La lampada nascosta · Opera omnia, edizione integrale

LA NOTTE MEDIEVALE

Movimenti di Risveglio, Dissenso e Pre-Riforma (VII – XV Secolo)
Era III · delle sei ere della Chiesa
6 capitoli3 tavole sinottiche19 immagini7 carte geografiche12 testimonianze bibliche
La valle di Angrogna, nelle valli valdesi del Piemonte
La valle di Angrogna, in Piemonte. Fra queste montagne, per secoli, i Valdesi custodirono la lampada che la notte medievale aveva cercato di spegnere: «La luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno sopraffatta» (Giovanni 1:5).Foto: Pmk58 · CC BY-SA 4.0
660Sorgono in Oriente i Pauliciani
814-839Claudio vescovo di Torino contro le immagini
1174La conversione di Pietro Valdo a Lione
1209Crociata contro gli Albigesi
1290L’Inquisizione a Rimini contro i Patarini
1382La Bibbia di Wycliffe in inglese
1415Giovanni Huss arso a Costanza
1498Savonarola impiccato e arso a Firenze
NOTA SUL PERIODO DELL’OSCURANTISMO (III – XI Secolo)

Esiste nella storia della Chiesa un periodo che va dal IV sec. d.C. fino al XII sec. caratterizzato da un diffuso oscurantismo religioso, perché la religione cristiana ufficiale del tempo ha fatto sì che si perdessero quasi tutte le tracce di focolai di “risveglio”, attraverso la soppressione di documenti e di testimonianze. Sappiamo poco di quei cristiani fedeli, che certamente in ogni tempo, hanno avuto un’aspirazione particolare per ritornare ad una fede semplice , fondata sulle Sacre Scritture. Dalla metà del XI secolo i Movimenti pauperistici e popolari, che sottolineavano l’importanza della povertà e di una chiesa povera ed austera in antitesi a quella fastosa, gaudente e autoritaria impersonata dalla chiesa romana, furono tutti considerarti movimenti ereticali perché minavano il potere assoluto della chiesa.

Il mondo in cui ardeva la lampada

Gli otto secoli raccontati in questo dossier sono quelli in cui la chiesa ufficiale raggiunse il massimo del suo potere e il minimo della sua fedeltà al Vangelo. Dopo la caduta dell’Impero d’Occidente (476) il vescovo di Roma riempì il vuoto lasciato dagli imperatori; con l’incoronazione di Carlo Magno (800) nacque l’alleanza fra trono e altare; nel 1054 Oriente e Occidente si separarono definitivamente; nel 1215 il IV Concilio Lateranense definì la transustanziazione e nel 1231 nacque l’Inquisizione. Intanto la Bibbia restava chiusa nel latino, lingua che il popolo non comprendeva più.

Eppure, in ogni secolo, qualcuno riaprì quel Libro. I movimenti che seguono — spesso conosciuti soltanto attraverso le parole dei loro persecutori — hanno in comune alcuni tratti: il ritorno alla Scrittura come unica autorità, la predicazione affidata anche ai laici, il rifiuto delle immagini e delle indulgenze, una vita povera e sobria. Non tutti furono esenti da errori; ma la lampada passò di mano in mano, dall’Armenia alle valli del Piemonte, da Lione a Oxford, da Praga a Firenze, finché nel secolo successivo divenne un incendio.

I

Pauliciani e Claudio di Torino L’Alba del Dissenso (VII – IX Secolo)

Movimento / FiguraStoria e Dottrina
I PAULICIANI
(VII Secolo – Oriente)
Nel 660 sorse in Oriente un Movimento di cui si conobbe soltanto quanto affermato dai loro persecutori.
  • Presero il nome della spiccata preferenza per l’Apostolo Paolo.
  • I loro conduttori presero i nomi dei collaboratori dell’Apostolo, come Silvano, Tito e Timoteo.
  • Preferivano chiamarsi soltanto cristiani mentre i cattolici li chiamavano “romei”.
CLAUDIO DI TORINO
(IX Secolo)
Claudio, vescovo di Torino (814-839), si applicò a scrivere commentari pratici su quasi tutti i libri della Bibbia. Fu acerrimo nemico dell’adorazione delle immagini e dei santi. È stato sostenuto, senza alcuna prova storica, che c’è stato un collegamento tra lui ed i Valdesi, che apparvero molto tempo dopo. Tuttavia, considerato un antesignano del protestantesimo, in suo onore l’Editrice Valdese porta oggi il nome di “Claudiana”.
Il suo credo era il seguente:
  • a. La salvezza per grazia e non per opere;
  • b. Bisogna adorare il Creatore e non le creature;
  • c. Chiunque cerca salvezza da qualche creatura è idolatra;
  • d. I santi defunti non vogliono essere adorati e non possono aiutarci;
  • e. Farsi il segno della croce è un atto superstizioso.

I Pauliciani fiorirono soprattutto in Armenia e nell’Asia Minore orientale; Costantino di Mananali, che verso il 660 prese il nome di Silvano, fondò comunità che chiamò con i nomi delle chiese paoline (Macedonia, Acaia, Colossi). Perseguitati dagli imperatori bizantini, fra l’VIII e il X secolo furono deportati a più riprese nei Balcani, in Tracia: fu da quel trapianto forzato che la loro predicazione raggiunse la Bulgaria, dove un secolo dopo avrebbe preso forma il movimento dei Bogomili.

