GIUSEPPINA ZOLLO
(Ginestra degli Schiavoni, 1912-1914: Il Fuoco nel Sannio)
Origine: Ginestra degli Schiavoni (Benevento), Campania.
Conversione: Emigrata negli USA, incontrò il Signore a Chicago o in ambienti italo-americani del risveglio.
Ritorno Missionario: 1912. Tornò al suo paese natale non per riposare, ma per evangelizzare la sua famiglia e il vicinato.
Ruolo: Madre di famiglia, profetessa rurale, fondatrice di una delle prime comunità pentecostali del Sud Italia.
Caratteristica: L’uso della casa come tempio. Senza pulpito e senza titoli, trasformò la cucina in un luogo di miracoli.
Mentre Lombardi e Francescon viaggiavano come apostoli tra le nazioni, donne umili come Giuseppina Zollo compivano un’opera altrettanto potente nel silenzio delle campagne del Sud. Emigrata per fame e tornata per fede, Giuseppina Zollo rappresenta il modello del “ritorno missionario”: l’emigrante che torna al paese natio portando una ricchezza invisibile ma eterna. A Ginestra degli Schiavoni, un piccolo borgo tra le colline del Sannio, accese un fuoco che la persecuzione fascista e clericale non riuscì mai a spegnere.
1. Il Ritorno a Ginestra (1912)
Nel 1912, Giuseppina Zollo rientrò a Ginestra degli Schiavoni. Non portava dollari, ma una Bibbia Diodati e l’esperienza del Battesimo nello Spirito Santo.
| Ambito | La Sfida Locale | L’Opera di Giuseppina |
|---|---|---|
| L’Ambiente Sociale | Povertà estrema, analfabetismo, superstizione religiosa mista a cattolicesimo popolare. Le donne non avevano voce in capitolo sulla religione. | Giuseppina iniziò a testimoniare prima ai parenti stretti. La sua trasformazione morale (niente più bestemmie, pace nel cuore) fu la sua prima predica. |
| Il Culto Domestico | Non c’erano locali di culto evangelici nel raggio di chilometri. | Aprì la sua casa. La sera, dopo il lavoro nei campi, i vicini si riunivano attorno al focolare. Giuseppina leggeva (o recitava a memoria) i Salmi e pregava per i malati. |
| I Segni | La gente chiedeva miracoli, abituata ai santi protettori. | Dio onorò la fede semplice di questa donna. Si registrarono guarigioni istantanee e liberazioni spirituali che scossero l’intero paese. |
2. La Persecuzione e la Resistenza
Come per Lombardi e Menna, anche per Giuseppina Zollo la reazione non tardò.
- Il Parroco e i Carabinieri: Fu accusata di essere una “strega protestante” o di diffondere eresie americane. Il prete locale vietò ai fedeli di salutarla o di venderle il pane. I carabinieri facevano irruzione durante le riunioni di preghiera.
- La Risposta Spirituale: Giuseppina non rispose mai con odio. Durante una perquisizione, mentre i gendarmi cercavano Bibbie da sequestrare, lei si mise a cantare inni di lode. Si racconta che la potenza di Dio riempì la stanza al punto che i carabinieri se ne andarono confusi e senza arrestare nessuno.
3. L’Eredità: Il “Matriarcato Spirituale”
Giuseppina Zollo non scrisse libri, non fondò denominazioni e non tenne conferenze. Eppure, la sua eredità è immensa.
Ella rappresenta quel “matriarcato spirituale” che ha sostenuto le chiese pentecostali del Sud Italia per decenni, specialmente quando gli uomini erano al fronte o emigrati. Le donne come Giuseppina custodivano il fuoco sull’altare domestico, educavano i figli nella via del Signore e mantenevano l’unità della chiesa.
La comunità di Ginestra degli Schiavoni divenne una “chiesa madre” per la zona del Beneventano, influenzando successivamente la nascita di gruppi a San Bartolomeo in Galdo e nei paesi limitrofi.
