Se pace qual fiume
Biografia dell’Autore
Horatio Gates Spafford non era un teologo di professione, ma un avvocato di successo e un anziano della Chiesa Presbiteriana a Chicago. Uomo di profonda cultura e spiritualità, era amico intimo dell’evangelista D.L. Moody. La sua fede, tuttavia, non fu forgiata nei successi forensi, ma nel crogiolo di una sofferenza inimmaginabile. Nel 1871, il Grande Incendio di Chicago distrusse quasi tutte le sue proprietà immobiliari, decimando la sua fortuna. Pochi mesi prima, aveva perso il suo unico figlio maschio a causa della scarlattina. Nonostante queste prove simili a quelle di Giobbe, Spafford mantenne lo sguardo fisso sulla sovranità di Dio, dedicandosi all’assistenza dei senzatetto della città.
Il Compositore della Musica
La musica, intitolata significativamente “Ville du Havre” in memoria della nave affondata, fu composta da Philip Paul Bliss, uno dei più grandi cantanti evangelisti dell’epoca. Bliss rimase così toccato dal testo di Spafford che compose la melodia in brevissimo tempo. Tragicamente, anche la vita di Bliss si concluse presto e in modo drammatico: morì soli tre anni dopo, nel 1876, in un disastro ferroviario in Ohio mentre tentava di salvare sua moglie dalle fiamme dei vagoni.
Storia dell’Inno: Il Trionfo sulla Tragedia
La genesi di questo inno è una delle pagine più commoventi della storia cristiana. Nel novembre 1873, Spafford decise di mandare la moglie Anna e le loro quattro figlie in Europa per una vacanza e per assistere alle riunioni di Moody, mentre lui le avrebbe raggiunte in seguito. La nave su cui viaggiavano, la Ville du Havre, entrò in collisione con un veliero inglese nell’Atlantico e affondò in soli dodici minuti.
Le quattro figlie di Spafford (Annie, Maggie, Bessie e Tanetta) morirono annegate. Solo la moglie Anna sopravvisse, trovata priva di sensi su un relitto. Una volta giunta a Cardiff, inviò al marito un telegramma di due sole, strazianti parole: “Saved alone” (Salvata sola).
Spafford si imbarcò immediatamente per raggiungerla. Durante la traversata, il capitano della nave lo chiamò sul ponte per informarlo che stavano passando esattamente sopra il punto in cui la Ville du Havre era affondata, tre miglia sotto la superficie. Tornato nella sua cabina, invece di lasciarsi sopraffare dalla disperazione, Spafford scrisse le parole che oggi cantiamo: “Se pace qual fiume… se dolori quali flutti del mare… Tu mi hai insegnato a dir: Bene è l’alma mia!”. La sua pace non derivava dalle circostanze, ma dalla certezza del Vangelo espressa nella strofa centrale: che il peccato è stato inchiodato alla croce e che Cristo è il Signore della vita e della morte.
I. Il Paradosso della Pace (Strofa 1)
“Se pace qual fiume… o il duolo si abbatte su me” Spafford mette a contrasto due immagini idriche potenti: il “fiume” (la pace di Dio, Isaia 66:12) e le “onde del mare” (il dolore, i sea billows). La pace cristiana non è stoicismo (assenza di sentimenti) né assenza di problemi. È la capacità soprannaturale di dire “It is well” (Va tutto bene) anche quando le onde ci sommergono. La fede non nega la realtà del dolore, ma afferma una realtà superiore: la presenza di Cristo.
II. La Pienezza dell’Espiazione (Strofa 3)
“Il mio peccato, non in parte, ma interamente appeso alla croce” Questa è la strofa dottrinale centrale (spesso cantata con grande enfasi). Spafford sposta lo sguardo dal suo dolore personale al dolore di Cristo. Il testo originale dice: “My sin, oh, the bliss of this glorious thought! My sin, not in part but the whole, is nailed to the cross, and I bear it no more”. Qui è affermata la Giustificazione per Fede: il peccato è stato rimosso legalmente (“nailed”, inchiodato, Colossesi 2:14). Non ne portiamo più il peso. Questa certezza è il fondamento che permette di resistere a qualsiasi prova: se Dio mi ha amato tanto da salvare la mia anima, si prenderà cura anche del mio dolore.
III. L’Orizzonte Escatologico (Strofa Finale)
“Ma Signore, è la Tua venuta che aspettiamo” L’inno non finisce con la consolazione terrena, ma con il Ritorno di Cristo. Spafford scrive: “The clouds be rolled back as a scroll, the trump shall resound” (Le nuvole si arrotoleranno come una pergamena, la tromba suonerà). La vera guarigione dal dolore del lutto non si trova nel tempo, ma nell’eternità. La speranza del cristiano è che un giorno il cielo si aprirà e il Signore scenderà, riunendo i vivi e i morti in Cristo. È la “Beata Speranza” che asciuga ogni lacrima.