Claudio, invece, era un dotto di origine spagnola, formatosi alla corte di Ludovico il Pio, che lo pose sulla cattedra di Torino. Trovò la sua diocesi piena di immagini venerate e le fece rimuovere, difendendosi nell’Apologeticum con un argomento semplice: se si adora la croce perché Cristo vi fu inchiodato, si dovrebbero adorare anche le mangiatoie, le barche e gli asini. La sua voce, isolata nel IX secolo, fu la prima in Occidente a dire con chiarezza ciò che Wycliffe e Lutero avrebbero ripetuto sei secoli dopo.

Non ti fare scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrare davanti a loro e non li servire.

Esodo 20:4-5
II

Bogomili, Càtari e Pietrobrusiani Il Medioevo Centrale

I grandi movimenti ereticali di questo periodo furono i Càtari e i Valdesi. Essi rappresentavano una reazione spontanea di tipo cristiano che si manifestò in punti diversi dell’Europa.

La necropoli di stećci di Radimlja, in Bosnia
Fig. 1La necropoli medievale di Radimlja, in Bosnia ed Erzegovina: gli stećci, le grandi lapidi scolpite dei secoli XII-XV, sono il segno più visibile lasciato dalla «Chiesa bosniaca», erede della predicazione bogomila.Foto: Boris Maric · CC0
I BOGOMILI (X – XI Secolo)

Un movimento sorto in Tracia tra il IX e il X secolo per la predicazione di Bogomil (Amico di Dio) si diffuse poi in Bulgaria ed in Bosnia ed ebbe anche rapporti fraterni con i Càtari in Italia ed in Francia meridionale. La loro dottrina era molto simile a quella dei Pauliciani.

I CÀTARI (ALBIGESI): “I PURI”

Deriva dal greco Katharòs = “puro”; d’origine orientale e diffuso in Europa, dall’XI° al XIV° sec. predicavano un rigoroso ascetismo. Svilupparono in senso estremistico il dualismo religioso del pensiero di Agostino, e furono pertanto accusati di rinnovare le idee dei Manichei. Concepivano il mondo come teatro della lotta incessante fra il principio del bene (libertà interiore, non violenza, spiritualità) e il principio del male (materia, costrizione, violenza).

La Testimonianza degli Oppositori: Bernardo Chiaravalle dovette riconoscere: “Nessun sermone è più cristiano dei loro e la loro morale è pura”. Carlo Molinier ha affermato: “I càtari respingono l’accusa d’eresia… essi osservano la fede in Gesù Cristo e nel suo vangelo. I loro veri miracoli… erano la conversione a Dio delle anime”.

Le dottrine di questi càtari erano:
  • a) Esaltavano la povertà;
  • b) Rifiutavano la guerra e il giuramento;
  • c) Rifiutavano la gerarchia, i dogmi, la croce, il purgatorio e le indulgenze della chiesa romana;
  • d) Proscrissero talvolta il matrimonio;
  • e) Rigido ascetismo;
  • f) Rigettavano il potere e la costrizione della legge.

Si dividevano in credenti e perfetti. Questi ultimi ricevevano il consolamentum, o battesimo spirituale.

Gli Albigesi: Seguaci della dottrina dei Catari, i quali proponevano una fede vissuta avendo una maggiore aderenza alle Sacre Scritture. Erano propugnatori della ribellione di un angelo a Dio. Questo movimento ebbe vasta diffusione dal XII al XIV secolo.

Il castello di Montségur, sui Pirenei, visto dall'alto
Fig. 2Montségur, sui Pirenei francesi: l’ultima roccaforte dei Càtari. Dopo dieci mesi di assedio, il 16 marzo 1244, oltre duecento «perfetti» che rifiutarono di abiurare furono arsi insieme in un unico rogo ai piedi della rupe. La crociata contro gli Albigesi, bandita da Innocenzo III nel 1209, era cominciata con il massacro di Béziers.Foto: MDanis · CC BY-SA 3.0
Il Palazzo dell'Arengo a Rimini
Fig. 3Rimini, il Palazzo dell’Arengo (1204), sede del Comune medievale. È a questo Comune e ai suoi ufficiali che l’inquisitore intimò, nel 1290, di restituire i beni confiscati alla famiglia del patarino Omnebono.Foto: Thomass1995 · CC BY-SA 4.0
I PATARINI E L’INQUISIZIONE A RIMINI (1290)

Origine: Movimento nato nel quartiere di Milano: Pataria, ad opera di Arialdo da Carimante e Landolfo Cotta, professava una fede più ortodossa che quella cattolica predicando contro la corruzione del clero (simonia), che, in effetti, a Milano era dilagante, capeggiato dall’allora arcivescovo Guido da Velate.

Dossier Storico: I Patarini a Rimini

Facendo riferimento alle fonti storiche, i Patarini ebbero una forte presenza anche in Romagna. Una data fondamentale è il 25 Novembre 1290, che segna il primo documento ufficiale dell’Inquisizione a Rimini.

In questo atto, l’inquisitore domenicano Fra’ Tommaso da Bologna emanò una sentenza formale. L’atto riguardava la restituzione dei beni confiscati a un certo Pelligrino, figlio del defunto eretico Omnebono.
Omnebono era stato un esponente di spicco dei Patarini locali. La sentenza di Fra’ Tommaso, che intimava al Comune di Rimini e ai suoi ufficiali la restituzione dei beni, evidenzia non solo la presenza radicata dell’eresia patarina nella città, ma anche il conflitto giurisdizionale ed economico tra l’Inquisizione e il potere civile comunale. Questo documento è la prova tangibile che la “Lampada Nascosta” ardeva anche sulle coste dell’Adriatico, pagando il prezzo della confisca e della persecuzione.

