun intervento o imposizione di mani, la gloria divina invase il locale. I presenti furono simultaneamente battezzati nello Spirito Santo, iniziando a magnificare Iddio parlando in nuove lingue, riproducendo l’esatto e maestoso evento dell’alto solaio di Gerusalemme.
“Non vi furono grida di uomini a spingermi, ma solo il tocco ineffabile del Suo Spirito. Fui ripieno di una gioia indescrivibile e la mia lingua proruppe in un idioma celeste per glorificare il Re dei re.” – L’eco dell’esperienza pentecostale dei Pionieri
Luigi Francescon Luigi Francescon (1866-1964). L’ubbidienza incrollabile alla Parola lo rese il vaso d’elezione per il Risveglio tra gli italiani.

Il Grande Mandato: L’Opera Missionaria dei Pionieri

Missionario / Pioniere Inizio dell’Opera Campi d’Azione e Destinazioni Frutti dell’Opera / Note Ecclesiastiche
Giacomo Lombardi 1908 Italia (Roma, La Spezia, Abruzzo, Prezza, Sulmona), Sud America (Buenos Aires, San Paolo), Asmara (Eritrea), Gerusalemme. Senza mezzi finanziari, fondò la primissima comunità pentecostale in Italia (Roma, 1908). Viaggiò persino sul Carpathia nel 1912. Operò potentemente in Abruzzo e Medio Oriente, guidato unicamente dalla voce dello Spirito Santo.
Luigi Francescon 1909 Stati Uniti (Los Angeles, St. Louis), Argentina (Buenos Aires), Brasile (São Paulo, Paraná), Italia. Evangelizzò la prima colonia italiana a Los Angeles. In Sud America diede origine alla mastodontica Congregação Cristã no Brasil (CCB). Effettuò sei decisivi viaggi missionari in Italia, difendendo le dottrine del movimento.
Pietro Ottolini 1907-1910 Stati Uniti (Holley, Buffalo, New York, St. Louis), Italia (Milano, Lombardia, Piemonte, Toscana, Campania). Lasciato il lavoro, si consacrò al ministero itinerante. Fondò l’Assemblea di St. Louis e l’opera a New York. Giunto in Italia, consolidò le nascenti chiese del Nord, operando a Milano e divenendo un infaticabile evangelista tra le contrade del Piemonte e del Sud.
Giuseppe Beretta 1904-1923 Stati Uniti (Chicago, Holley NY, Memphis, Syracuse NY). Continuò l’opera di evangelizzazione capillare tra gli immigrati italo-americani, aprendo missioni a Memphis e infine fondando e curando fino alla morte l’Assemblea Cristiana di Syracuse N.Y., ponendo basi spirituali solidissime.
Pietro Menconi 1907-1936 Chicago (Assemblea Cristiana Madre). Non fu chiamato a missioni estere itineranti, ma sostenne il peso dell’opera locale. Divenne l’Anziano di riferimento dell’Assemblea Cristiana Madre di Chicago, garantendo supporto spirituale, stabilità e preghiera ai missionari che partivano per il mondo.
Massimiliano Tosetto 1916 Stati Uniti (Niagara Falls N.Y.), Canada (Thorold, Ontario, Jamestown, Rochester). Inizialmente in visita a Niagara Falls, vi rimase per 34 anni fondando un’enorme chiesa. Compositore di inni, fu anche co-fondatore del Fondo Missionario e difensore della forma di governo presbitero-congregazionalista.
Michele Palma 1914 Stati Uniti (Chicago, Syracuse N.Y., Niagara Falls), Italia (Roma, Sud Italia, Sicilia). Nominato Pastore e poi “Sorvegliante Generale”. Svolse un ruolo cruciale compiendo un viaggio in Italia nel 1928 per presiedere il primo storico “Convegno degli Anziani” a Roma, uniformando la dottrina tra Italia e America.
Michele Nardi 1888 Stati Uniti (Pittsburgh, Chicago, St. Louis, New York), Italia (Roma, Napoli, Capri). Evangelista metodista/valdese; non visse l’esperienza pentecostale ma vi spianò la strada. Aprì le prime sale di lettura e chiese presbiteriane negli USA. A Roma evangelizzò tra i portici della Stazione Termini, toccando innumerevoli anime.
Dalla povertà, dall’abnegazione e dall’assoluta sottomissione alla Parola di Dio, quei semplici operai e mosaicisti erano stati trasformati in apostoli dei tempi moderni. L’Assemblea Cristiana di Chicago non era più soltanto un umile gruppo di immigrati: era divenuta il cuore pulsante e inarrestabile di un movimento missionario mondiale che, a distanza di oltre un secolo, continua a risplendere in tutto il mondo per la sola gloria di Dio.
Archivio Storico Ecclesiale • Laviadellacroce.org
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