Lo Scandalo del Texas

L’Arresto, il Processo e la Caduta di un Profeta (1907)
ARCHIVIO GIUDIZIARIO • VOL. VI
Luglio 1907. Charles Fox Parham è al culmine della sua battaglia per mantenere il controllo sul movimento pentecostale. Dopo essere stato respinto da Azusa Street, sta tenendo una campagna di risveglio a San Antonio, Texas, cercando di riaffermare la sua autorità come “Proiettore della Fede Apostolica”.

Ma i suoi nemici sono molti. Wilbur Voliva, il leader tirannico di Zion City (Illinois), lo odia perché Parham gli ha sottratto centinaia di seguaci. W.F. Carothers, il suo ex amministratore in Texas, trama nell’ombra. L’atmosfera è tesa. Poi, il 18 luglio, scoppia la bomba che distruggerà per sempre la sua reputazione.
I. L’Arresto
CASE DISMISSED
DIPARTIMENTO DI POLIZIA DI SAN ANTONIO, TX
DATA: 18 Luglio 1907
IMPUTATO 1: Charles Fox Parham (34 anni, Ministro di Culto)
IMPUTATO 2: J.J. Jourdan (22 anni, Co-evangelista)
CAPO D’ACCUSA: Commissione di un “reato innaturale” (Sodomia). Articolo 342 del Codice Penale.
DETTAGLI: Arrestati in una residenza privata. Nessun testimone oculare diretto citato nel rapporto iniziale. Rilasciati su cauzione di $1.000.
La notizia dell’arresto non rimase locale. Come se fosse stata coordinata, la stampa nazionale riprese la storia con una velocità sospetta per l’epoca. Il San Antonio Light pubblicò titoli a caratteri cubitali. La sodomia, nel 1907, non era solo un reato, era un marchio di infamia sociale indelebile, peggiore dell’omicidio agli occhi dei puritani.
II. La Macchina del Fango
EVANGELISTA ARRESTATO!
“Il leader dei fanatici delle lingue accusato di crimini innominabili”

San Antonio, 19 Luglio. C.F. Parham, noto per le sue strane dottrine sulle lingue, è stato incarcerato oggi con accuse morali scioccanti. I suoi seguaci sono nello sgomento. Si dice che abbia confessato, sebbene il suo avvocato neghi tutto.

LA PISTA DELLA COSPIRAZIONE

Molti storici moderni (e i sostenitori di Parham all’epoca) notano diverse anomalie:
1. Wilbur Voliva (rivale di Parham a Zion) stampò migliaia di volantini con la notizia dell’arresto e li distribuì in ogni città dove Parham aveva predicato, *prima* ancora che il processo iniziasse.
2. Si dice che Parham avesse rifiutato le avances spirituali o amministrative di certi leader locali, che giurarono vendetta.
3. La confessione citata dai giornali non fu mai prodotta in tribunale e Parham negò sempre strenuamente.

III. Il Verdetto e la Condanna Reale
Il 24 luglio, il caso arrivò davanti al Grand Jury. Il Procuratore Distrettuale esaminò le prove. Non ce n’erano.

Il verdetto fu: “Ignoramus” (termine legale latino per “Non conosciamo”, cioè insufficienza di prove per procedere). Il caso fu archiviato. Legalmente, Charles Parham era un uomo libero e innocente.

Ma ecclesiasticamente, era morto. I leader emergenti del movimento pentecostale (che stavano cercando rispettabilità sociale) colsero l’occasione per tagliare i ponti con lui. Il suo nome fu cancellato dalle riviste. Le chiese gli chiusero le porte.
Da quel giorno, Parham divenne un “errante”, predicando solo a piccoli gruppi fedeli che non credevano alle accuse, mentre il movimento che lui aveva partorito cresceva nel mondo senza di lui.
“La storia ha assolto Parham dalle accuse legali, ma non ha mai rimarginato la ferita del rifiuto.”
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Archivio Storico Ecclesiale • Laviadellacroce.org

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