I PIETROBRUSIANI (XII SECOLO)

Chiamati così dal loro fondatore, il sacerdote francese Pietro Bruys, arso vivo nel 1126. Il Movimento fu condannato dal Concilio di Pisa nel 1135, ma ebbe ampia diffusione nelle Fiandre e nella Francia meridionale.

Il loro credo è il seguente:
  • a) Il battesimo prima dell’età della ragione non è valido. I fanciulli devono essere ribattezzati;
  • b) Gli edifici ecclesiastici e gli altari sono inutili;
  • c) Le croci devono essere spezzate e bruciate;
  • d) La messa è nulla e di conseguenza rifiutavano la transustanziazione;
  • e) Le preghiere, le elemosine e le opere meritorie non hanno valore per i defunti;
  • f) La Chiesa è l’assemblea dei credenti e non un edificio;
  • g) I canti e la musica non sono necessari, ma occorre l’affetto del cuore nella preghiera.

Coloro che rimasero fedeli presto si dispersero tra i Càtari e gli altri movimenti del tempo.

Le mura della città fortificata di Carcassonne
Fig. 4Le mura di Carcassonne, in Linguadoca. La città, cuore della regione in cui fiorirono Càtari e Pietrobrusiani, cadde nelle mani dei crociati nell’agosto del 1209; da qui, nel 1233, l’Inquisizione estese la sua rete su tutto il Mezzogiorno di Francia.Foto: Krzysztof Golik · CC BY-SA 4.0

Furono lapidati, segati, uccisi di spada; andarono in giro coperti di pelli di pecora e di capra; bisognosi, afflitti, maltrattati (di loro il mondo non era degno), erranti per deserti e monti, in spelonche e grotte della terra.

Ebrei 11:37-38
III

Pietro Valdo e Francesco d’Assisi XII – XIII Secolo

La statua di Pietro Valdo nel monumento a Lutero di Worms
Fig. 5Pietro Valdo nel monumento alla Riforma di Worms (1868): lo scultore lo ha raffigurato con il libro aperto, nell’atto di leggere la Scrittura al popolo. È uno dei quattro «precursori» posti ai piedi di Lutero.Foto: Alexander Hoernigk · CC BY 3.0
PIETRO VALDO E I POVERI DI LIONE (ca. 1140 – 1217)

Pietro Valdo nacque a Lione, era un mercante che ebbe una crisi religiosa, caratteristica del periodo (1174), a causa della morte d’un amico. Posto dinanzi al noto episodio evangelico del “giovane ricco” (Marco 10:17-31) egli decise di applicare l’Evangelo alla lettera dedicandosi all’aiuto dei poveri.
Si dedicò alla diffusione della Bibbia in lingua volgare e da semplice laico si mise ad annunciare l’Evangelo alla gente, affermando in germe l’idea del sacerdozio universale.

La Persecuzione: Lo scontro con la gerarchia cattolica fu inevitabile. Dapprima fu ammonito dal vescovo di Lione, nel 1177 fu poi espulso dalla città. Ricevuto nel Concilio Lateranense del 1179 (dove due Valdesi presentarono richiesta ad Alessandro III), fu poi scomunicato durante il Concilio di Verona nel 1184.
Fu oggetto di persecuzioni da parte del papato, che sferrò un duro attacco con Innocenzo III. Una delle più cruente Crociate papali contro i suoi seguaci si verificò nelle Valli del Pellice e del Chisone, in Piemonte, con un notevole bagno di sangue.
Walter Map, nella sua relazione riporta questa testimonianza di scherno: “Poveri loro stessi e nudi seguono un Cristo nudo… Se li ammettiamo noi stessi saremo scacciati”.

IL CREDO VALDESE
  • a) Dobbiamo ubbidire a Dio anziché agli uomini;
  • b) L’autorità e l’uso popolare della Bibbia;
  • c) Il diritto dei laici di predicare l’Evangelo;
  • d) I bambini erano salvati senza battesimo;
  • e) Rifiutavano il giuramento, la pena di morte;
  • f) Condannavano il purgatorio, le preghiere per i morti;
  • g) Credevano dopo la morte a due realtà: il cielo e l’inferno.
Panorama di Lione sulla Saona in una fotografia di metà Ottocento
Fig. 6Lione sulla Saona, in una fotografia di metà Ottocento. Nella città che aveva già visto i martiri del 177 (Era II), il mercante Valdo fece tradurre i Vangeli in lingua d’oc e mandò i suoi «Poveri» a predicare a due a due, come i settanta discepoli (Luca 10:1).Fotografia anonima, dopo il 1858 · pubblico dominio
Il torrente Angrogna sotto Pra del Torno
Fig. 7Il torrente Angrogna sotto Pra del Torno. In questa valle chiusa, raggiungibile da un solo sentiero, i Valdesi istruivano i loro predicatori itineranti, i barba, che imparavano a memoria interi libri della Scrittura prima di partire per l’Europa.Foto: F Ceragioli · CC BY-SA 3.0

La scomunica del 1184 (Ad abolendam) non spense il movimento: lo spinse verso le montagne. Nel XIII e XIV secolo i Valdesi si stabilirono nelle valli alpine del Piemonte e del Delfinato, dove sopravvissero a crociate, processi e roghi fino al XVI secolo, quando nel sinodo di Chanforan (1532) aderirono alla Riforma protestante. Sono l’unico movimento di quest’era giunto vivo fino a noi.

