La Morte e l’Eredità
L’Ultimo Inverno del Padre del PentecostalesimoIl suo cuore, danneggiato dalla febbre reumatica infantile e logorato da decenni di predicazione, viaggi e persecuzioni, era ormai esausto. Aveva 55 anni, ma ne dimostrava venti di più. Eppure, lo spirito del “Proiettore” non si spegneva. Pochi giorni prima di morire, aveva pianificato un viaggio in Terra Santa (Palestina) per predicare agli Ebrei, convinto che la fine dei tempi fosse imminente.
Non c’erano folle ad attenderlo quella notte. Morì pacificamente nel pomeriggio, circondato solo dalla sua famiglia e da pochi fedelissimi. La notizia della sua morte non fece scalpore sui giornali nazionali. Il padre del movimento che contava ormai milioni di aderenti nel mondo se ne andò nel silenzio.
che uno deponga la sua vita per i suoi amici.”
(Giovanni 15:13)
Senza la sua intuizione di Topeka (“Le lingue sono l’evidenza biblica”), il movimento Holiness sarebbe rimasto un movimento di pietà, non di potenza. Parham diede al movimento la sua identità distintiva.
Il concetto di “Scuola Biblica di Fede” (come Bethel e Houston), dove si vive comunitariamente e si studia la Bibbia senza libri di testo, divenne il modello per l’addestramento dei missionari pentecostali per decenni.
Parham collegò il Battesimo nello Spirito all’evangelizzazione mondiale degli ultimi tempi (Latter Rain). Insegnò che la potenza non è per l’estasi personale, ma per il servizio.
“Charles Parham è la figura più tragica e necessaria del XX secolo religioso. Dio usò un vaso incrinato per versare il vino nuovo.
Il Movimento Pentecostale prese il suo messaggio (le Lingue) ma uccise il messaggero. Forse era necessario: se Parham fosse rimasto al comando, i suoi pregiudizi razziali e le sue stranezze teologiche avrebbero soffocato il fuoco. Dio permise che il Padre fosse messo da parte, affinché i Figli (come Seymour e altri) potessero portare il fuoco dove lui non poteva arrivare.”