FRANCESCO D’ASSISI (1181/82 – 1226)

Nacque ad Assisi da Francesco Bernardone, ricco commerciante. Trascorse una gioventù agiata. Fu preso prigioniero per circa un anno in battaglia (1203). Una malattia gli diede occasione di riflettere. A Roma, davanti alla porta della Basilica di San Pietro prese la sua decisione: donare tutti i suoi averi ai poveri.
I Seguaci: Bernardo da Quintavalle, Piero Cattani, Egidio, Sabatino, Morico, Filippo, Giovanni, Bernardo da Vida, Angelo Tancredi, Silvestro, fra Leone, fra Masseo, fra Ginepro e Chiara.
La Svolta Ecclesiastica: Nel 1213 ottennero la cappella della Porziuncola, intorno alla quale costruirono le loro capanne di frati. Nel 1217 erano già oltre 500 ed iniziarono a diffondere la loro dottrina anche oltre frontiera, in Francia e Germania, dove non ebbero molto successo e furono scambiati, per eretici. Tentò anche l’avventura della predicazione all’estero recandosi in Egitto ed in Terra Santa, senza nessun risultato, perciò tornò in Italia dove in un Capitolo convocato a Venezia cedette il rettorato a Piero Cattani, ma non la sua autorità, che gli proveniva dalla crescente stima popolare. Con la nuova Regola (Regola prima) approvata anche da Onorio III° nel 1 223 fu stabilito che il loro ordine fosse di frati minori. Dopo alterne vicende di salute cagionevole, ed un girovagare inutile per curarsi, si spense al suo ritorno ad Assisi la notte fra il 3 ed il 4 ottobre del 1226 a poco più di quarantatré anni.

I francescani. È il movimento di risveglio religioso iniziato da Francesco d’Assisi (1182-1226) Sorse inizialmente come un movimento pauperistico, (povertà) fino al punto che molti storici hanno visto delle affinità iniziali tra i Valdesi ed i Francescani. Indubbiamente era nell’intenzione di Francesco d’Assisi di proporre la semplicità apostolica, ma non manifestò la resistenza di Valdo dinanzi al rifiuto di predicare liberamente il Vangelo, senza appartenere al clero. Nel 1212 il papa Innocenzo III, forse nel timore di uno scisma, approvò questo gruppo. Precisò chiaramente che Francesco doveva attenersi al solo esame delle questioni d’ordine morale, senza alcuna facoltà di sollevare problemi dogmatici. Per non creare pericolosi precedenti nell’autorizzare un laico ad un’attività di predicazione, gli conferì il diaconato e prescrisse ai suoi discepoli la tonsura”. Per quanto riguarda il francescanesimo primitivo, tutti gli scritti agiografici su Francesco d’Assisi sono successivi al movimento originario. Il capitolo di Pisa del 1263 decretò la distruzione delle biografie preesistenti e fu accettata ufficialmente soltanto la Vita di S. Francesco, di Bonaventura da Bagnoregio (1221-1274), quest’ultimo, divenuto generale dell’ordine francescano nel 1257 promulgò le nuove costituzioni (1260), che combattevano l’estremismo dei cosiddetti spirituali. In pratica egli fu l’artefice della trasformazione totale di quello che inizialmente era stato un movimento di rinnovamento in un vero e proprio ordine religioso, per questo fu nominato cardinale e Sisto V nel 1578 lo proclamò dottore della chiesa
Istituzionalizzazione: Bonaventura da Bagnoregio (Generale dal 1257) fu l’artefice della trasformazione totale di quello che inizialmente era stato un movimento di rinnovamento in un vero e proprio ordine religioso. Il capitolo di Pisa del 1263 decretò la distruzione delle biografie preesistenti.

Panorama di Assisi in una xilografia d'epoca
Fig. 8Assisi in una xilografia ottocentesca. Valdo e Francesco partirono dallo stesso versetto (Marco 10:21) e dalla stessa scelta di povertà; ma il primo rivendicò il diritto dei laici di predicare la Scrittura e fu scomunicato, il secondo si sottomise alla gerarchia e il suo movimento fu assorbito in un ordine religioso.Xilografia, XIX secolo · pubblico dominio

Una cosa ti manca! Va’, vendi tutto ciò che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi.

Marco 10:21
Atlante della Notte Medievale

Le carte di otto secoli

Sette tavole in italiano, da ingrandire con un tocco: l’Europa dei Franchi e dell’anno Mille, l’Italia dei Comuni, l’Oriente da cui vennero Pauliciani e Bogomili, lo Scisma d’Occidente al tempo di Wycliffe, l’Italia di Savonarola e le valli dei Valdesi.

Carta dell'espansione dell'Impero dei Franchi dal 481 all'814
Tav. IL’ascesa dell’Impero dei Franchi (481-814): l’Europa di Carlo Magno e di Ludovico il Pio, in cui Claudio fu vescovo di Torino. Con l’incoronazione dell’800 nasce l’alleanza fra il trono e il papato che segnerà tutto il Medioevo.Cartografia: Sémhur · CC BY-SA 3.0
Carta del Sacro Romano Impero nell'anno 1000
Tav. IIIl Sacro Romano Impero intorno all’anno Mille, al tempo in cui in Tracia e in Bulgaria predicavano i Bogomili e a Milano nasceva la Pataria.Cartografia: Sémhur · CC BY-SA 4.0
Carta dell'Italia nell'anno 1000
Tav. IIIL’Italia nell’anno Mille: Torino di Claudio, Milano dei Patarini, la Romagna di Rimini. Un mosaico di marche, ducati e domini bizantini sul quale, due secoli dopo, sorgeranno i Comuni.Cartografia: MapMaster · CC BY-SA 3.0
Carta dell'Impero bizantino e dei Balcani dopo il 1204
Tav. IVL’Oriente dopo il 1204: Bulgaria, Serbia, Tracia e Asia Minore, le terre dei Pauliciani e dei Bogomili da cui la predicazione dualista raggiunse la Bosnia, l’Italia e la Linguadoca.Cartografia: Odejea, Bukkia · CC BY-SA 3.0
Carta del Grande Scisma d'Occidente del 1378
Tav. VIl Grande Scisma d’Occidente (1378-1417): l’Europa divisa fra l’obbedienza romana e quella avignonese. In questo scandalo di due papi che si scomunicano a vicenda maturano Wycliffe in Inghilterra e Huss in Boemia.Cartografia: Mascarinho10 · CC BY-SA 4.0
Carta dell'Italia nel 1494
Tav. VIL’Italia nel 1494, l’anno in cui Carlo VIII scende nella penisola e Firenze caccia i Medici: la scena su cui Savonarola predica i «castighi divini» e governa la repubblica fino al rogo del 1498.Cartografia: Shadowxfox · CC BY-SA 3.0
Carta antica delle quattro valli valdesi del Piemonte
Tav. VII«Le quattro valli di Lucerna, Angrogna, San Martino e Perosa»: la carta seicentesca delle valli valdesi del Piemonte, incisa da Vincenzo Coronelli. Il rifugio alpino dove la lampada rimase accesa fino alla Riforma.Cartografia: V. M. Coronelli, XVII secolo · pubblico dominio
IV

Giovanni Wycliffe: La Stella del Mattino Monografia Storica

Giovanni Wycliffe in un'incisione del 1548
Fig. 9Giovanni Wycliffe in un’incisione del 1548, dal catalogo degli scrittori di Gran Bretagna di John Bale, uno dei primi storici protestanti.Incisione, 1548 · pubblico dominio

Nel cuore del XIV secolo, mentre l’Europa era devastata dalla Peste Nera e la Chiesa era lacerata dal Grande Scisma d’Occidente (con due papi contendenti, uno a Roma e uno ad Avignone), Dio accese una luce in Inghilterra. Giovanni Wycliffe non fu un semplice contestatore, ma il più grande teologo di Oxford del suo tempo. La sua mente, affilata come una spada dalla logica scolastica, smantellò pezzo per pezzo la struttura teologica e politica del papato medievale, guadagnandosi il titolo eterno di “Stella del Mattino della Riforma”: colui che brillò nel buio più profondo prima di Lutero (nel secolo successivo).

Il Maestro di Oxford e la Disputa Politica

Nato nello Yorkshire intorno al 1324, Wycliffe divenne una figura di spicco al Balliol College di Oxford, dove insegnò filosofia e teologia. Inizialmente, la sua fama era legata alla sua formidabile capacità dialettica. Entrò al servizio della corona inglese come cappellano del Re Edoardo III e divenne protetto del potente Duca Giovanni di Gaunt.

Il conflitto iniziò nel 1373, su un terreno politico. Papa Gregorio XI pretese dall’Inghilterra il pagamento di un tributo feudale che non veniva versato da 33 anni. Wycliffe, chiamato a difendere la posizione del Parlamento, formulò una tesi rivoluzionaria nel suo trattato De Dominio Divino. Egli sostenne che:

LE TESI DEL DOMINIO
  • Cristo non ha esercitato alcuna giurisdizione civile, vivendo in povertà; pertanto, il Papa non aveva alcun diritto di tassare le nazioni.
  • La Teoria del Dominio: L’autorità (il “dominio”) deriva direttamente da Dio. Tuttavia, questo potere è condizionato dallo “stato di grazia”. Un vescovo o un papa che vive nel peccato mortale perde il diritto divino di governare e possedere beni.

Questa tesi fornì allo Stato la giustificazione morale per sequestrare i beni di un clero corrotto, rendendo Wycliffe un eroe nazionale agli occhi della nobiltà inglese, ma un nemico mortale per la curia romana.

Il cortile del Balliol College a Oxford
Fig. 10Il cortile del Balliol College a Oxford, di cui Wycliffe fu Master intorno al 1360. Da queste aule uscirono le sue tesi e, più tardi, i primi «Poveri Predicatori».Foto: Toby Ord · CC BY-SA 2.5

La Svolta Teologica: La Bibbia al Centro

Ben presto, la critica di Wycliffe si spostò dalla politica alla dottrina pura. Nel suo capolavoro De Veritate Sacrae Scripturae, egli pose la pietra angolare di ogni futuro risveglio: la Sola Scriptura.

Contro la tradizione canonica e l’autorità dei Concili, Wycliffe affermò: “La Sacra Scrittura è la massima autorità per ogni cristiano e la regola infallibile della fede”. Egli sosteneva che la Chiesa non è la gerarchia visibile (Papa e cardinali), ma l’insieme invisibile degli eletti predestinati. Se il Papa non segue l’umiltà di Cristo, egli non è il Vicario di Cristo, ma l’Anticristo.

L’Attacco al Cuore del Sistema: La Transustanziazione

Nel 1380, Wycliffe si spinse oltre attaccando il dogma centrale del cattolicesimo medievale: la Transustanziazione (definita nel 1215). La Chiesa insegnava che, al momento della consacrazione, il pane e il vino diventavano fisicamente e sostanzialmente il corpo e il sangue di Cristo, e che la sostanza del pane cessava di esistere.

Wycliffe, usando la logica aristotelica e la Scrittura, definì questa dottrina “idolatria”, “un inganno blasfemo”.

“Il pane rimane pane, Cristo è presente spiritualmente, sacramentalmente ed efficacemente, ma non materialmente come un pezzo di carne.”

Giovanni Wycliffe

Questo attacco distruggeva il potere “magico” del sacerdote di creare Dio sull’altare, minando l’intero sistema sacramentale che teneva i laici sottomessi al clero. Questo gli costò il supporto dei nobili, che temevano disordini sociali, ma accese l’entusiasmo del popolo.

La Spada dello Spirito: La Bibbia in Inglese

Una pagina manoscritta della Bibbia di Wycliffe con l'inizio del Vangelo di Giovanni
Fig. 11L’inizio del Vangelo di Giovanni nella Bibbia di Wycliffe, copiata a mano alla fine del XIV secolo: «In the bigynnyng was the word…». Possedere una pagina come questa divenne presto un crimine punibile con il rogo.Manoscritto, fine XIV secolo · pubblico dominio

Wycliffe comprese che il popolo non poteva ribellarsi all’errore se non conosceva la Verità. Con l’aiuto dei suoi collaboratori (come Nicholas di Hereford e John Purvey), intraprese l’impresa titanica di tradurre la Vulgata Latina in Inglese Medio.

Fu la prima traduzione completa della Bibbia nella lingua del popolo. Wycliffe voleva che “l’uomo che spinge l’aratro conosca la Scrittura meglio del prete più istruito”.
Non esisteva ancora la stampa. Ogni copia doveva essere scritta a mano e costava quanto il salario annuale di un curato. Eppure, le copie si diffusero ovunque. Possedere un solo foglio di questa Bibbia divenne presto un crimine punibile con il rogo.

I Lollardi: L’Esercito dei Poveri Predicatori

Per diffondere la Parola, Wycliffe istituì l’ordine dei “Poveri Predicatori”, noti come Lollardi (termine dispregiativo che significava “borbottatori di preghiere”). Vestiti di lana grezza, a piedi nudi e con il bastone in mano, viaggiavano di villaggio in villaggio, leggendo le Scritture nelle piazze e nei mercati.

LE “DODICI CONCLUSIONI” (1395)

Le loro dottrine erano radicali:

  • a- Rifiuto della venerazione dei santi, delle reliquie , delle immagini e dei pellegrinaggi.
  • b- Rifiuto della confessione auricolare (l’uomo si confessa direttamente a Dio).
  • c- Condanna delle guerre benedette dal clero.
  • d- Rifiuto del celibato ecclesiastico.
  • e- La cena del Signore ha valore soltanto spirituale;.
  • f- La Bibbia deve essere interpretata, secondo il suo senso ovvio e letterale;
  • g- La Bibbia deve essere conosciuta e diffusa tra il popolo;
  • h- La vera chiesa è la comunità invisibile degli eletti:

Il Concilio del Terremoto (1382)

La Chiesa reagì con ferocia. L’Arcivescovo di Canterbury, William Courtenay, convocò un sinodo a Londra presso il convento dei Blackfriars per condannare Wycliffe.

Proprio mentre iniziava la seduta, il 21 maggio 1382, un violento terremoto scosse Londra. I vescovi, terrorizzati, volevano sospendere il processo vedendolo come un segno dell’ira di Dio contro di loro. L’arcivescovo Courtenay, con grande astuzia, dichiarò invece che il terremoto era un segno positivo: la terra si stava “purgando dai cattivi umori” dell’eresia di Wycliffe.

Furono condannate 24 tesi di Wycliffe. Egli fu espulso dall’Università di Oxford, ma protetto dalla monarchia e ormai anziano e malato, si ritirò nella sua parrocchia di Lutterworth.

La Morte e la Profezia del Fiume Swift

Giovanni Wycliffe morì in pace nel suo letto il 31 dicembre 1384, colpito da un ictus mentre ascoltava la funzione religiosa. Ma l’odio della gerarchia ecclesiastica non si placò con la sua morte; le sue idee continuavano a vivere nei Lollardi e avevano raggiunto la Boemia, ispirando Jan Hus.

Il rogo delle ossa di Wycliffe, xilografia dal Libro dei Martiri di John Foxe
Fig. 12Il rogo delle ossa di Wycliffe a Lutterworth (1428) e le ceneri gettate nel fiume Swift, in una xilografia del Libro dei Martiri di John Foxe (1563), la grande cronaca protestante delle persecuzioni.Xilografia, 1563 · pubblico dominio
L’ULTIMO ROGO

Nel 1415, il Concilio di Costanza (lo stesso che condannò Hus al rogo) dichiarò Wycliffe eretico ostinato e ordinò che le sue ossa fossero dissotterrate dalla terra consacrata.

La sentenza fu eseguita nel 1428, ben 44 anni dopo la sua morte. Il vescovo Fleming si recò a Lutterworth, aprì la tomba, riesumò le ossa del teologo e le bruciò pubblicamente su un rogo.
Le ceneri furono poi gettate nel piccolo fiume Swift che scorreva lì vicino.

Un atto che doveva cancellarne la memoria divenne invece una potente profezia, come scrisse magnificamente lo storico Thomas Fuller:

“Il fiume Swift portò le sue ceneri nell’Avon, l’Avon nel Severn, il Severn nei mari stretti, e questi nell’oceano principale. E così le ceneri di Wycliffe sono l’emblema della sua dottrina, che ora è dispersa in tutto il mondo.”

Thomas Fuller, 1655
V

Giovanni Huss: Il Martire XV Secolo – Boemia

Il rogo di Giovanni Huss a Costanza, miniatura del Codice di Jena
Fig. 13Il rogo di Giovanni Huss a Costanza (6 luglio 1415) in una miniatura del Codice di Jena, manoscritto hussita della fine del XV secolo. Sul capo gli fu posta una mitra di carta con la scritta «eresiarca».Miniatura di Janíček Zmilelý, ca. 1490-1510 · pubblico dominio
GIOVANNI HUSS (1369 – 1415)

Nato a Costanza da famiglia povera, frequentò l’università di Praga (maestri: Adalberto Ranconi e Stanislao di Znoymo). Predicatore alla cappella di Bethleem. Lo Znoymo lo istruì sulle dottrine del Wycliff.
G. Huss, professore universitario ispirato dagli scritti di Wycliff, sostenne l’assoluta autorità della Scrittura in materia di fede. Rifiutò il culto delle immagini, il traffico delle indulgenze, protestò contro la corruzione del clero.

Il Rogo: Si presentò al concilio di Costanza nel 1414. Gli furono contestati cinquantanove punti, che si rifiutò di abiurare, e per questa ragione, il 6 Luglio 1415 fu condannato al rogo. Un anno dopo saliva al patibolo il suo seguace Girolamo da Praga. Ancora oggi è considerato dai cechi martire ed eroe nazionale.

Huss era giunto a Costanza con un salvacondotto dell’imperatore Sigismondo, che il concilio dichiarò non vincolante verso un eretico. Alla lettura della sentenza rispose: “Signore Gesù Cristo, perdona i miei nemici”. Secondo la cronaca del suo discepolo Pietro di Mladoňovice, mentre le fiamme salivano cantava “Cristo, figlio del Dio vivente, abbi pietà di me”; le sue ceneri furono gettate nel Reno perché i Boemi non potessero raccoglierle. Un secolo dopo, nel 1520, Lutero avrebbe scritto: “Senza saperlo, siamo stati tutti hussiti”.

IL MOVIMENTO HUSSITA E I TABORITI

Dopo la morte di Huss e di re Venceslao, la rivolta s’inasprì (1419) alimentata anche dalla bolla di papa Martino V che proclamava una crociata contro gli Hussiti.
Questi ultimi ben presto espressero una linea più radicale detta dei Taboriti (dal nome della città che fondarono). Sostenevano che il culto dovesse essere libero da ogni fasto, s’impegnavano a realizzare la comunione dei beni, perdendosi ogni distinzione fra clero e credente consentendo ad ogni credente di amministrare i sacramenti. Combatterono battaglie cruenti, ed infatti, ad opera di Zizka sconfissero l’esercito di Sigismondo. Da loro discende la comunità dei fratelli Boemi (Unitas Fratrum, 1457).

E non temete coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccidere l’anima; temete piuttosto colui che può far perire l’anima e il corpo nella geenna.

Matteo 10:28
VI

Girolamo Savonarola XV Secolo – Italia

Ritratto di profilo di Girolamo Savonarola
Fig. 14Girolamo Savonarola in un ritratto di profilo dipinto a Firenze intorno al 1497, un anno prima del rogo.Dipinto, ca. 1497 · pubblico dominio
GIROLAMO SAVONAROLA (1452 – 1498)

Nato a Ferrara, nel 1474 maturò la decisione di entrare in un convento domenicano. Scrisse “De ruina mundi” e “De ruina Ecclesiae” (La Chiesa, rappresentata come una vergine, aveva ormai abbandonato Roma).
Nel 1482 si trasferì a Firenze. Inizialmente non gradito per il linguaggio duro, dal 1490 le sue prediche su imminenti castighi divini (arrivo di Ciro/Carlo III) commossero il popolo. Scrisse “Tractato devoto e utile della umiltà” e “Tractato dell’amore di Jesù Cristo”. Condannava coloro che leggevano Aristotele, Virgilio e Ovidio mentre elogiava chi leggeva il Vangelo.

La Fine: Il papato romano lo avversò non poco, ed il 12.05.1497 ad opera d’Alessandro VI fu scomunicato. Fu incarcerato, e dopo alterne vicende e tre processi, fu impiccato e poi arso il 23 Maggio 1498.

Il supplizio di Savonarola in Piazza della Signoria, dipinto del 1500 circa
Fig. 15Il supplizio di Savonarola e dei suoi due compagni in Piazza della Signoria, il 23 maggio 1498, in un dipinto eseguito pochi anni dopo da un testimone fiorentino. Prima del rogo, Savonarola scrisse in carcere una meditazione sul Salmo 51, Infelix ego, che Lutero fece ristampare nel 1523 definendolo un testimone della giustificazione per grazia.Dipinto attribuito a Francesco Rosselli, ca. 1500 · foto: Francesco Bini · CC BY-SA 4.0

Soffro fino a essere incatenato come un malfattore; ma la parola di Dio non è incatenata.

2 Timoteo 2:9
✦

Sinossi dei movimenti e glossario Otto secoli di lampada nascosta in un solo colpo d’occhio

Tavola sinottica dei movimenti medievali

SecoloMovimento / FiguraLuogoTratti distintiviEsito
VIIPAULICIANIArmenia, Asia Minore, poi TraciaPreferenza per Paolo, nomi dei suoi collaboratori, solo «cristiani»Perseguitati da Bisanzio, deportati nei Balcani
IXCLAUDIO DI TORINOTorinoSalvezza per grazia, no immagini, no culto dei santi, no segno della croceIsolato, non condannato in vita
X-XIBOGOMILITracia, Bulgaria, BosniaDottrina simile ai Pauliciani, rapporti con i CàtariSopravvissuti in Bosnia fino al XV secolo
XIPATARINIMilano, poi RomagnaContro simonia e corruzione del cleroColpiti dall’Inquisizione (Rimini, 1290)
XI-XIVCÀTARI / ALBIGESILinguadoca, ItaliaPovertà, rifiuto di gerarchia, dogmi, croce, purgatorio, indulgenze; dualismoCrociata (1209), Inquisizione, Montségur (1244)
XIIPIETROBRUSIANIFrancia meridionale, FiandreNo battesimo dei bambini, no edifici e altari, no messa, chiesa = assemblea dei credentiPietro di Bruys arso (1126); dispersi
XII-XVIVALDESILione, valli del PiemonteBibbia in volgare, predicazione dei laici, ubbidire a Dio anziché agli uomini, no purgatorioScomunicati (1184), perseguitati; aderiscono alla Riforma (1532)
XIIIFRANCESCANIAssisiPovertà e semplicità apostolicaAssorbiti in un ordine religioso (1223)
XIVWYCLIFFE E I LOLLARDIOxford, InghilterraSola Scriptura, Bibbia in inglese, no transustanziazione, chiesa = elettiCondannato (1382); ossa bruciate (1428); Lollardi perseguitati
XVHUSS E GLI HUSSITIPraga, BoemiaAutorità della Scrittura, no immagini e indulgenze, culto senza fastoHuss arso (1415); crociate; Unitas Fratrum (1457)
XVSAVONAROLAFirenzePredicazione del ravvedimento, Vangelo contro i classici pagani, contro la corruzione di RomaScomunicato, impiccato e arso (1498)
GLOSSARIO DEI TERMINI STORICI
  • Anabattisti: da “Ribattezzare”, movimento diffusosi in Germania nel 1521, ribattezzavano in età adulta i neo credenti già battezzati da piccoli.
  • Quaccheri: movimento protestante inglese (“Luce interiore”) che sopprimeva ogni forma di culto esteriore e rifiutava ogni forma di violenza.
  • Pauperistici: Individui che sceglievano la povertà quale stile di vita per migliorarsi spiritualmente.
  • Ereticali: Individui che professavano e pubblicizzavano l’eresia.
✦

Le Scritture testimoniano la Notte Medievale Dodici versetti che attraversano il periodo: la lampada, la Parola non incatenata, l’ubbidienza a Dio, il prezzo della fedeltà

Voi siete la luce del mondo. Una città posta sopra un monte non può essere nascosta, e non si accende una lampada per metterla sotto un recipiente; anzi la si mette sul candeliere ed essa fa luce a tutti quelli che sono in casa.Matteo 5:14-15
La tua parola è una lampada al mio piede e una luce sul mio sentiero.Salmo 119:105
La luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno sopraffatta.Giovanni 1:5
Una cosa ti manca! Va’, vendi tutto ciò che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi.Marco 10:21
Bisogna ubbidire a Dio anziché agli uomini.Atti 5:29
Voi siete una stirpe eletta, un sacerdozio regale, una gente santa, un popolo che Dio si è acquistato, perché proclamiate le virtù di colui che vi ha chiamati dalle tenebre alla sua luce meravigliosa.1 Pietro 2:9
Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi.Giovanni 8:31-32
Soffro fino a essere incatenato come un malfattore; ma la parola di Dio non è incatenata.2 Timoteo 2:9
Non ti fare scultura, né immagine alcuna… Non ti prostrare davanti a loro e non li servire.Esodo 20:4-5
Erranti per deserti e monti, in spelonche e grotte della terra: di loro il mondo non era degno.Ebrei 11:38
Non temete coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccidere l’anima.Matteo 10:28
Vidi sotto l’altare le anime di quelli che erano stati uccisi per la parola di Dio e per la testimonianza che avevano resa.Apocalisse 6:9

Fonti e bibliografia

  1. Esodo; Salmi; Marco; Giovanni; Atti; 1 Pietro; 2 Timoteo; Ebrei; Apocalisse (Nuova Riveduta).
  2. Claudio di Torino, Apologeticum atque rescriptum adversus Theutmirum abbatem (frammenti).
  3. Pietro il Venerabile, Contra Petrobrusianos; Bernardo di Chiaravalle, Sermoni sul Cantico, 65-66.
  4. Walter Map, De nugis curialium, I, 31 (i Poveri di Lione al Concilio Lateranense).
  5. Lucio III, decretale Ad abolendam (Verona, 1184); atti del IV Concilio Lateranense (1215).
  6. Sentenza dell’inquisitore Tommaso da Bologna, Rimini, 25 novembre 1290 (archivio).
  7. Giovanni Wycliffe, De dominio divino; De veritate Sacrae Scripturae; De Eucharistia; Dodici Conclusioni dei Lollardi (1395).
  8. John Foxe, Actes and Monuments (1563); Thomas Fuller, The Church History of Britain (1655).
  9. Giovanni Huss, De Ecclesia; Pietro di Mladoňovice, Relatio de magistro Johanne Hus; atti del Concilio di Costanza (1414-1418).
  10. Girolamo Savonarola, Prediche sopra Aggeo; Infelix ego (1498); Pasquale Villari, La storia di Girolamo Savonarola e de’ suoi tempi (1859-61).
  11. Jean Léger, Histoire générale des Églises évangéliques des Vallées de Piémont (1669); Emilio Comba, Storia dei Valdesi (1893).
Fine del Volume III – Archivio Storiografico laviadellacroce.org
Documento basato su fonti storiche e sulle memorie dei movimenti citati – 2026

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto